
societa' italiana di Psicoterapia reichiana
DEL DR. NICOLA GLIELMI
Il testo viene proposto sotto forma di intervista. L'intervistatore
(caratteri in grassetto) è il dr. Tommaso Valleri di Vertici network di Psicologia
e Scienze Affini. L'intervistato è il dr. Nicola Glielmi.
Il farabuttismo dialettico adolescenziale inconscio !
Tutti vivono di Farabuttismo Dialettico Adolescenziale Inconscio, soprattutto
nell'era della televisione che tale fenomeno rivela e diffonde più di
ogni altro mezzo di informazione. Ma la televisione è anche il mezzo che
può educare a riconoscerlo.
Raffaele Petra, marchese di Caccavone (Napoli 1798 - 1873) meglio di altri descrive
la doppia morale in " 'A confessione 'e Taniello":
Taniello, ch'ave scrupole, |
Patre -le dice- i' roseco, |
Patre, 'ncuollo a li ffemene |
Jastemmo, arrobbo…. 'O prossimo |
E mo', Patre, sentitela |
Se vota Fra' Liborio: |
Note: 'nzorà = sposare; roseco = molesto, brontolo; me 'mpesto
= mi arrabbio.
Lei stigmatizza il comportamento di tutti gli attori del caso clinico-giudiziario
pubblicato su www.vertici.it, come dovuto a "farabuttismo dialettico
adolescenziale inconscio". Perché ?
Alcuni magistrati a seguito di infondate denunce hanno rinviato
a giudizio due medici per il reato di sequestro di persona avendo
essi ricoverato, secondo scienza e coscienza, un ammalato psichico
in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura.
E' sconcertante la negligenza con la quale i giudici hanno
trattato l'episodio giudiziario. Non hanno considerato l'infondatezza
dell'accuse rilevabili già nei documenti accusatori. Non hanno
svolto alcun accertamento sulla persona del malato per verificare
la sussistenza della malattia psichiatrica e non hanno considerato
che i medici del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura avessero
dichiarato di aver accettato il malato perché necessitava di
un immediato ricovero.
E' sconcertante, poi, che altri magistrati non abbiano sottoposto
ad indagini "per calunnia e diffamazione" gli autori delle
infondate e diffamanti accuse.
Ma alla fine, mi sembra, che quei due medici siano stati assolti "perché il
fatto non sussiste".
Si è vero, ma questo è il punto. Molti procedimenti
penali non avrebbero neppure inizio e non si avrebbero tante assoluzioni "perché il
fatto non sussiste" se non vi fosse qualcosa di patologico nell'amministrazione
della Giustizia.
Come spiega tanta superficialità ? Forse per l'eccessivo carico di
lavoro cui i magistrati sono sottoposti ?
Anche per questo. Però mi sembra che il carico di lavoro sia
un alibi per alcuni magistrati tanto arroganti e superficiali da non
valutare lo stress cui è soggetto un imputato che risulta
innocente ab initio per mancanza di qualsiasi elemento che avesse
potuto permettere l'avvio del processo; ex principio perché non
si può accusare un medico per spaccio di stupefacenti quando
egli prescrive un milligrammo di morfina ad un paziente infartuato.
Vi sarà stata, probabilmente, una ragione di natura politico-amministrativa
che aveva avviato il procedimento penale da parte del manager dell'USL.
Sono d'accordo con questa tesi se per natura politico-amministrativa,
si intende il fenomeno del Farabuttismo Dialettico Adolescenziale
Inconscio presente in tutta la pubblica amministrazione. I magistrati
che hanno tenuto bordone alle infamanti e infondate denunce degli
accusatori hanno dimostrato che il Farabuttismo Dialettico Adolescenziale
Inconscio, come una tela di ragno, dilaga e si estende da un'Istituzione
all'altra; e con la loro superficiale condotta giudiziaria hanno dato
un contributo alla comprensione del fenomeno, dal momento che non
possono essere accusati di corruzione per mancanza di prove.
Perché Farabuttismo Dialettico Adolescenziale Inconscio? Mi sembra
un'ingiuria.
Il F.D.A.I. è la malattia più vecchia dell'uomo ed ha
prodotto sempre disaccordo, inimicizia, persecuzione, guerra e sterminio.
Le voci "farabutto" e "farabuttismo" non trovano
spazio nella Treccani e qualche dizionario riporta il termine "farabutto" per
indicare un uomo abietto e disonesto. Deriva dallo spagnolo "faraute",
messaggero, intrigante (secolo XVII) e vuol dire mascalzone, uomo
disonesto. Ma probabilmente il termine è di origine araba.
Il termine "farabuttismo" è grossolano e volgare,
ma efficace come la segnaletica del teschio con le tibie incrociate
sui pali della corrente elettrica.
Che cosa è, dunque, il F.D.A.I. ?
E' una malattia del carattere. E' una forma di disonestà caratteriale
di cui il soggetto non ha coscienza. Possiamo indicarla indifferentemente
come Farabuttismo Dialettico Adolescenziale Inconscio (F.D.A.I.) oppure
come Dialettica Adolescenziale Inconscia (D.A.I.).
Perché Dialettica Adolescenziale Inconscia e non disonestà mentale
?
Perché non si tratta di disonestà cosciente. Ma di un'ideazione
e di un comportamento inconsci, le cui radici vanno ricercate nell'adolescenza.
L'ideazione e il comportamento fraudolenti di un ragazzo
finiscono per costruire la disonestà mentale dell'adulto, ma
questa ne è l'effetto. La causa è inconscia perché è rimossa,
mentre l'effetto, la disonestà mentale, è cosciente.
Come una persona ha coscienza dell'agorafobia, o di una patofobia,
mentre ne ignora le cause che sono rimosse; così ha coscienza
della disonestà mentale ma ne ignora la causa, che è rimossa.
Di una persona, spesso si dice che pensa e si comporta come
un ragazzo. Che cosa gli ha impedito una piena maturazione psicologica?
La Dialettica Adolescenziale Inconscia è la conseguenza della
birbonata propria dell'adolescente. Il comportamento menzognero dell'età puberale,
darà spazio alla retorica e al sofisma che appassionarono gli
antichi maestri Corace e Tisia, i sofisti greci Protagora, Gorgia,
Zenone "capace di sostenere due tesi opposte - di criticare tutto" (Plutarco).
Se per retorica si intende il complesso delle regole concernenti
l'arte della parola e del discorso scritto e parlato, e/o, spregiativamente,
l'uso di forme enfatiche e artificiose, prive di contenuti significativi:
per Dialettica Adolescenziale Inconscia, si deve intendere lo studio
delle radici dalle quali prendono origine il sofisma e la retorica
nel loro aspetto più spregiativo.
Il F.D.A.I. è un vizio?
Il vizio è la lussuria intesa come godimento disordinato del
piacere sessuale. Il F.D.A.I. è una sindrome psicopatologica
ed è la madre della lussuria. Come la disonestà mentale è l'effetto
cosciente del Farabuttismo Dialettico Adolescenziale che è inconscio,
così la lussuria è anch'essa l'effetto cosciente del
F.D.A.I. La lussuria è il risultato della repressione sessuale
e trova, come il F.D.A.I., un substrato anatomofisiologico nella pelvi,
cioè nel VII segmento reichiano.
In patologia psichiatrica, si contemplano la psicastenia,
la malattia dei tic, le personalità psicopatiche, le nevrosi
attuali, le perversioni sessuali riferibili al VII segmento pelvico
reichiano. Queste entità morbose riguardano una patologia individuale
di soggetti che soffrono e fanno soffrire i loro familiari.
Il F.D.A.I., a differenza delle altre patologie riferibili
alla fase fallica, produce effetti sociali, etici, politici, economici,
tali da far soffrire milioni di persone. Si ricordano le persecuzioni
degli omosessuali, degli ebrei, degli zingari, dei neri e le guerre.
Tali eventi, quindi, meritano un'interpretazione non soltanto ideologica,
religiosa, politica, economica, commerciale, antropologica e storica,
ma anche psicoanalitica ed orgonomica. Pare che i Romani decidessero
di fare la guerra ai Cartaginesi quando videro che i loro fichi erano
due tre volte più grandi di quelli campani. Ma com'erano i
Romani da un punto di vista del funzionamento dell'energia vitale
nei loro corpi? Come funzionava l'energia vitale nei corpi dei nazisti,
considerato che non fu una sola persona a spingere nei forni crematori
milioni di ebrei e centinaia di migliaia di zingari e di omosessuali?
Si tratta, dunque, di categorie logiche ed etiche ?
Di volta in volta, per influenza ora del pensiero platonico,
ora di quello aristotelico, si è, comunque, sottratta una patologia
medica allo studio della Medicina.
L'ira, la superbia, l'invidia, l'ingordigia, l'accidia, l'avarizia
e la lussuria, sono caratteristiche psicopatologiche. In "Caratteri
Passioni Mafia" ho descritto i blocchi energetici, le contratture
croniche di alcuni muscoli nei sette segmenti reichiani che danno
vita a difetti biofisici, etichettati come morali, mentre in realtà sono
difetti fisici che sostengono quelli morali.
Lei parla di difetti fisici, di contratture muscolari, quindi, dovrebbero
essere oggettivati dall' elettromiografia.
Il F.D.A.I. è molto diffuso, tanto da rientrare nella normalità,
la quale, però, non rappresenta la sanità perché,
nessuno sa cosa sia la salute, che andrebbe anch'essa studiata. Si
definisce una persona "normale" per l'assenza di sintomi
patologici, rispetto alla maggioranza delle persone, ma in realtà non
si conoscono i parametri della salute. Questa condizione ha fatto
ascrivere difetti e vizi, riscontrabili nel corpo umano, nelle categorie
logiche, etiche ed estetiche, in scienze come la Retorica, l'Etica,
l'Estetica, la Politica, la Teologia, ecc.
L'elettromiografia parte da una condizione statistica di
base, e pertanto gli apparecchi elettrici non sono tarati per ricercare
e per evidenziare le contratture croniche muscolari a meno che non
si tratti di contrattura volontaria, o di patologia conclamata come
può essere la tetania. Non è in contrasto con la Fisiologia
Umana ipotizzare che tra la tetania e la perfetta salute muscolare,
vi siano degli stati funzionali intermedi di contrattura cronica,
involontaria, che sono considerati normali, ma non sono espressione
di buona salute muscolare.
Moltissime persone, medici e non medici, consigliano il rilassamento
muscolare per le più svariate sindromi. Bisognerebbe oggettivare
lo stato dei muscoli prima e dopo il rilassamento. Se una persona
trae beneficio da una pratica corporea, comunque la si definisca,
mirante ad ottenere il rilassamento muscolare, vuol dire che qualche
modificazione chimico-biologica si verifica realmente nei suoi muscoli,
anche se non evidenziabile all'eletrromiografo che non può essere
tarato allo scopo.
Si tratta della stessa critica e dello stesso problema sollevati
da Reich alla Psicoanalisi di Freud. Reich pensò che se adottando
la teoria della libido, si ottenevano guarigioni, o modifiche della
patologia nei pazienti, ciò doveva significare che la libido
non era una pura tesi metapsicologica, ma una realtà esistente
nel corpo umano. Tale libido Reich ricercò, studiò e
misurò e la definì orgone, o energia vitale. Nacque
la vegetoterapia carattero-analitica, intesa come la ricerca, la modifica
e il riequilibrio della libido bloccata nei muscoli che costituiscono
il substrato anatomo-funzionale delle tre fasi freudiane. Per fare
un esempio se un soggetto fissato alla fase anale, da un punto di
vista etico ed estetico, presenta avarizia; fisicamente presenta una
contrattura del cercine anale e dei glutei, idonea a trattenere le
feci. Il problema che si pone è se l'idea, o l'emozione producano
la contrattura del cercine anale e dei glutei, o se sia questa a produrre
l'idea e l'emozione, cioè l'avarizia. Credo che siano l'idea
e l'emozione (il rimprovero per essersi sporcato) a creare la contrattura
muscolare che, a sua volta, crea un'idea ed un'emozione secondarie:
il vizio dell'avarizia e la sua concettualizazione. La clinica psicoanalitica
ci insegna che lavorando con le idee e con le parole che le rappresentano,
il soggetto comprende la natura e l'origine del vizio, senza modificare
la struttura anatomo-funzionale. Si potrebbe pensare che il soggetto
assuma un diverso atteggiamento rispetto all'avarizia per una risposta
intellettiva alle nuove categorie innescate dalla psicoanalisi, ma
senza risolvere la contrattura dello sfintere anale e dei glutei.
