
societa' italiana di Psicoterapia reichiana
di Nicola Glielmi e Paola Mazzorana
E’ meraviglioso vedere centinaia e migliaia di bandiere arcobaleno
con la scritta “Pace”.
E’ straordinario sapere che milioni di persone abbiano alzato
la testa, drizzato la schiena e chiedano a gran voce “Pace”.
La rivoluzione sessuale propugnata da Wilhelm Reich sta dando i
suoi frutti perché i giovani, soprattutto, non sono più disposti
all’obbedienza cieca - che è una conseguenza biopatica
della repressione sessuale - di lasciare la propria casa, gli affetti
più cari e andare in guerra per “spezzare le reni” al
nemico.
Tuttavia è anche straziante vedere tante bandiere con la
richiesta di pace. Dolorosissimo. Sono come un grido, un grido
di bisognosi che chiedono la pace.
Un tempo la si chiedeva a Dio, ora più concretamente ai
governanti. Anche questo è un gran passo avanti. E dimostra
che uomini e donne hanno preso coscienza che la Pace non può essere
promossa da una religione il cui Dio proclama “chi non è con
me, è contro di me”, né da una religione che
giudica nemici da distruggere, o sottomettere gli infedeli che
non credano nel Dio di Maometto, né dalla religione ebraica
che predica “occhio per occhio, dente per dente”.
Si è preso coscienza che il braccio religioso che guarda
alle cose di Dio e il braccio secolare che guarda alle cose dell’uomo,
sono un’autentica schizofrenia tra il pensare e l’agire,
sono un adattamento interessato e temporale al mutare degli avvenimenti
terreni. Sembrerebbe, infatti, che l’uccisione di un uomo
pagano durante le guerre puniche sia diversa dall’uccisione
di un mussulmano durante le crociate e diversa, ancora, dall’uccisione
di un palestinese o di un israeliano nella guerra del Medio Oriente,
di un iracheno o di un americano nell’ultima aggressione
all’Iraq. Certamente l’uccisione è diversa,
ma soltanto perché è sempre più crudele.
Supporta questa tesi non tanto la divisione nel mondo cristiano
- si prega per la pace, mentre il braccio secolare, politico ed
economico fa la guerra - quanto la pretesa di inserire nella Carta
Costituzionale dell’ Europa la menzione delle “radici
cristiane” come principi fondanti dell’UNIONE EUROPEA,
menzione che se anche dovesse essere veritiera – ma non lo è del
tutto – allo stato è soltanto una gravissima dichiarazione
di guerra all’Islam e all’Ebraismo. Non è una
paranoica idea di sentirsi “diverso” dall’altro,
che, pertanto può essere ucciso, in tempi futuribili, come
un animale perché senza anima e nel migliore dei casi con
un’anima peccatrice da punire e abbattere? Come si può invitare
la Turchia o Israele a far parte dell’Unione Europea con
una simile dichiarazione di guerra delle radici cristiane?
Per queste ragioni si è lieti che molti, moltissimi uomini
e donne abbiano preso coscienza che la guerra semina odio, distruzione
e desiderio di vendetta che a sua volta seminerà altro odio
e non porterà mai alla pace.
Dal nostro punto di vista queste sono le ragioni della Pace “senza
se e senza ma”, della Pace con la lettera maiuscola perché la
pacificazione significa armistizio per riprendere, poi, il gioco
perverso della guerra da una futuribile posizione di forza. Siamo
lieti, pertanto, che milioni di persone manifestino con tanta forza
in favore della pace, anche se spesso non comprendono le ragioni
profonde e storiche della guerra e della pace.
Ma ciò non basta.
Perché si gioca alla guerra come se si giocasse a scacchi,
con grande sofferenza di chi la guerra la subisce?
Come risolvere le enormi ed eclatanti contraddizioni evidenziate
che stanno sotto gli occhi di tutti? Come è possibile che
una persona religiosa e praticante possa andare alla guerra ed
uccidere? Come è possibile che un uomo uccida un altro uomo
e stia con la coscienza tranquilla solo perché convinto
di avere ubbidito ad un ordine e di aver assolto a un dovere?
La guerra trova le sue radici nelle nostre corazze caratteriali.
Non si decide la guerra o la pace nei congressi internazionali,
ma nel momento in cui il bimbo venendo sulla faccia della terra è maltrattato
a tal punto da formare in se, nelle corazze muscolari del suo corpo,
il primo e più profondo nucleo della sua futura distruttività e
della voglia di fare e di andare alla guerra. Siamo tutti prigionieri
della nostra corazza e delle altrui corazze, che non sono diverse
dalle nostre e che nel loro insieme, costituiscono la corazza sociale
con forte spinta alla distruttività, all’invidia,
all’odio, alla guerra.
La violenza e l’odio nascono laddove l’essere umano
non viene rispettato nel suo funzionamento. Funzionamento dal punto
di vista della fisiologia prima di tutto.
Il nostro limite ci è dato dal nostro corpo e le sue caratteristiche
vanno rispettate.