Mentre la vegetoterapia di Reich, - che lavora direttamente sulla
corazza muscolare -, ci insegna che si scioglie il vizio dell'avarizia
nello stesso tempo nel quale si scioglie la corazza muscolare. I muscoli
(striati e lisci) conservano il ricordo delle emozioni e delle sensazioni
nella corazza muscolare, che, sciogliendosi, le fa affiorare. Le sensazioni
e le emozioni sono rivissute come al momento della formazione della
corazza. Esse non sempre possono essere rappresentate, nell'attualità,
con le parole. E da qui un'altra importante considerazione: non possono
essere curati con la rappresentazione delle parole (libera associazione
delle parole della tecnica psicoanalitica) quei disturbi che si sono
formati nell'età preverbale, perché il soggetto non
possedendo, all'epoca, l'uso della parola, non può ricordarli.
Perché dialettico ?
Con il presente studio si intende analizzare, con un punto
di vista medico, le cause di comportamenti egoistici e appestati che
solitamente vengono inquadrati nell'etica e qualche volta finanche
nel galateo.
La tendenza naturale dell'uomo, per la sua sopravvivenza, è il
desiderio della conoscenza, sotteso dalla curiosità, che deviata,
può trasformarsi nel fanatismo, nella menzogna, nella tendenza
a "scandalizzarsi", nella retorica intesa come pura tecnica
di persuasione, o come spregiudicata abilità argomentativa
con uso truffaldino di paralogismi, e come conformismo opportunistico
dell'uditorio.
Il F.D.A.I. è interpretato, spesso, con ammirazione per la
sua capacità dialettica e abilità persuasiva.
La retorica malata e appestata, ed in particolare il F.D.A.I.
trova le sue radici nello sviluppo libidico delle fasi uretrale e
fallica.
La pubertà segna il passaggio dal pensiero magico infantile
a quello logico con la formazione dei primi nessi logici per giungere
all'età della ragione. Le esperienze nell'età adulta
arricchiscono il modello intellettivo e conoscitivo che si è formato
durante la pubertà.
La masturbazione, che è l'evento più significativo e
importante della fase fallico-uretrale, non per semplice coincidenza,
comincia ad essere praticata in questo stesso periodo. Essa influenza
la formazione del pensiero, cioè il modello logico che può diventare
arte nella ricerca della verità, o spregiudicato uso di forme
enfatiche e artificiose, prive di contenuti significativi. La masturbazione
in età puberale, qualora non sia condannata e caricata di significati
aberranti, azzera i conflitti delle fasi precedenti, - orale e anale
se non hanno prodotto vistosi nuclei psicotici -, e prepara la fase
genitale e la sua maturazione.
Quale dunque la psicopatologia che sottende questi comportamenti ?
Se qualcosa di grave fosse accaduta nei primi quindici, venti
mesi di vita di una persona, durante l'organizzazione delle prime
due fasi, quella orale e quella anale, ci si troverebbe davanti a
soggetti psicotici e psiconevrotici che non potrebbero giungere ad
esercitare la professione di geologo, ingegnere, avvocato, letterato,
medico, giornalista, magistrato, psicologo, assistente sociale, panettiere,
operaio. Evidentemente qualcosa di grave è accaduto durante
lo sviluppo libidico della fase fallico-uretrale, la cui organizzazione
comincia nel primo anno di vita e continua fino a 18-20 anni. Più precisamente
qualcosa di molto grave è accaduta durante la pubertà.
Se così non fosse non potremmo capire perché alcuni
professionisti più o meno insigni, i quali dovrebbero essere
innanzitutto dei gentiluomini (e non dei farabutti), si prestano a
manovre di ogni genere dimostrando un'enorme spaccatura tra l'attività di
pensiero svolta nella professione e tra le emozioni tradotte in utilitarismo,
affarismo fino al servaggio.
Se così non fosse non potremmo azzardare neppure l'ipotesi
delle ragioni personali per un crac finanziario di imperi economici,
o l'ipotesi per disgustosi comportamenti sessuali nei riguardi di
una donna da parte di noti professionisti, medici, magistrati, avvocati… La
storia è piena di personaggi accorti e intelligenti, ma disonesti
nel comportamento con una spaccatura tra il pensiero e tra l'emozione.
Tali comportamenti e spaccature spesso sono interpretati come inspiegabili
sregolatezze del genio determinate dal destino. Credo che sia opportuno
chiedersi le ragioni che fanno da comune denominatore a tutte le sregolatezze
che si possono riscontrare nella vita di un personaggio illustre come
in quella di uno sconosciuto.
Perché, dunque ?
Una primissima forma di attività autoerotica della fase fallico-uretrale
si riscontra fin dal primo anno di vita e consiste in una eccitazione
per strofinio: nel bambino con l'uso delle mani, nella bambina mediante
la compressione delle cosce. Questa prima forma di autoerotismo, si
interrompe presto per riprendere verso il quarto anno di vita, per
l'interesse che si risveglia nel bimbo per le sue parti genitali.
L'azione repressiva degli adulti, - che rispondono alle imbarazzanti
domande del bimbo intorno alla funzione dei genitali con favole, col
silenzio, o con ceffoni - , può dare luogo a concezioni ed
a timori, che potranno influenzare gravemente la sua futura vita psichica.
Questa seconda forma di autoerotismo scompare, durante la fase di
latenza, verso il sesto e settimo anno di età, per riprendere
all'epoca della pubertà (Cesare Musatti; Ernest Jones).
La sindrome che si intende esaminare deve necessariamente
iscriversi all'epoca della pubertà perché, oltre a determinare
le modalità dell'attività sessuale dell'adulto, incide
sulla formazione del pensiero, ne ostacola lo sviluppo razionale,
si pone come un impedimento al raggiungimento del senso di giustizia
facendo regredire il soggetto alla fase orale (Glielmi N. - Caratteri
Passioni Mafia, cap. sentimento di giustizia e vendetta) e impedisce
in modo definitivo il traguardo della saggezza, a cui tutti gli uomini,
con l'età, dovrebbero giungere.
Perché ?
Se la masturbazione è percepita, per influsso dell'ambiente
familiare e scolastico, come grave atto che rovina la salute, o come
grave peccato da scontare nell'aldilà, e non piuttosto come
bisogno fisiologico e come conoscenza di se stesso, il soggetto escogiterà un
ingarbugliato e complicato sistema di valori e di giudizi, per non
sentire la colpa di "rovinarsi la salute", di "diventare
cieco", o di "peccare".
Egli inventerà mille bugie che dirà a se stesso per
non sentirsi in colpa e per non rovinarsi la salute.
Il più delle volte il ragazzo, e/o ragazza, si masturba ripromettendosi
che quella sarà l'ultima volta. Ma spesso il ragazzo, o la
ragazza all'imperioso nuovo bisogno, - che non è affatto diabolico,
essendo dovuto al fisiologico aumento di testosterone e di progesterone
nel loro sangue -, non potrà fare fronte e svilupperà soltanto
un grande senso di colpa.
Potrà convincersi che manterrà intatta la sua purezza
se durante una doccia igienica, si fascerà le mani con un panno
per non "toccarsi", data la grande minaccia: "Dio ti
vede!". Potrà strofinarsi contro il materasso senza "toccarsi",
frapporre un panno tra il suo organo genitale e le mani, strofinare
le cosce e stringerle. Si instaura una lotta giornaliera con "il
demonio", che ricorda tanto le tentazioni di S. Antonio.
Qui si gettano le basi dell'ipocrisia, tanto condannata,
perché istintivamente ed inconsciamente, si percepisce che è legata
alla masturbazione. L'ipocrisia accompagnerà per tutta la vita
il soggetto, che la veste come un abito e non ne conoscerà mai
le cause che ha rimosso.
Spesso il ragazzo, o ragazza, si masturba, ma si tratterrà e
si fermerà prima del raggiunto piacere, o prima dell'orgasmo.
Da adulto praticherà il coitus interruptus che sarà elevato
a pratica anticoncezionale, mentre è soltanto la conseguenza
di una pratica masturbatoria. Non porterà mai a compimento
un progetto dei tanti che intraprende.
Altri potrà imparare a provare un piacere sessuale non fermandosi
prima dell'eiaculazione, ma apprendendo a controllarla contraendo
i muscoli uretrali e periuretrali. Il soggetto sperimenta la scarica
fisica e il piacere che implodono e rimangono dentro. Il liquido seminale
rimane dentro, viene riversato in vescica. Si configurano l'eiaculazione
retrograda nella masturbazione e l'amplexus reservatus nell'amplesso
amoroso, con l'eiaculato che finisce in vescica.
La colpa è rimossa ed il conflitto è risolto con la
formula "mi tocco - ma uso un panno e perciò non mi tocco;
mi masturbo - ma non eiaculo e perciò non pecco; sono tentato
dal peccato - ma sono virtuoso perché controllo l'eiaculazione
e perciò non pecco"
Questa è la formula del Farabuttismo Dialettico Adolescenziale
Inconscio e pare che sia approvata dalla Teologia che considera criminoso
lo spreco del seme, come racchiuderlo in un preservativo per gettarlo
in terra.
Su questi modelli si forma la morale, la letteratura, la
politica, l'economia, la scienza, ed ogni attività umana. Domina
tutta la cultura e la vita, dal momento che tutti passano attraverso
la maturazione sessuale con la concomitante masturbazione, fortemente
condizionata e repressa dall'etica con conseguenti disturbi dell'erezione,
dell'eiaculazione, della potenza orgastica.
Spesso le idee politiche e religiose di una persona fanno
da copertura al F.D.A.I., che in realtà allontana dall'obbiettivo
della progettazione, come intesa da Giordano Bruno, di produrre progresso
e beneficio per l'umanità. Si può, così, inventare
un ordigno di distruzione che, però, serve per salvare la vita
di molti. Si ignora d'essere vittima della logica "mi masturbo
- ma non faccio peccato perché non eiaculo".
E' incredibile ma questa semplice formula sembra dominare
la mente di chi costruisce o di chi vuole che si costruiscano le centrali
nucleari senza avere coscienza che la loro progettazione è sottesa
da una patologia della masturbazione.
Perché ?
Faccia l'analisi della progettazione: costruire le centrali
nucleari (masturbarsi) per produrre energia (piacere), seppellire
i residui tossici ( "il prodotto degli organi genitali" di
S. Freud) nelle viscere della terra ( in vescica).
Ma anche senza questa analisi, mi sembra che sia incoerente,
irrazionale e molto poco scientifico costruire centrali nucleari senza
sapere in che modo eliminare le scorie.
Altrettanto dicasi per i motori che si muovono con i prodotti
del petrolio. Che cosa impedisce all'uomo di pensare e progettare
motori con energia pulita?
Mi pare che Lei faccia un salto dalla Scienza all'Etica e viceversa.
Confonde la Scienza con la sua applicazione i cui effetti possono essere giudicati
buoni o cattivi. Lei passa dal campo della Scienza a quello dell'Etica.
Così sembra. In realtà si è perduto il senso
della complessità delle cose. Il creato, la materia, qualsiasi
oggetto di studio è esaminato dai vari punti di vista che,
però, non confluiscono in un medesimo quadro generale. Se così non
fosse parlare di Etica o di Scienza sarebbe come parlare della stessa
cosa, anche se da diversi punti di vista.
Il paradosso è che la Scienza non è capace di esaminare
e controllare la Scienza.
Ma esiste il libero arbitrio! Ciascuno può scegliere ed è responsabile
della sua scelta.
Una volta innescata la dialettica "mi masturbo - ma non faccio
peccato perché non eiaculo", che opera come un tarlo nella
mente delle persone, si può giungere all'estrema e più grave
giustificazione dei comportamenti umani invocando la tesi del libero
arbitrio: una persona è responsabile di usare, o non usare
il mezzo di distruzione. La Scienza finisce, così, col distruggere
il genere umano e la vita sulla terra perché il libero arbitrio
diventa l'alibi della distruzione.
Il libero arbitrio non è il dono di un Dio ma soltanto la conseguenza
secca, precisa, direi meccanica della legge "causa ed effetto" della
masturbazione intesa come atto fisiologico, come atto di auto conoscenza,
oppure, al contrario, come atto malato, non naturale e diabolico.
Perché l'uomo trovandosi a scegliere tra Dio e il Demonio deve
scegliere l'uno o l'altro? Quali le ragioni della sua scelta? Perché non
deve preferire il Bene al Male?
Il Bene e il Male sono scritti nelle personali corazze caratteriali
e muscolari di ciascuno, secondo i personali vissuti. Ecco dunque
come la Scienza può diventare Etica e come l'Etica può identificarsi
con la Scienza. Ecco come la Scienza può controllare la Scienza,
controllando le corazze caratteriali e muscolari dello scienziato.
Le tesi da lei esposte nascono da casi clinici ?
Francesco in una seduta dice: "Se cerco di ricostruire il perché di
questa riuscita pratica masturbatoria, penso che l'educazione familiare
mi ha trasferito una forma di pudore sessuofobico che io, da subito,
ho vissuto come conflitto ed a questo si è aggiunto l'essere
stato un ottuso frequentatore della chiesa, ove ero la carogna dell'oratorio.
Per il pudore sessuofobico lo sperma diventa lo "sfaccimma" per
indicare la cosa più sporca del mondo ed io stesso ero diventato
uno "sfaccimma", cioè la carogna dell'oratorio. Il
sorriso sulle labbra, sorridere sempre, mentre nel mio cuore albergava
l'odio più cupo e l'indifferenza più certa verso i problemi
degli altri. Perché masturbarsi a quel modo, era come non masturbarsi,
il non eiaculare era come non averlo fatto. Io 'mi masturbo e non
eiaculo ', era come restare al di qua della frontiera. 'Lo faccio,
ma non l' ho fatto perché il trattenimento dell'eiaculazione
era la negazione di ciò che avevo fatto '. Era un'implosione.
Quella emozione ti resta dentro, ti trattiene, ti vincola ad una forma
di doppia morale, ad una certa cocciutaggine, o fanatismo: vedo ma
non ho visto, sento ma non ho sentito, lo voglio ma non posso. Ti
vincola al distinguo dialettico, all'ipocrisia".
Sfaccimma significa farabutto e, in forma non spregiativa,
furbo.
Armida riferiva che fu iniziata alla masturbazione dal suo
ragazzo, col quale faceva tutte le "porcherie" ma rimaneva "al
di qua", rimanendo fisicamente vergine e mentalmente pura con
la dialettica "lo ho fatto- ma non lo ho fatto". Una volta
maritata poteva ripetere "le porcherie" in un incontro casuale
e con chiunque, convinta di non tradire il marito perché non
si era concessa con la vagina.
Gustavo riferiva che con la sua amante faceva tutte "le cose
possibili" e si sentiva molto gratificato, mentre con la moglie
si limitava solo all'introdutio in vagina, affinché la stessa
rimanesse "pulita" e non diventasse "sporca".
Il "piacere" , anch'esso condannato, lo sperimentava con
l'amante.
In realtà teneva la moglie all'oscuro del piacere sessuale
per paura di essere tradito.
Antonio considerava la masturbazione "roba da ragazzini".
Frequentava regolarmente le prostitute e prima dell'amplesso si faceva
masturbare. Non si sentiva in colpa verso la moglie perché con
la prostituta, facendosi masturbare, faceva quelle "robe da ragazzino".
La pratica della masturbazione così chiaramente riferita da
Francesco e da Armida, danno origine alla "disonestà dialettica
adolescenziale inconscia" La maturazione delle gonadi, vissuta
come peccato e come rovina, distorce lo sviluppo psicologico degli
uomini e delle donne. Francesco potrebbe tranquillamente sottoscrivere
il giudizio: "chi uccide un ebreo per motivo di fede religiosa è innocente.
Chi lo uccide per motivo politico o di razza è un criminale",
perché per lui la manipolazione dei genitali bloccata per tempo
prima dell'eiaculazione non è peccaminosa, mentre lo è se
ad essa segue l'eiaculazione.
Domenico era stato in trattamento psicoterapeutico per tre
anni per depressione del tono dell'umore ed era diventato un esperto
del linguaggio psicoanalitico. Tra i comportamenti non dichiarati
al suo analista quello di confondere fino all'ossessione le tovaglie
del bidet con le asciugamani per il volto. Aveva sposato una donna
completamente asessuata. Ad un'accurata indagine sulla masturbazione
dichiarò che da ragazzo si era sempre masturbato frapponendo
un panno tra la sua mano e l'organo genitale. Così frapponeva
la cultura psicoanalitica tra se e la guarigione e la casta e spirituale
moglie tra se e l'impulso sessuale.
Fabio si era esercitato in pratiche amatorie orientali e
un amplesso aveva la durata di molte ore, ma era completamente anaffettivo
verso la figlia che nella stanza affianco poteva piangere per tutta
la notte.
Giorgio si era esercitato a prolungare l'amplesso per ore
per mostrare alla partner le sue alte capacità amatorie. Faceva
l'amore per soddisfare il suo Ego e non per soddisfare un bisogno
fisiologico. Venne da me per cefalea persistente ed ipertensione arteriosa.
Saverio aveva praticato la masturbazione con eiaculazione
retrograda. Nel rapporto sessuale con la moglie aveva capacità di
prolungarlo per ore. Ma era anaffettivo ed era rimasto un ragazzo
in tutti i suoi comportamenti. Egoista e irresponsabile verso la famiglia,
tutto per lui era un gioco. Aveva, per la sua leggerezza, finito col
perdere l'azienda paterna rovinandosi economicamente. La moglie che
lo aveva accompagnato in terapia non lo aveva descritto come un disonesto,
ma piuttosto come un farabutto quindicenne, irresponsabile.
Grazia riferisce di Ovidio definendolo "buzzurro", anaffettivo,
superficiale, inconcludente. A letto dava dimostrazione della sua
potenza amatoria per ore, senza raggiungere l'orgasmo. Reich lo avrebbe
definito impotente orgastico.
Gino dichiara che un prete in confessionale, gli disse: "Tu ti
tocchi! Mi devi dire che tu ti tocchi, perché hai quattordici
anni!". Egli davanti a questa domanda assertiva che escludeva
ogni altra risposta, confessò di toccarsi ma non eiaculava
e a sua volta chiese: " E adesso non mi dirà che diventerò cieco?".
Giorgia ha riferito che in confessione un prete le chiese
se si masturbava. Alla sua risposta affermativa, lui chiedeva: "lo
fai al buio o con la luce accesa ?" - "perché c'è differenza
?" - "Si perché se lo fai al buio non è peccato".
Un medico che da ragazzo aveva praticato la masturbazione
con eiaculazione retrograda, nel momento decisivo di una psicoterapia
verbale "si tira indietro", o agisce tanto scorrettamente
da costringere la paziente ad abbandonare l'analisi. Si turba e si
traumatizza, se ospiti una lesbica, perché pensa che ci vai
a letto. Il turbamento nasce dalla rottura di un personale concetto
della sessualità, perché se "sei eterosessuale
come fai ad ospitare una lesbica?". A parte la personale "pulsione
omosessuale", la formulazione del pensiero è quella dialettica
del farabuttismo.
Un altro medico che da ragazzo si era esercitato con l'eiaculazione
retrograda aveva addobbato il suo studio con vari simboli religiosi
ed altarini. Col pretesto della libertà di pensiero aveva mescolato
la vegetoterapia con pratiche mistiche. Prima di iniziare un seduta
di terapia, pregava, in presenza del malato, etichettando la sua ossessione
come meditazione trascendentale i cui benefici effetti sarebbero ricaduti
sul paziente. Per la confusione degli indirizzi terapeutici, e per
stranissimi ragionamenti del tutto incomprensibili, inviava le sue
pazienti al fratello per cura penis, finché una di esse, abbandonata
dal drudo per una nuova paziente, si gettò con la macchina
nelle acque del porto.
Anche Lia e Rachele, non potendo avere figli, dettero a Giacobbe
le loro schiave perché fossero da lui ingravidate al loro posto.
Una cosa è conoscere il pensiero di Freud, di Jung, di Reich,
altra cosa è, in nome di un sincretismo becero, adottare contemporaneamente
le tecniche terapeutiche derivate dalle citate scuole, mescolandole
con pratiche di scuole orientali. Credo che possa parlare con autorità di
Reich soltanto chi ha sperimentato, personalmente su di se, la vegetoterapia.
Confondere, nella pratica terapeutica, la vegetoterapia di Reich,
con l'ipnositerapia, e con scuole mistiche orientali, - senza togliere
ad esse alcun merito scientifico -, dimostra soltanto che il terapeuta è confuso,
si è impantanato e non sa procedere lungo la strada che ha
scelto per quel determinato paziente.
Bill Clinton, il Presidente degli U.S.A., quando è stato interrogato
dal Gran Giurì ha dichiarato che "avere un rapporto sessuale
significa dare e ricevere piacere e che siccome lui non aveva dato
piacere non aveva avuto alcun rapporto sessuale con la Lewinsky ".
Non solo, ma egli non ha introdotto il suo organo genitale
in quello della stagista, con la quale, infatti, ha avuto un rapporto
orale. Clinton, quindi, non ha mentito alla Corte, ma si è comportato
semplicemente secondo una doppia morale da tutti accettata.
Come si può prevenire la sindrome del F.D.A.I. ?
Non minacciando le pene dell'inferno per la masturbazione.
Spiegando che è un atto fisiologico, quindi legittimo, che
porta alla presa di coscienza del proprio essere e della capacità di
provare piacere. Molte angosce e timori infantili, e lo stesso complesso
edipico, perdono la loro forza patologica e svaniscono se l'individuo,
in età puberale, affronta la masturbazione, senza il timore
di fare peccato, di rovinarsi la salute o di diventare cieco.
Tutti hanno sperimentato il complesso edipico, ma non tutti
finiscono sul lettino dello psicoanalista. Perché? Certamente
la patologia del complesso edipico è preparata dalla fase orale
nel rapporto con il seno materno. Ma certamente la masturbazione in
età puberale, non demonizzata, è, naturalmente, deputata
al superamento del complesso di Edipo.
I casi riportati perché sono giunti alla sua osservazione?
Per disturbi psichiatrici. Il F.D.A.I. sfugge all'osservazione
clinica.
Le persone affette da F.D.A.I. per lo più concomitante alla
paranoia, per la costruzione del loro pensiero e della doppia morale,
in genere non ritengono necessario l'intervento psicoterapeutico,
perché ogni loro problema è risolto dialetticamente
con la formula "mi tocco - ma non pecco", che può diventare: "vado
in discoteca, ma non ballo", "rubo - ma mi confesso", "uccido,
ma mi confesso", investendo tutte le attività, e comprendendo
vari rituali religiosi, per soddisfare il SuperIo freudiano nelle
sue sottoistanze Io Ideale e Coscienza.