L’odio comincia dove un bambino nasce e trova ad accoglierlo
freddo, rumore, separazione dalla madre, latte fatto in laboratorio,
orari che non sono i suoi, un ciuccio invece che un seno.
Solo persone non corazzate possono comprendere i bisogni
di un neonato, capire i suoi bisogni senza porre al primo posto
i loro nervosismi e i loro ritmi.
Qual è il modo giusto per capire un neonato? Come fluire
con lui con i suoi tempi, con la sua sensibilità? Come aiutarlo
a crescere senza sviare le sue forze già dirette verso il
suo migliore sviluppo?
Come portare avanti l’educazione al controllo sfinterico
e alla pulizia?
Tenerlo vicino la notte?
Farlo dormire solo?
Quando smettere di allattare?
Per capire un neonato e fare al meglio per lui bisogna prima
aver recuperato la nostra infanzia e le piccole grandi sofferenze
che ci sono state.
Qualsiasi rigidità noi abbiamo nel nostro corpo ci porta
a chiuderci in noi stessi, a pensare alle cose nostre, ad avvertire
l’insistente bisogno d’essere accudito del neonato
e del bambino piccolo come un fastidio, un capriccio, un peso per
noi, un disagio, una fonte di nervosismo.
Il bambino appena nato non ha corazze e richiede un contatto
diretto, un’apertura totale.
Il modo di rapportarsi è fondamentale per il suo futuro,
per il crearsi in lui, anche in lui, delle corazze caratteriali.
I nostri gesti con lui hanno un’importanza talmente grande
che non riusciamo a vederla.
L’educazione alla pace non si fa solo sui banchi di scuola,
parlando a persone già cresciute e parzialmente strutturate,
ma si fa dai primi giorni di vita. La base si fonda nel primo anno,
prima ancora che il bambino parli.
Per cambiare – a essere ottimisti – ce n’è per
centinaia d’anni di lavoro perché “l’amore
il lavoro e la conoscenza che sono le fonti della nostra vita,
possano anche governarla” (W.Reich).
Fiamma inizia la terapia a 16 anni. A scuola ha ripetuto
la prima superiore e in seconda ha riportato cinque insufficienze
nel primo quadrimestre. C'è il fondato timore che Fiamma
verrà respinta per la seconda volta. La mamma si chiede
come la figlia potrebbe reagire ad una nuova bocciatura e non sa
cosa fare.
La ragazza ha un pessimo rapporto con l'insegnante di lettere,
dalla quale si sente odiata. Fiamma soffre tutti i giorni di mal
di testa. Lamenta poca resistenza alla fatica fisica, intellettuale,
emotiva. Si evidenzia tendenza alla petulanza, alla scontrosità ed
all'irritabilità . A casa, durante il pomeriggio dorme anche
cinque ore di fila. L'elettroencefalogramma evidenzia "attività theta
di ampio voltaggio in regione occipito-temporale, bilateralmente." Un
tracciato, comunque, ai limiti della norma.
Fiamma presenta difficoltà a muovere i globi oculari in
tutte le direzioni, difficoltà, di natura funzionale e non
organica, inquadrabili nel c.d. blocco oculare energetico, che
impedisce o limita i movimenti oculari. Su questo blocco oculare
si deve lavorare con costanza, delicatezza e pazienza.
L'intervento si svolge a più livelli: si consiglia alla
madre di parlare con l'insegnante, per chiederle cosa possono fare
insieme per aiutare Fiamma. Questo atteggiamento crea un clima
più disteso e di collaborazione fra scuola e famiglia. Così il
terreno diventa favorevole affinché il ruolo docente e quello
affettivo personale dell'insegnante possono essere percepiti in
modo separato: a Fiamma appare più chiaro che ella va a
scuola per imparare e che le viene dato tutto l'aiuto perché possa,
con le sue forze, superare le difficoltà che le si presentano.
Altro intervento è quello sul metodo di studio. Il blocco
oculare energetico, di cui soffre Fiamma, non le permette movimenti
fluidi degli occhi e le impedisce di leggere i testi scolastici
con continuità e, quindi, di apprendere e di memorizzare.
Gli occhi saltano durante la lettura e non le permettono di cogliere
le frasi nel loro complesso: Fiamma le percepisce smozzicate, mancanti,
senza senso, quindi deve leggere più volte la stessa frase,
faticando a comprendere e stancandosi molto.
Con gli actings di vegetoterapia, mirati sugli occhi, le
difficoltà presentate da Fiamma si scioglieranno nel corso
della terapia, ma la necessità di un pronto recupero scolastico è urgente.
Pertanto si consiglia di ascoltare bene le spiegazioni a scuola,
di farsi leggere i testi scolastici dalle amiche, dalla madre e
dalla sorella, di studiare in compagnia, di usare il registratore,
affinché venga privilegiata una forma di apprendimento orale-uditiva.
Questo fintantoché non sarà in grado di usare gli
occhi senza soffrirne.
E ora l'intervento più importante: gli actings di vegetoterapia.