In televisione ogni giorno si può assistere a un palese e sfacciato
atteggiamento menzognero, come se le persone fossero ferme all'età di
14 anni, quando al ragazzo è consentito dire bugie e menzogne.
Il nazismo ed ogni altra tirannide, antica e moderna, hanno
come elemento fondante del loro potere l'arte della menzogna.
E le persone sagge?
Penso che si siano masturbate con molta gratificazione, normalmente
e naturalmente. Lo si può arguire dai loro comportamenti e
per l'appunto dalla loro saggezza. I discorsi e i comportamenti pieni
di comprensione dei bisogni degli esseri umani di Wintson Churchil,
sono alquanto diversi da quelli di Hitler. Perché?
A parte la personale storia individuale, in che modo lo sviluppo
della fase fallica, in particolare la pratica della masturbazione,
ha condizionato il loro pensiero e le loro azioni?
Di solito nella vita dei vari personaggi illustri e non,
viene omesso ogni riferimento alla fase fallica e in particolare agli
atti concernenti la masturbazione. Anche questo merita di essere approfondito
dalla psichiatria e dalla psicologia. Si pensa di conoscerne le ragioni
che sembrano ovvie, o si suppone che lo siano per evitarne lo studio.
Sappiamo che questo o quel regnante, o illustre personaggio sia stato
afflitto da misticismo e da varie allucinazioni mistiche, ma nulla è detto
della loro educazione sessuale e di come in età puberale sia
stata affrontata dagli stessi le tempesta ormonale e la pratica della
masturbazione.
Sarebbe il caso di chiedere a una persona non "dove vai ? e da
dove vieni?", che doveva essere il saluto degli antichi greci,
ma "come ti sei masturbato?", per conoscerlo, per sapere
se puoi fidarti di lui, anche se istintivamente le persone stanno
insieme e si stimano reciprocamente a seconda della comune concezione
e pratica della masturbazione. Una persona che abbia praticato la
masturbazione con eiaculazione retrograda, istintivamente risulta
simpatica a chi abbia usato la stessa tecnica; risulta istintivamente
antipatica a chi si sia masturbato normalmente. Il primo necessità di
regole precise, di comandamenti e di dogmi. Il secondo non necessità di
alcuna regola. Il primo non uccide perché c'è un comandamento
che glielo proibisce, il secondo semplicemente perché non prova,
o non sente un istinto omicida. Per restare nel nostro campo, il primo
va a letto con la sua paziente e la nasconde nell'armadio. Il secondo
assume la responsabilità delle sue azioni e smette immediatamente
la terapia.
Ogni medico, di qualsiasi specialità, dovrebbe far proprio
l'insegnamento di Pericle. Plutarco scrive: "Una volta, Sofocle,
che si trovava sulla stessa nave essendo stato eletto stratego con
lui, gli fece le lodi di un bel giovanetto: un generale, - ribatté Pericle
-, non deve avere pure sole le mani, ma anche gli occhi". Così,
penso che un terapeuta, soprattutto se reichiano che lavora col corpo
del paziente, debba comportarsi secondo le indicazioni di Pericle.
Se avesse bisogno di fare l'amore, sarebbe preferibile, in
mancanza di un partner, andare con una prostituta. Ma dovrebbe, soprattutto,
rivedere il suo comportamento durante la pubertà con particolare
riferimento alla masturbazione.
Riferisco quanto mi ha scritto Luciano.
L'ascolto.
Egli scrive: "Fui mandato in seminario contro la mia volontà.
Li mi prepararono e mi fecero credere che avevo la vocazione a diventare
prete. A scuola andavo molto bene ed ero tra i primi tre della classe:
ricoprivo normalmente il titolo di consul romanus o cartaginiensis,
mai al di sotto del tribunus romanus, mai tra i volgarissimi milites
nelle graduatorie scolastiche che erano mensili. Un'eccellente gara
scolastica che però lascia i segni per il forte senso competitivo
che si sviluppa e si incentiva. Non credo che sia un bene per la collettività.
Ero in IV ginnasiale, che comprendeva gli studi del V anno perché l'anno
scolastico successivo, cioè agli inizi di settembre, sarei
dovuto entrare nel Noviziato, scuola corrispondente agli studi liceali,
ove si sarebbe studiata molta teologia e poco latino e greco.
Mi accadde un fatto molto importante, che, credo, abbia orientato
la mia vita, la condotta morale, il desiderio di libertà, ma
soprattutto lo spirito di indipendenza e di autonomia.
Era il mese di maggio. La guerra, nel meridione, era terminata.
Era di sera, dopo le ore dieci. Faceva caldo e le finestre della camerata
erano tenute aperte. Era stato abolito il coprifuoco, i vetri dipinti
di blu erano tornati incolori e trasparenti e anche la radio poteva
essere ascoltata a tutto volume. Gli apparecchi radiofonici all'epoca,
non erano granché diffusi e di sera regnava ovunque un silenzio
assoluto per la mancanza del traffico automobilistico. L'ascolto di
una radio, dopo tre anni di coprifuoco, non poteva che essere gradito
a tutti.
Quella sera di maggio una voce caldissima di una donna inondava
piacevolmente l'aere. La voce più che le parole mi eccitò moltissimo.
Cominciai a masturbarmi, ma non mi arresi subito, lottai con me stesso,
fustigandomi violentemente con una cintura di cuoio, come i monaci
col cilicio, mentre la voce della cantante avvolgeva sensualmente
il mio corpo e mi dava vigore. Alla fine il corpo, non mi viene da
scrivere "carne" perché mi sembra una parola dispregiativa
quanto ipocrita, ebbe il sopravvento sullo spirito. Avevo perduto
la mia battaglia contro il peccato. Cadevano i propositi per il futuro
voto di castità. Ma non mi sentivo in colpa. Lucidamente pensai
che se ero nato peccatore, sarebbe stato meglio peccare fuori dall'ordine
sacerdotale e non dentro. Se mi ero eccitato soltanto a sentire la
voce di una donna che cantava, come avrei potuto non eccitarmi a sentire
le penitenti che mi avrebbero confessato ogni sorta di pensieri, desideri
ed atti sessuali? Fui tormentato da questo pensiero tutta la notte
e non perché mi sentissi in colpa. La mattina dopo, anziché andarmi
a confessare, chiesi un colloquio al Direttore, al quale riferii i
fatti come si erano svolti, i pensieri e i propositi formulati dopo
i fatti, e comunicai che non sarei andato al Noviziato perché non
si sentivo di fare voto di castità. Non mi sentivo in colpa
per quanto accaduto, ma volevo evitare sicure colpe future. Il Direttore
cercò di influenzare la mia decisione. Ma fui irremovibile
perché rivedere il mio proposito, apriva un problema ancora
più grosso e più grave per la mentalità che i
preti stessi avevano costruito in me: quello della condanna dell'ipocrisia.
Avevo esposto al Direttore, don Luigi S., anche questa contraddizione
e mi ritenne libero di non andare al Noviziato. Ero felice di aver
risolto il problema della masturbazione in maniera naturale, con estrema
lucidità e decisione, non considerando alcuna conseguenza,
nulla di quello che avrebbe potuto essere, poi, il mio futuro: nessuna
idea di quel che avrei fatto da grande, perché mi sentivo già grande
e avrei potuto tranquillamente fare l'operaio, il medico, o l'avvocato.
Avevo riconosciuto la forza della natura e non del diavolo.
Accettando la masturbazione come fatto naturale, ero diventato uomo.
I miei familiari non hanno mai conosciuto le motivazioni
per le quali, improvvisamente, avevo comunicato loro che non mi sarei
fatto prete."
E' degno di nota che Luciano a 14 anni abbia avuto la coscienza
di dirsi che sarebbe stato meglio peccare da laico anziché da
prete.
Se si esaminasse la vita dei grandi imprenditori e capitani
d'industria si scoprirebbe, a causa della loro concretezza, che probabilmente
hanno superato la fase fallica della pubertà masturbandosi
normalmente e che altri hanno portato alla rovina le loro imprese
a causa del F.D.A.I.
E i mistici ?
Mi sembra di poter dire che vi sia una relazione, di causa-effetto,
tra la tendenza ad avere una vita spirituale e la mancata esperienza
conoscitiva di mangiare il frutto dall'albero della masturbazione.
Perché?
Si legge nella Genesi: "Allora prese un frutto e ne mangiò.
Lo diede anche a suo marito ed egli lo mangiò. I loro occhi
si aprirono e si resero conto di essere nudi. Perciò intrecciarono
foglie di fico intorno ai fianchi" ( La bibbia, 3,6e7).
Perché coprire i fianchi e non il torace?
La presa di coscienza, cui tutta l'umanità sembra essere obbligata,
- "gli occhi che si aprono" sul proprio corpo - è data
dalla masturbazione e non dall'amplesso sessuale che nella storia
dei progenitori avverrà molto tempo dopo la scoperta dei loro
sessi.
La mancanza di tale esperienza non permette di distinguere
il piacere del ciucciare il seno materno dal piacere della masturbazione
in epoca puberale. Il soggetto rimane fissato al piacere orale del
nipente: il seno è infinitamente grande, buono e onnipotente,
ti dà senza nulla chiedere: il seno è Dio.
Il soggetto che non abbia superato la fase fallica della
masturbazione e che per vari motivi non l'abbia affatto praticata,
rimane fissato alla fase orale e tende quindi al misticismo, cioè alla
ricerca ossessiva del Seno-Dio, leggendo da per tutto segni miracolosi
e prodigiosi della sua esistenza, o del suo rivale, il diavolo, animando
perfino le pietre.
I soggetti affetti dalla Dialettica Adolescenziale Inconscia
sfruttano le idee mistiche di questi soggetti che non hanno dato spazio
alla pratica della masturbazione e che finiscono per flagellare il
loro corpo giudicato preconcettualmente come peccaminoso.
Ha dei casi clinici che confortano la sua tesi?
Moltissimi. Qui riferisco soltanto di Maria e di Stefano
perché sono i più recenti.
Maria, "la preziosa", laureata, 38 anni d'età: - "Quand'ero
ragazza pensavo che sotto questo involucro non ci fosse niente. Ho
avuto sempre la paura che gli altri si accorgessero che io ero solo
un involucro nel senso che non sapevo niente, non conoscevo niente,
non valevo niente e che ero tutto un bluff. Sono superficiale, non
imparo mai le cose fino in fondo. Mi interessano tutti i posti in
cui si può annidare lo spirito, l'energia dello spirito e penso
che lo spirito possa modificare la nostra vita" - Domanda: "Lei
da ragazza si masturbava?". Risposta: "No, non lo ho mai
fatto e non saprei neppure farlo".
E Stefano?
Mi ha riferito che a 14 anni, in una escursione scolastica
era finito in un letto matrimoniale con uno dei suoi insegnanti. Questi
aveva cominciato ad accarezzargli con delicatezza l'organo genitale.
Sul più bello l'insegnante aveva smesso di accarezzarlo e guardandolo
negli occhi gli aveva chiesto: "se io continuassi, sai cosa
ti accadrebbe?". Probabilmente l'insegnante attendeva una risposta
complice. Ma è più probabile che avesse inteso insegnargli,
con la logica di un vero farabutto, che masturbarsi e soprattutto
eiaculare era cosa da non farsi. La domanda posta, infatti, è pregna
di un'oscura minaccia. Di fatto, Stefano, preparato come tutti all'autoerotismo
dalla suzione del seno materno e dalle esperienze erotiche dei primi
anni di vita, trovandosi ad affrontare il piacere della masturbazione,
- di fronte all'altro e/o in compagnia dell'altro, che era il modello
e rappresentava il SuperIo -, rimase impiccato all'albero della conoscenza
del giardino dell'Eden. Il frutto dell'albero della conoscenza, -
la masturbazione -, che quelle primitive fasi avrebbe dovuto risolvere,
poiché la masturbazione non era stata portata a termine, ma
interrotta con l'oscura minaccia, bloccava Stefano nel modello del
pensiero magico-fantastico, donde la credulità nelle pratiche
magiche e fantastiche della superstizione.
Sigmund Freud scrive: "nella stessa epoca nella quale la vita
sessuale del bambino raggiunge la sua prima fioritura, dal terzo al
quinto anno, subentrano in lui anche i primordi di quelle attività che
si attribuisce alla pulsione di sapere e di ricerca"(Opere, IV,
502).
Se la stroncatura delle attività sessuali avviene durante la
seconda fioritura in età puberale, il soggetto rimane impigliato
nel pensiero magico-fantastico e rimangono attivi soltanto "i
primordi della pulsione di sapere e di ricerca" della fase precedente.
Reich non parla del F.D.A.I.
Reich inquadra il fenomeno nella peste psichica e il F.D.A.I.
appare, pertanto, come una minuscola particella esaminata al microscopio.
Egli, però, a differenza di Freud, dà molta importanza
alla masturbazione.
Ernest Gellner professore di antropologia sociale a Cambridge
scrive:
"L'implicito realismo ingenuo che attribuisce un'abilitazione cognitiva
illimitata ai puri di cuore (cioè a coloro che hanno superato l'analisi
con successo e sono quindi privi di blocchi interni) determina un'importante
conseguenza. L'abilitazione cognitiva dà assuefazione. Chiunque ne sia
stato possessore incontestato per un tempo troppo lungo può finire per
usarla con freni sempre più lenti, e alla fine addirittura senza freni.
L'abilitazione cognitiva corrompe, e se è assoluta corrompe in modo
assoluto. Chi pensa di possederla può facilmente perdere la sua capacità di
distinguere tra l'avere un'opinione, averne una dotata di un significato preciso,
o il sapere che è vera. Le stravaganze metafisiche del Freud anziano
(come per esempio la pulsione di morte) suggeriscono che anche a lui capitò una
cosa simile. Ma il pensatore che si è spinto più in là in
questa direzione e forse Wilhelm Reich. Come viene spiegato nella sua splendida,
intelligente biografia a opera di Rycroft, ciò che colpisce in Reich
non è l'assurdità estrema delle sue idee, bensì il fatto
che all'interno del sistema non ci fossero freni logici che impedissero a chiunque
altro di giungere a simili assurdità. Il rebus non è stabilire
perché Reich abbia seguito questo cammino, ma perché pochissimi
altri si siano spinti nella sua direzione, o altrettanto lontano"
Spero che Lei, con la citazione di Gellner, non voglia muovermi
l'accusa di essermi spinto troppo in là, perdendo ogni freno,
in una zona che la decenza ha sempre tenuto nascosta. Perché è proprio
questo il punto: aprire il vaso di Pandora e svelare quei dinamismi
psicologici, che appaiono indecenti.
Spero che la mia tesi serva per comprendere meglio alcune
situazioni psicopatologiche che toccano molte persone.
Non condivido del tutto l'opinione che l'abilitazione cognitiva
corrompa e se è assoluta corrompa in modo assoluto. Ciò è sicuramente
vero, ma non sempre e non per tutti. L'abilitazione cognitiva, col
tempo, può anche diventare più fine e più critica.
La diatriba tra Freud e Reich, che portò all'espulsione di
Reich dalla Società di Psicoanalisi, riguardava appunto la
pulsione di morte ed il masochismo. Bisognerebbe chiedersi perché Freud
e gli altri psicoanalisti non siano stati capaci di vedere una realtà così evidente.
Riformulerei, quindi, il quesito di Gellner e direi: il problema
non è quello di sapere come e perché Wilhelm Reich sia
giunto alla scoperta dei bioni, dell'energia orgonica e del pensiero
funzionale, ma perché tanti dotatissimi cervelli e tanti eminenti
studiosi non siano pervenuti alle stesse scoperte di Reich e non si
siano spinti altrettanto lontano, nonostante che nel sistema (reichiano)
non ci fossero freni logici che impedissero a chiunque altro di giungere
a simili "assurdità".
La risposta sembra darcela lo stesso Gellner, perché all'interno
del sistema (non reichiano) ci sono freni logici che impediscono di
andare nella stessa direzione e spingersi altrettanto lontano.
I freni logici all'interno del sistema (non reichiano), considerato
che Gellner titola il suo saggio "L'astuzia della non ragione",
sembrano essere tutti quei meccanismi che formano il pensiero mistico-meccanicistico
denunciato da Reich.
Gellner chiama "stravaganze metafisiche" le idee di Freud
sulla pulsione di morte, ma definisce come "assurdità estrema" quelle
di Reich.
Sebbene egli critichi "l'abilitazione cognitiva" finisce
col cadere nell'errore che denuncia. Egli non ha sperimentato personalmente
la vegetoterapia e conosce Reich attraverso la biografia scritta da
C. Rycroft. L'astuzia della non ragione consisterebbe nell'innalzare
Reich sugli altari rispetto a Freud e al di sopra di tutti, e contemporaneamente
parlare dell'assurdità estrema delle sue idee, che se tali
fossero non sarebbero state prese neppure in considerazione da C.
Rycroft..
Sembra molto chiara la dissociazione tra l'intelletto e l'emozione.
Perché l' "astuzia della non ragione"?
"L'astuzia della non ragione" sarebbe nient'altro che una forma di
F.D.A.I. Non avendo coscienza del proprio disturbo, che rimane nella sfera
dell'intimità personale, si crea una frattura, il cui sintomo predominante è l'incoerenza
tra il pensiero e il comportamento, tra l'intelletto e l'emozione.
Si opera, così, con un pensiero mistico-meccanicistico.
Si può essere ottimo medico, o avvocato, o giudice, o antropologo
ma non si ha coscienza della frattura tra l'intelletto e l'emozione.
Il soggetto si presenta normale e apparentemente sano, mentre
socialmente può essere molto pericoloso.
Perché, dunque, Reich, o solo Reich e pochissimi altri ?
Senza dubbio perché Reich era dotato di un grande cervello.
Ma credo anche per come sia stato educato, per come si sia sviluppato
nell'ambiente che la sorte gli ha assegnato, e per i fatti che egli
riferisce in "Passioni di gioventù".
Figlio di genitori benestanti, di religione ebraica molto
poco praticanti. Questa è già una felice condizione
che lo salva da un insegnamento religioso repressivo. Il comportamento
del bimbo è giudicato maleducato, indecente, aggressivo, invidioso,
mai peccaminoso da scontare con la punizione del fuoco eterno.
Non frequentò le scuole dell'obbligo ed a sei anni cominciò a
imparare le materie della scuola elementare dal padre e dalla madre.
Quindi ebbe dei precettori. L'indottrinamento privato è un'altra
favorevole condizione che lo salva da una educazione moralmente e
sessualmente repressiva, malgrado che egli più tardi muova
delle accuse al padre per non averlo mandato a scuola, togliendogli
la possibilità di socializzare con i bambini della sua età,
Perché?
Diversa è la condizione dei bambini, che vivono in città e
frequentano una scuola pubblica. Quando scoprono che il loro pene
si inturgidisce, si fanno mille domande, una più alienante,
o fantastica dell'altra e sempre accompagnate da un grande senso di
colpa, perché nessun adulto spiega loro che il fenomeno è fisiologico.
Il bambino è condannato apertamente, o velatamente per la sua
prima fioritura sessuale per usare l'espressione di Freud. La catechesi
per la preparazione alla Prima Comunione, attraverso la quale passa
la maggioranza, se non la totalità dei bambini, almeno in Italia,
non presenta le prime pulsioni e sensazioni sessuali come fisiologiche
e naturali ma come "cose da non pensare e da non fare, dettate
dal male o dal diavolo". Si cominciano a condannare i pensieri
prima delle azioni.
Tutto questo è semplicemente aberrante. La ferita che si produce
allo sviluppo della personalità è di importanza capitale
ed influenzerà tutta la vita del soggetto. Nessun educatore è mentalmente
tanto aperto da presentare al bambino i pensieri e le sensazioni che
riguardano la sessualità, come fenomeni naturali e buoni. Quando
il bambino ha la fortuna di avere dei genitori non repressivi, questi,
tuttavia, spesso non sanno rispondere alle domande del bimbo, se non
con favole. Una madre per parlare alla figlia degli organi pelvici
e delle loro funzioni usava ed usa l'espressione "quelle cose
che non si nominano". Che assurdità! Pensi un po', anche
Javhè è colui che non si nomina.
Ancora oggi la repressione sessuale comincia in famiglia
in primissima età, e continua a scuola. Nella fase della pubertà,
durante la maturazione delle ghiandole sessuali, il soggetto vive
drammaticamente questa esperienza e vi può restare impigliato
per tutta la vita, riattivandosi, tra l'altro l'angoscia di castrazione.
Il soggetto per effetto delle sue esperienze sessuali potrà restare
emotivamente un ragazzetto, un immaturo (come abbiamo visto dai numerosi
casi clinici), se non supererà questa tumultuosa fase e non
accetterà la masturbazione come esperienza naturale, come
esperienza di conoscenza.
Perché non frequentò la scuola elementare?
Perché viveva in campagna e la scuola elementare doveva trovarsi
a decine di km. di distanza.
Il padre era contadino, affittuario di una proprietà abbastanza
vasta nella Bukovina del nord e si riteneva "uno spirito libero" che,
per i tempi, significava antireligioso, se non ateo. Anche il nonno
era "uno spirito libero".
Wilhelm. Reich dichiara di "avere una personalità contadina",
cioè cervello fino e scarpe grosse.
Fin dalla più tenera età, ha assistito all'accoppiamento
di galline, anatre, tacchini, cani, capre, pecore, asini, cavalli,
bovini, sicché quando ha cominciato a sentire le prime pulsioni
sessuali, non si è spaventato, ma le ha vissute come un fenomeno
naturale e atteso, perché aveva già visto gli organi
genitali degli animali della fattoria.
Ricorda che a quattro anni e mezzo il cocchiere di famiglia "una
notte fece visita alla cameriera ed io ascoltai i rumori del loro
atto sessuale. Questo produsse in me sensazioni erotiche di enorme
intensità. Un pomeriggio, qualche tempo dopo, m'infilai nel
letto della balia. La posizione supina della ragazza con i suoi seni
scoperti mi aveva eccitato e volevo fare ciò che il cocchiere
aveva fatto con la cameriera. Mi arrampicai sopra di lei, le sollevai
il vestito e cercai febbrilmente i suoi genitali. I suoi peli mi eccitavano
in modo particolare. Non facevo movimenti coitali ma la sua vagina
palpitava con il mio pene. Non posso dire con certezza se avevo un'erezione,
ma presumo di si." -
Non mancano ricordi di approcci sessuali e fantasie erotiche
con la istitutrice S., nell'età compresa tra i sette e i nove
anni, né mancano i ricordi delle "frequenti sensazioni
sessuali all'indirizzo di mamma che ho spesso tentato di spogliare
con gli occhi".
Quel che manca nei suoi ricordi è il senso di colpa. Egli vive
la sessualità come assolutamente naturale.
Vivido è il ricordo del figlio di un bracciante agricolo di
circa venti anni completamente idiota che se ne stava tutto il giorno
nello spiazzo davanti alla casa a giocare con i suoi genitali. Egli
scrive: "Mi piaceva osservarlo giocare con se stesso, e in tal
modo ho vissuto sensazioni molto piacevoli. Non posso dire se il mio
successivo intenso piacere nel masturbarmi, abbia qui le sue radici.