Lavoriamo con Occhi Laterali ( movimenti destra - sinistra e viceversa)
e i movimenti oculari si modificano, facendosi morbidi e fluidi,
da rigidi e fatti di piccoli scatti com'erano. Parallelamente Fiamma
diventa più accomodante nel carattere, più sicura
di sé, si valuta più positivamente.
Già dopo due mesi di terapia la relazione con l'insegnante è recuperata
: ora Fiamma la stima moltissimo e ne parla come dell'unica professoressa " che
sa quello che fa ". Il mal di testa non è più così presente
e finisce per presentarsi solo occasionalmente in caso di stati
influenzali, mancanza di sonno o evidenti strapazzi psicofisici.
Fiamma non ha più bisogno di dormire tutti i pomeriggi e,
se a volte lo fa, il sonno non si protrae per ore come prima. Il
riposo notturno è soddisfacente. A scuola recupera bene
tre materie e ne porta due a settembre col debito. Durante l'estate
lavora, come ha sempre fatto, ma con più moderazione rispetto
all'anno precedente, riservandosi dei momenti di riposo. Nell'anno
scolastico successivo studia poco con un buonissimo rendimento
scolastico, occupa gran parte del suo tempo con la partecipazione
a gruppi giovanili e nell'impegno sociale, oltre che nelle attività lavorative
extradomestiche e domestiche. Viene promossa con un debito. Fin
qui sono state fatte 45 sedute di Occhi Laterali.
Il 1° marzo ritengo sia giunto il momento di passare alla Masticazione
con Occhi Laterali. L'acting della Masticazione (II livello) contemporaneo
al movimento latero laterale degli occhi (I livello) agisce sulla
bocca, perché la persona mastica un tovagliolo di stoffa,
e mira a sciogliere le tensioni e le emozioni che in questa zona
si sono cristallizzate ormai da molti anni. Va sottolineato che
l'acting della masticazione va eseguito sempre insieme a quello
sugli occhi, affinché la persona veda chi sta mordendo e
che cosa sta masticando.
La funzione masticatoria ha a che vedere, oltre che con la
prima digestione del cibo solido, anche con l'assimilazione di
quanto letto e studiato, con la memorizzazione e la possibilità di
accedere facilmente a quanto è stato messo in memoria. Masticando,
Fiamma può portare alla coscienza e all'espressione verbale
il risentimento e l'odio per un padre fisicamente e psicologicamente
assente da quando Fiamma aveva pochi mesi e che ha lasciato dietro
di sé vaghi ricordi di alcoolismo, violenze e inaffidabilità.
Fiamma ancora oggi è spaventata se qualcuno alza la voce,
con lei o vicino a lei, nel ricordo dei litigi cui ha assistito
fin dai tempi più remoti.
Il suo odio silenzioso per il padre sembra sfociare nella
sua tendenza ad essere petulante e scontrosa con alcuni insegnanti,
tendenza che ora sembra notevolmente mitigata. Fiamma porta un
apparecchio ortodontico fisso da più di un anno, ha subìto
un intervento per ancorare il canino superiore sinistro che si
trova ancora fuori sede, all'interno del palato. Di tanto in tanto
viene accorciato il filo che dovrebbe far uscire il dente nella
sua sede naturale.
Il 9 aprile il dentista dà la notizia a Fiamma che il dente
sta per forare la gengiva. Il 30 aprile le compare una ciste nella
zona del coccige che mensilmente si gonfia e le fa male, le viene
asportata nel mese di agosto con un intervento in anestesia epidurale.
La ciste risulta essere un residuato embrionale. Su quanto accaduto
finora nella terapia di Fiamma restano degli interrogativi aperti:
Se sì, e l'argomento è ancora da analizzare e verificare,
dobbiamo comunque avere ben chiaro che non è possibile
utilizzare questi actings solamente come coadiuvanti , per esempio,
della terapia ortodontica: il successo di tali esercizi è legato
al setting in cui si svolgono e all'attenzione per la globalità di
sensazioni, emozioni e pensieri che la persona interessata vive,
oltre che a un atteggiamento, direi, fenomenologico, dell'osservatore
e ad un'analisi di tipo funzionale di quanto accade al soggetto.
Tuttavia quanto si è verificato ci può far riflettere
sulla stretta connessione tra le azioni del corpo, le sue funzioni
e i vissuti profondi che ad esse sono legati. Smantellare la corazza
fatta di tensioni che ci rendono ammalati significa in ugual misura
esercitare la funzione corretta, fisiologica dell'organismo (in
questo caso di occhi e bocca) e ugualmente permettere l'espressione
delle emozioni, dei vissuti, dei ricordi e delle sensazioni che
si presentano alla coscienza, solo così la struttura muscolare
si può liberare dalle tensioni legate a dolori e traumi
passati, per prendere un assetto più ergonomico.
Dopo 25 sedute di "Masticazione", inseriamo l'acting
di Rotazione degli occhi e "Mostrare i denti" con la
finalità di sciogliere ancora di più gli occhi. Già da
alcuni mesi Fiamma non ha più mal di testa, in nessuna occasione.
Procediamo alternando i due esercizi.
La bocca di Fiamma si libera in un bellissimo sorriso.
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