E' però molto probabile, data l'intensità delle mie
sensazioni mentre osservavo l'idiota e la sua esibizione. Ma non voglio
dire che non mi sarei dato alla masturbazione in assenza di questo
episodio" .
Reich parla, specificamente, degli accoppiamenti degli animali?
Si! Egli scrive "Trascorremmo un po' di tempo vivendo nella casa
di un contadino, dove tentai nuovamente di avere un rapporto sessuale
con la cameriera, ma senza successo. La mia condizione a quell'età (dieci
anni e mezzo) era di iperattività sessuale. Una volta vidi
uno stallone coprire una cavalla e rimasi estremamente scioccato dalle
dimensioni del suo pene. Dopo questo episodio, la vista di stalloni,
mucche, cani ecc. che orinavano produceva in me sensazioni sessuali
molto pronunciate. Godevo impudicamente nell'osservare i genitali
di animali sia maschi che femmine. Non mi ero ancora masturbato ed
ero altrettanto innocente per quanto riguarda le polluzioni notturne.
Un giorno mi eccitai tanto guardando gli animali che presi una frusta
col manico liscio e spinsi il manico dentro la vagina di una cavalla.
L'animale fu dapprima sorpreso, ma poi sembrò provarci gusto.
Aprì le zampe allargandole e cominciò a orinare mentre
io avevo un orgasmo, senza eiaculazione. ".
Va rilevato che a dieci anni e mezzo non si è ancora masturbato
ed è altrettanto innocente per quanto riguarda le polluzioni
notturne. Ma già a questa età, la curiosità lo
spinge allo studio del comportamento sessuale nelle cavalle. Egli,
infatti, scrive che mentre alcune aprivano le zampe ed orinavano, "altre
scalciavano con le zampe posteriori come se fossero possedute".
All'epoca non comprese che il diverso comportamento era determinato
dall'età delle cavalle.
E continua così: "Già molto tempo prima, e per
molti anni dopo questo periodo, mi piaceva guardare gli animali mentre
si accoppiavano."
In questo stesso periodo, all'incirca dieci anni e mezzo,
s'inventa qualcosa per chiedere le chiavi di casa alla madre, mentre
entrambi erano fuori all'aperto, per aprire il cassetto della scrivania
del padre ove questi teneva il tabacco che intendeva rubare per regalarlo
a un falegname, che aveva una "bellissima figlia".
Nel cassetto, oltre al tabacco trova "un album pieno di fotografie
di bellissime donne nude, meravigliose modelle nude, insieme a un
libro intitolato "Il consulente matrimoniale", che sottrae,
e con il cuore in gola, va a leggere in giardino. Egli scrive: "Mentre
leggevo il libro, ebbi un'erezione, il mio cuore batteva veloce e
mi sentivo il volto tutto arrossato. Quando vidi il ben noto disegno
di un neonato nell'utero ebbi la sensazione di un'improvvisa illuminazione,
e fui felice di constatare che le mie ipotesi erano corrette. L'avevo
sempre immaginato in quel modo e in nessun altro, anche se mi sembrò stupido
che il bambino vi si trovasse con la testa rivolta verso il basso."
Questa dichiarazione mi sembra molto importante. Le nozioni
che apprenderà da Freud e da altri autori, medici, biologi,
fisici, astrofisici, letterati, tragediografi, commediografi, saranno
altrettante illuminazioni, perché egli attraverso le sue esperienze
sessuali della prima infanzia e della pubertà conosce i fatti
basilari della vita. Egli accetterà Sigmund Freud come suo
maestro, sarà un convinto discepolo prima, e, quindi, un qualificato
e attivo psicoanalista poi, ma non mostrerà mai soggezione
acritica verso il Maestro per un'acquisita erudizione psicoanalitica,
e conserverà intatti la critica e il giudizio. Non griderà mai
scioccamente "viva la psicoanalisi", ma si allontanerà dal
Maestro, quando si accorgerà che la teoria non corrisponde
alla realtà scientifica.
Ebbe il primo dissenso con Freud per il saggio "Il carattere
masochista" nel quale contestava con prove cliniche il masochismo
quale risultato di una pulsione di morte, così come sosteneva
il maestro.
Per Reich il masochismo non era causato da una prevalenza
di un istinto biologico di morte sull'istinto della vita ma da una
forma specifica di angoscia orgastica causata dall'incapacità della
pulsione vitale a manifestarsi, perché bloccata e imprigionata
dalle corazze caratteriali e muscolari formatesi per effetto della
repressione sessuale.
La questione sollevata da Reich sul masochismo rimette in
discussione la riconciliazione con il mondo che il primo Freud aveva
messo sottosopra. La nuova tesi freudiana dell'istinto di morte, o
del Tanatos, come causa del masochismo viene accettata bene dal mondo
culturale per le conseguenti implicazioni morali e religiose.
La tesi reichiana, in privato approvata dagli altri psicoanalisti
e in pubblico respinta, evidenzia il carattere fideistico e la motivazione
politico-culturale della tesi freudiana, il cui fine era, appunto,
la riconciliazione con il mondo accademico e il desiderio di non vedere
osteggiata la sua teoria.
Per Reich la conoscenza non sarà mai erudizione, ma sempre
il riscontro vivo di qualcosa già sperimentato.
Ritengo che la chiarezza e la semplicità dei suoi scritti,
la semplicità delle sue ricerche - per esempio bollire cavoli
e verdure per vedere al microscopio che cosa si sia prodotto nel brodo,
scoprendo vescicole luminescenti da lui definite bioni, la cui esistenza
cinquanta anni dopo è stata accertata dalla Biologia come protocellule;
così come la scoperta dell'orgone, energia senza massa e senza
peso, che attraversa centinaia di metri di roccia - siano la diretta
conseguenza della chiarezza e della conoscenza sui fenomeni sessuali
da lui direttamente sperimentati in età infantile e puberale.
Quando ebbe il suo primo rapporto sessuale?
Egli scrive: " A circa undici anni e mezzo ebbi il mio primo
vero rapporto sessuale. Fu con la cuoca. Fu lei la prima ad insegnarmi
il movimento necessario per arrivare alla eiaculazione e quella volta
accadde così in fretta e inaspettatamente che mi spaventai
e pensai che si trattasse di un incidente. Da quel giorno ebbi rapporti
sessuali quasi tutti i giorni, con la cuoca, per anni."
Della madre e del complesso edipico cosa ricorda?
Della madre scrive: "Li sentii mentre si baciavano, bisbigliavano
e udii l'orribile cigolare del letto sul quale giaceva mia madre.
A tre metri di distanza c'era suo figlio, testimone della sua disgrazia.
Improvvisamente fu il silenzio. Probabilmente, nella mia emozione
avevo fatto qualche rumore. Poi la voce di lui seduttiva e rassicurante,
e poi, ancora, ancora - oh! Che sforzo sovraumano mi costa guardare
a questa devastante tragedia "obbiettivamente"! Che beffa!
Che situazione orribile! Tutto ciò che mi ricordo di quella
notte catastrofica è che avrei potuto irrompere nella stanza
ma mi trattenne il pensiero: potrebbero ucciderti. Il mio giovane
spirito era spezzato! Per la prima volta un profondo sentimento di
sventura e di abbandono s'impossessò di me.
L'amante della madre è il suo precettore.
Chiunque, con una simile esperienza, sarebbe diventato un
disturbato psichico.
Di fronte a questo devastante episodio, ritengo che le esperienze
sessuali della prima e seconda infanzia abbiano funzionato come antidoto
alla pazzia. Egli lega i ricordi edipici a quelli della cuoca, e ritengo,
indicandola, per l'appunto, come l'antidoto: "La seguivo fino
alla porta di lui e aspettavo li fino al mattino. Gradualmente, mi
ci abituai! Il mio orrore si tramutò in sensazioni erotiche.
Una volta presi perfino in considerazione l'idea di entrare e di ordinarle
di avere un rapporto sessuale anche con me (vergogna!) altrimenti
avrei raccontato tutto a papà. Durante gli ultimi giorni, andai
regolarmente a trovare la cuoca".
Quindi la catastrofe. La madre al terzo tentativo di suicidio
con sostanze venefiche, scatenato dalla gelosia e dai maltrattamenti
del padre, finisce tenendo la sua mano sinistra sulla testa dei due
figli e la destra su quella del marito al quale dichiara: " Leon,
ti sono sempre stata fedele - è stato solo quella volta -
Willy e Robert sono figli tuoi - sii buono con loro per me".
Il padre morirà due anni dopo per tubercolosi, essendosi lasciato
andare completamente per il dolore, causato dalla morte della moglie.
Cosa accadde dopo la morte della madre?
Egli scrive: "Noi bambini e il papà andammo a casa di
uno dei suoi fratelli che abitava in una piccola cittadina ad alcune
ore di treno. Una strana serie di circostanze fece poi in modo che,
solo pochi giorni dopo la morte della mamma, facessimo le nostre offerte
sugli altari della prostituzione in sale da ballo e bettole: papà,
mio zio, suo figlio ed io, che avevo quasi quattordici anni ma ero
maturato in fretta sia emotivamente che fisicamente, dimostrando molto
più dei miei anni."
Anche questo è un bel ricordo, significativo di una morale
sesssuoaffermativa. Il padre andando a prostitute con lui, lo considera
e lo tratta come un uomo.
E poi ?
Si innamora della cugina. Egli scrive: "Oggi mi riesce difficile,
anzi semplicemente impossibile, comprendere come entrambi i nostri
padri (con tutta l'esperienza che condivisero con me nelle bettole)
potessero sorridere della nostra storia d'amore e trovassero divertente
quando baciavo la ragazza in loro presenza, quando l'abbracciavo e
quando il mio comportamento era così chiaramente finalizzato
al rapporto sessuale".
Sebbene scriva, retoricamente, che gli riesce difficile comprendere
l'atteggiamento dei genitori, egli dichiara con molta chiarezza che
entrambi non condannano le manifestazioni erotico-sessuali dei figli.
Credo per quella saggezza propria dei contadini, che vedono la storia
amorosa dei loro ragazzi con un visione sessuoaffermativa e con quel
medesimo interesse economico con il quale, in definitiva, osservano
e favoriscono l'accoppiamento degli animali. Tra i contadini non è proibito
per i giovani fare l'amore, ma diventa doveroso assumere la responsabilità delle
proprie azioni. Fino a qualche tempo fa due giovani contadini, che
non potevano permettersi di sostenere le spese per una festa nuziale,
scappavano insieme di casa per poi fare il matrimonio riparatore con
pochi invitati, solo i parenti stretti. Statisticamente sono del tutto
insignificanti i cosiddetti delitti di onore, che prendevano l'avvio
dal rifiuto della riparazione per violenza carnale. Fece, infatti,
scalpore in Sicilia la prima ragazza, Franca Viola che negli 60-70,
rifiutò, ella violentata, di convolare a nozze con l'aggressore.
Quello che lei dice, mi ricorda molto il film "Monella" di
Tinto Brass.
Bellissimo film. Lo proporrei nelle scuole, per i ragazzi
dai 10 anni in su, per una corretta e sana educazione sessuale. La
masturbazione non è presentata come una malattia o come una
deviazione, ma come un piacevolissimo gioco. Credo che non vi sia
altro Autore che la proponga in modo così sano. Nel film non
compare mai l'ombra del peccato. In tutti i personaggi vi è un
sano uso della sessualità, finanche nella bellissima scena
che chiude il film, in cui la ragazza, il giorno delle nozze, offre
a quello che dovrebbe essere il suo padre naturale, la bomboniera
alzandosi l'abito nuziale e mostrandogli il pube nudo.
La relazione con la cugina ?
Durò 7 anni. Fu un amore platonico con un rapporto epistolare
finché non si rese conto "che lei era completamente asessuata".
Nel frattempo, si diede "ad uno sfogo selvaggio della sessualità in
bordelli, sottoscale e cantine". A 15 anni entrò per la
prima volta in un bordello: "Dormii finché non si levò il
sole; quando mi svegliai, lei era sdraiata accanto a me, nuda. Solo
allora la osservai più da vicino. Una giovane, fragile creatura
era sdraiata a letto con me. Nemmeno per un secondo mi passò per
la mente che era una "prostituta". La baciai sulle labbra
e si svegliò. Ci abbracciammo ancora una volta, poi me ne andai.
Per la prima volta non ebbi la squallida sensazione che si prova dopo
il coito con cameriere sporche, semivestite, sopra a dei barili, nelle
cantine o in altri luoghi del genere. Le avevo chiesto di appartenere
a me soltanto, le avevo detto che l'avrei pagata per tutto, ma, quando
tornai quella sera e chiesi di lei, m'informarono che al momento stava
lavorando. Mi venne la schiuma alla bocca, corsi fuori della porta
e non rividi l'interno di un bordello per tre anni! Ma iniziai a masturbarmi
in modo eccessivo."
Smette, quindi, di frequentare i bordelli ?
"Un disgusto graduale ma sempre crescente per le puttane sorse dentro
di me. Ma con mio grande dispiacere mi accorsi che non potevo più vivere
senza un bordello. Anche se non giacevo con le donne dovevo visitare un bordello
tutte le notti. Incominciai a osservare e a riflettere sulle prostitute, a
confrontarle con le ragazze della mia classe. Pagai una ragazza per farmi raccontare
la storia della sua vita."
Comincia a fare lo psicoanalista senza sapere nulla della
psicoanalisi. Si occupa delle prostitute come oggetto di studio, interessandosi
alla loro vita intima e confrontando i loro comportamenti con quelli
delle compagne di scuola.
Il rapporto con lo studio?
Scrive: "Ero uno degli alunni migliori della classe senza applicarmi.
Lavoravo, giocavo, sognavo, meditavo, e mi masturbavo. Presto scoprii
che in realtà non era piacevole, lo facevo in modo compulsivo!…… Le
cose che la gente accetta semplicemente per me rappresentano uno stancante
processo di ricerca e di scoperta……Stavo incominciando
a vivere esclusivamente per i miei sogni e i libri quando venne a
vivere con noi una giovane ragazza, una cuoca "di classe".
Dopo due settimane avevo una relazione con lei"
Quindi sopraggiunge la morte del padre.
E cosa fa?
Scoppia la grande guerra. Le conoscenze intorno alla sessualità lo
hanno maturato e gli fanno vedere criticamente la guerra e gli episodi
di guerra.
I russi invasero la sua casa. Fu preso in ostaggio. Riuscì a
corrompere un sergente russo e fu lasciato libero di staccarsi, poco
alla volta, dalla colonna degli ostaggi e tornò a casa: "Diedi
incarico al fattore di vendere le mucche e il resto dei cavalli, e
non rividi mai più né la mia terra d'origine né le
mie proprietà".
A 17 anni, per sopravvivere, si arruola nell'esercito come
volontario.
Egli scrive: "Eravamo semplicemente stati preparati fin dall'infanzia
ad essere soggiogati dalla macchina bellica. Non vi era nulla di fondamentalmente
nuovo nella guerra, era semplicemente la prova di forza della vecchia
guardia, della vecchia autorità……Le masse erano
abulicamente obbedienti……I reporter di guerra e gli
storici appassionati amano descrivere in dettaglio la durezza della
guerra. Io, come molti altri, vissi la guerra come una macchina che,
una volta messa in moto, continua a funzionare in modo del tutto insensato
seguendo leggi proprie……Il collegamento telefonico tra
la trincea e il posto di comando della compagnia era interrotto. Riattivarlo
costò la vita di parecchi uomini. Nella descrizioni della guerra,
questi avvenimenti vengono trasformati in imprese eroiche. Non sono
azioni eroiche, sono azioni automatiche, morti stupide……L'azione
individuale, nella quale si uccide consapevolmente, è l'eccezione……Nei
pochi cortometraggi girati durante la guerra sono l'apatia e l'automatismo
dei soldati all'attacco che colpiscono di più. Si avanza stupidamente,
ci si butta a terra stupidamente e si spara alla cieca…… Molti
gridavano invocando la mamma in modo molto poco militaresco o semplicemente
piangevano silenziosamente……Ogni volta che scoppiava
una granata si buttavano a terra e rifiutavano di muoversi……Il
sergente maggiore, in preda alla disperazione, li colpiva sulla schiena
con un bastone. Ma non si muovevano e invocavano la mamma e Dio gridando "aiuto"……In
trincea cessava ben presto l'identificazione con il soldato ed emergeva
il lato umano"
E' molto difficile leggere un diario di guerra così critico,
senza alcuna enfasi sull'onore, o sulla patria.
Dopo la guerra?
Si iscrisse alla facoltà di medicina. Leggeva di tutto. Visse
quasi in miseria con le "elemosine" che gli elargiva uno
zio paterno "quando ne aveva voglia". Di questo periodo
mi sembra degno di nota, riportare la pagina del 1 marzo dal suo diario.
Cosa scrive ?
"Oggi Fenichel ha completato la sua conferenza sulla "sessualità clitoridea".
Come tutti gli allievi di Freud, vede sessualità latente in tutto e
dappertutto. Anche se è vero nella maggioranza dei casi, non sono completamente
d'accordo con lui. Forse la moralità si oppone a questo, ma le mie esperienze,
le mie osservazioni su me stesso e sugli altri, mi hanno portato alla convinzione
che la sessualità è il nucleo attorno al quale ruota tutta la
vita sociale, così come vi ruota la vita interiore, spirituale dell'individuo,
sia che il rapporto con quel nucleo sia diretto o indiretto. Ora questo sembra
contraddire ciò che ho appena detto.
Siamo però tutti consapevoli che qualche cosa è attiva
in noi, sia essa l'estetica o la morale, che ci trattiene dal crederci.
Tendiamo a mentire a noi stessi cercando di apparire migliori ai nostri
occhi. Se si rimane attenti e consapevoli, in circoli più ampi
o più ristretti, a tutti i livelli e anche nella comunità accademica,
si è facilmente convinti della probabile verità di questa
teoria. Non faccio queste osservazioni sotto l'influenza degli scritti
di Freud o della conferenza di oggi - come prova offro il fatto che
ero già consapevole di queste cose molto prima di iniziare
a studiare questa scienza.
Ad esempio, mi ricordo che durante la mia infanzia la sessualità cosciente
si risvegliò in me verso i quattro anni attraverso il contatto
con le cameriere, le loro cure nei miei riguardi quando mia madre
doveva stare lontana per alcuni mesi per ragioni di salute. Immaginavo
la sessualità in ogni sguardo, in ogni gesto, specialmente
in tutto ciò che mi appariva in qualche modo sospetto. Possiedo
personalmente una grossa predisposizione sessuale ed erotica anche
se questi elementi hanno continuamente variato le proprie modalità espressive
dalla prima volta che ebbi un rapporto sessuale (a dodici anni) fino
ad oggi. La mia sessualità è cresciuta fino all'età di
vent' anni, quando raggiunse il suo culmine, mentre il mio erotismo
(nel senso attribuito alla parola da Weininger e Kraft-Ebining) rimase
abbastanza latente fino a quell'età e solo allora cominciò a
maturare".
E dopo?
Attraverso una tumultuosa maturazione, perviene alla genitalità compiuta,
piena, adulta e responsabile. Fa lo psicoanalista e quando prova sentimenti
erotici verso le sue pazienti, interrompe subito la terapia. Sposa,
infatti, Annie, sua ex paziente.
A seguito di un percorso, iniziato a cinque anni scriverà un
libro meraviglioso "La funzione dell'orgasmo" dal quale
prenderà l'avvio di una nuova scienza: l'orgonomia.
E Sigmund Freud?
Ha lavorato molto sull'argomento, ma parte da una premessa
sbagliata e quando parla di masturbazione perde la capacità di
analisi critica, fino ad impelagarsi in una confusa e tediosa discussione
sul dispiacere connesso alla tensione sessuale: "Io insisto sull'opinione
che un sentimento di tensione comporta necessariamente il carattere
di dispiacere" (Opere, IV,516).
Egli si riferisce, evidentemente, alla tensione da masturbazione.
Credo che la tensione e il dispiacere non nascano dalla masturbazione
ma dall'idea che essa sia nefasta. E poi non penso che un uomo debba
provare "dispiacere" nel corteggiare una donna.
Scrive: "con riguardo alle manifestazioni sessuali autoerotiche
e masturbatorie, si potrebbe affermare che la sessualità delle
bambine ha un carattere assolutamente maschile"( Opere, IV,525).
Questa affermazione mi sembra improponibile ed assurda. Rivela soltanto
la sua confusione perché non ha risolto il complesso della
masturbazione.
Riporta, quindi, da E. Jones: " Il pensiero successivo riguardava
il fumaiolo di una fabbrica. Egli stava spesso la sera a guardare
la fiamma e il fumo che ne uscivano, riflettendo al deplorevole spreco
di energia. Calore, fuoco, la fonte di energia, lo spreco di energia
vitale da un tubo elevato e cavo…non era difficile indovinare
che era presente un forte complesso di masturbazione" (Opere,
IV, 272).
E' vero che si tratta di una libera associazione, ma il messaggio
che riceve il lettore, messaggio che né Jones né Freud
correggono, è che la masturbazione "è un deplorevole
spreco di energia".
Potrebbe essere sufficiente questo giudizio per dire che
Freud non aveva risolto il complesso della masturbazione.
Freud parla di "autoerotismo", un termine introdotto da
Havelock Ellis e fatto proprio (Opere, IV,491) e di onanismo assimilando
la masturbazione alla pratica di Onan con una connotazione molto dispregiativa
e negativa.
Pur essendo medico non parla mai di eiaculazione e di sperma
ma di "grande macchia di albume sui pantaloni" ( Opere,
IV, 229). Pur avendo scandalizzato mezzo mondo per gli studi sulla
sessualità infantile, non usa mai i termini medici di "eiaculazione" e
di "sperma" che definisce "scarica di prodotti sessuali" (Opere,
IV,514), "emissione delle materie sessuali", "svuotamento
dei prodotti sessuali" (Opere, IV, 517), "svuotamento dei
prodotti sessuali", "la tensione sessuale con i prodotti
sessuali", "si libera di notte dei prodotti sessuali" (Opere,
IV, 519), "l'accumulo di prodotti sessuali", "la produzione
delle materie sessuali", "accumulo di prodotti sessuali", "produzione
delle materie sessuali" (Opere, IV, 520).
Il pudore di Freud è molto sospetto. Se è vera tutta
l'impostazione teorica della psicoanalisi, ed è vera, il "pudore
freudiano" più che il giudizio sul "deplorevole spreco
di energia", denuncia che Freud non aveva risolto il complesso
della masturbazione che considerava come effetto patogeno del complesso
edipico, e, quindi, di per se stessa malattia e non come un atto fisiologico,
naturale. Ha creduto che le conseguenze (la masturbazione) di un complesso
psicopatologico (l'Edipo) fossero anch'esse psicopatologiche. Ha creduto
che la masturbazione fosse di per se una patologia.
Il non avere risolto il conflitto della masturbazione gli
ha impedito di vedere che Reich, tra i suoi allievi, era un autentico
scienziato perché di questi argomenti concreti si occupava.
Come si può riconoscere un disonesto dialettico adolescenziale
inconscio? Quale è il segno clinico più caratteristico ?
La dissociazione tra il pensiero e l'azione, tra il dire
e il fare.
Ma il segno caratteristico è il palese e sfacciato atteggiamento
menzognero. Una persona affetta da F.D.A.I. si comporta come un ragazzo
quattordicenne, che dopo averla fatta molto grossa, dice bugie e menzogne
che gli vengono perdonate perché è in via di sviluppo.
La menzogna, anzi l'arte della menzogna è una prerogativa fondante
per qualsiasi genere di tirannide.
Appare evidente, altresì, che ad un leader menzognero e sfacciato,
bloccato o pervertito nelle funzioni del segmento pelvico, debba corrispondere
una massa credulona con gli stessi blocchi caratteriali sui quali
il leader fa leva per ottenere il potere ( Reich W. - Psicologia di
Massa del fascismo)
Il mezzo televisivo mostra ogni giorno tutta una serie di
volti di politici, giornalisti, di studiosi, di persone di spettacolo.
I soggetti affetti da F.D.A.I. conquistano molto pubblico. Qualcuno
appare sullo schermo come una vera marionetta. Ma lo stesso pubblico
imparerà a distinguere le varie fisionomie e finirà con
il comprendere i loro più reconditi pensieri. Non così le
persone di spettacolo perché recitano una parte.
I Greci definivano "persona" la maschera che un individuo
indossava per mostrare, nascondere o camuffare i propri pensieri e
sentimenti.
La mimica ha raggiunto raffinate espressioni comunicative.
La fissità dei muscoli mimici è già una comunicazione,
così come la variazione di tono del più piccolo muscolo
mimico, può esprimere un messaggio.
Diversa, invece, è la comunicazione inconscia e involontaria,
che può essere rappresentata da un tic, dal rossore, o dalla
sudorazione.
Del capitolo della comunicazione mimica inconscia e involontaria
fa parte la dissociazione tra gli occhi e la bocca, tra ciò che
esprimono gli occhi e ciò che esprime la bocca: con gli occhi
si esprime un'emozione e con la bocca il suo contrario.
Hitler durante i suoi discorsi annunciava una prossima e
vicina catastrofe con occhi ferrei e vitrei, cui corrispondevano il
timbro della voce metallica e la mimica del volto altrettanto ferrea,
e rigida. Era una maschera tragica. Diceva una grande menzogna, esponeva
un progetto delirante, ma la menzogna ed il progetto delirante apparivano
veri, reali perché non v'era contraddizione tra il pensiero
e la mimica. Hitler nella sua follia era credibile e lo fu tanto da
produrre all'umanità un danno mai sofferto prima.
I soggetti affetti F.D.A.I. mostrano, invece, una mimica
dissociata tra gli occhi e la bocca. Presentano la maschera dei personaggi
di una farsa. Mentre gli occhi esprimono con gravità e severità un
pensiero o una tesi, sulla bocca compare un costante sorriso fatuo,
nel senso psichiatrico più stretto. Il soggetto, col suo sorriso
fatuo, dichiara di mentire, o di non credere egli stesso a quello
che sta dicendo.
La dissociazione tra gli occhi e la bocca fa sorgere due
importanti considerazioni:
Il F.D.A.I. arresta la crescita dell'individuo che non giungerà mai
ad una piena maturazione umana.
Il mancato superamento della fase masturbatoria fa regredire
il soggetto alla fase orale perché di questa, e solo di questa,
il riso fatuo è il segno più significativo e più caratteristico.
Perché alcune persone non si accorgono della menzogna?
Perché il soggetto che accoglie la tesi di un malato di F.D.A.I., è affetto
egli stesso da F.D.A.I. -.
Mi pare di poter dire che la psicopatologia psichiatrica,
la psichiatria psicoanalitica e la loro semantica sono state esaminate
e costruite dall'interno del sistema teorico e non dall'esterno, sicché il
sistema stesso non corrisponde alla realtà obbiettiva. La teoria è stata
costruita da persone che non hanno fatto i conti con il personale
complesso di colpa della masturbazione. La teoria psicoanalitica,
come tutti i sistemi filosofici, illumina molti lati oscuri della
vita dell'uomo e della sua psicopatologia, ma risente di questo grave
danno perché le motivazioni e le interpretazioni della patologia
umana sono esse stesse l'effetto inconscio della masturbazione inibita
o pervertita.
Sembra che la sua tesi sia bene argomentata, ma scaturisce da pochi
casi clinici.
Questo è vero, ma si deve considerare che molti psicoanalisti
e psicoterapeuti, con la tendenza a conciliare il diavolo con l'acqua
santa, la psicoanalisi con la religione, non affrontano la complessa
dinamica della masturbazione, sebbene sia un fenomeno universale.
Ma questa omissione e il perbenismo di facciata, che abbiamo visto
anche in Freud, meritano una spiegazione, così come l'atteggiamento
omissivo e perbenistico di fronte ad alcuni gravi inganni biblici.
Le faccio notare che parlare di gravi inganni biblici potrebbe essere
considerato già blasfemo. Perché ?
Che cosa vieta di fare una critica razionale, o se vuole
antropologica a molti fatti biblici ?
Perché non è consentita la medesima analisi critica
che si possa fare ai roventi discorsi di Temistocle, di Cesare, di
Robespierre, di Lenin, di Hitler, dei vari demagoghi e dittatori ?
Non si tratta di farabuttismo dialettico adolescenziale inconscio,
che usa come metodo una doppia morale e un doppio metro di giudizio
?
Vuol fare qualche esempio ?
Riporto un episodio dalla Bibbia: "Abramo per una carestia nel
suo paese scende in Egitto per dimorarvi. Al Faraone, per timore di
essere ucciso, presenta la bellissima moglie Sara come sua sorella
sicché questi la prende in moglie in cambio di pecore, buoi,
asini, servi, serve, asine e cammelli.". - Jahvé "colpisce
il Faraone e la sua casa con grandi calamità, a motivo di Sara,
moglie di Abramo."
Jahvé avrebbe dovuto punire Abramo, invece di colpire l'ignaro
e ingannato Faraone.
Abramo ripete l'inganno con Abimelek presentandogli la moglie
Sara come sorella, in cambio di armenti, oro e argento.
Jahvè, anche questa volta, punisce Abimelek: "Abramo ad
Abimelek, che chiedeva ragione del suo inganno, rispondeva che non
lo aveva ingannato in quanto era vero che Sara era sua moglie ma era
anche vero che ella fosse sua sorella per via paterna e non materna,
cioè sorellastra."
La posizione di "moglie-sorellastra" di Sara, a parte l'incesto,
che sembra meno grave per essere sorella di padre e non di madre,
sembra assolvere Abramo dall'accusa di inganno.
In realtà la punizione decretata da Jahvé e la giustificazione
di Abramo sono esse stesse esempi di una fraudolenza biblica.
Una persona è punita anche se è vittima dell'altrui
inganno, se non ha coscienza di commettere un delitto.
Il passo biblico riportato ci dice, inconfutabilmente, che
la giustizia è razzista.
Javhè protegge Abramo, suo affiliato e punisce il Faraone ed
Abimelek, che non fanno parte del suo clan. Javhè è razzista.
Il significato esoterico ?
Certamente la Bibbia può contenere messaggi esoterici che sono
traducibili esclusivamente da studiosi, specializzati nella storia
delle religioni, in lingue antiche, in filosofia, in antropologia.
Ma essa è letta da persone (la maggioranza), che non sono in
grado di recepire il messaggio simbolico. Essa, pertanto, va interpretata
alla lettera. Le sole interpretazioni che può dare una persona,
che non sia di religione ebraica o specializzata nel campo, sono quelle
storiche, antropologiche e psicoanalitiche.
Dire, per esempio, che la costola di Adamo, dalla quale fu
tratta Eva, avrebbe il significato di un atto d'amore verso la prima
donna da parte di Adamo (che dormiva profondamente durante l'operazione),
perché la costola ricopre il cuore, è un'argomentazione
fantasiosa sostenuta dal F.D.A.I.
Theodor Reik, in "Psicoanalisi della Bibbia", interpreta
il mito di Adamo come un nascondimento con rovesciamento del complesso
di Edipo, ipotesi molto più apprezzabile, tanto più che
T. Reik era ebreo e di cultura ebraica.
Così distinguere l'antisemitismo iniziato nella seconda metà dell'800
dall'antigiudaismo collocato in un periodo precedente è una
grave forma di Farabuttismo Dialettico Adolescenziale Inconscio
I delitti commessi dall'antigiudaismo sono assolti, perché perpetrati
in nome della religione, i delitti commessi dall'antisemitismo sono
condannati perché motivati da un'ideologia politica. Debbo
rimarcare che qualche scrittore italiano non abbia apprezzato che
Giovanni Paolo II sia andato al muro del pianto per chiedere perdono
per le persecuzioni inflitte al popolo ebraico.
In realtà i sostenitori di una ideologia religiosa si sono
macchiati di crimini anche più gravi di quelli commessi dai
sostenitori di un'ideologia politica. Chi sostiene la tesi del doppio
giudizio sulla persecuzione degli ebrei adopera, sia pure inconsciamente
e in buona fede, una logica da infiammato e fanatico ragazzo quattordicenne.
Egli adopera semplicemente il pensiero farabutto adolescenziale.
Non mi sembra che si debba trovare un significato esoterico
nell'accusare un innocente, assassinare il fratello, carpire al padre
la primogenitura sostituendosi con l'inganno al fratello maggiore,
tradire il maestro, l'amico, vendere la moglie, ubriacare il padre
per andare a letto con lui. E tutto questo con la benedizione di Jahvé.
La Bibbia insegna come ottenere e conservare il potere con
l'inganno, con la frode, con l'omicidio.
Accreditare un significato nascosto alla Bibbia serve soltanto
a creare e a mantenere il potere.
Cercare un significato nascosto quando quello letterale è chiarissimo,
ipotizzare significati criptici su discutibili messaggi criptici sono
una forma di Farabuttismo Dialettico Adolescenziale Inconscio.
Chi non ne fosse affetto interpreterebbe la storia di Adamo
come un magnifico mito, come quello di Cadmo, senza violentarlo nella
sua bellezza, ma soprattutto non manderebbe sul rogo chi non vi credesse,
o chi interpretasse il mito diversamente. Vedrebbe il mito di Adamo
con la stessa partecipazione emotiva con la quale si legge la storia
di Romolo allattato da una lupa. Ma la storia della lupa, sia vera
o sia falsa, non è posta a fondamento della nostra vita per
cui chi non vi credesse è messo in carcere, o perseguitato.
Comprenderebbe che la Bibbia è scritta da vari saggi per un
popolo ignorante, o, meglio, per assolvere, in nome di Jahvé,
gravi delitti che il senso comune di un popolo condannerebbe.
Ma la Bibbia è un testo sacro.
E' straordinario che la Bibbia riferisca la vita degli uomini,
secondo la loro natura, mentre nelle altre mitologie è rappresentata
con allegorie e metamorfosi. Ma presentare la storia travagliata di
un popolo, come un testo dettato o ispirato dalla divinità,
mi sembra un'assurdità.
E' il massimo inganno.
Il significato del tetragrammaton, la parola delle quattro lettere?
E' una straordinaria intuizione, ammesso che fosse di Mosè o
del rabbino che ha redatto la Genesi e non piuttosto un'interpretazione
postuma filosofico-religiosa.
I Greci erano giunti a considerare l'acqua, l'aria, la terra
e il fuoco, come i quattro elementi fondamentali dell'universo e ne
avevano dato anche una pratica applicazione nel campo della medicina
quando ancora non era stato scoperto il microscopio.
Il nome JEHOVAH in ebraico YODHEVAHE è composto di quattro
lettere che hanno un significato simbolico: la prima (yod) esprime
il principio attivo, l'iniziativa, il maschile; la seconda (lui) quello
passivo, il femminile; la terza (waw) l'equilibrio, la forma; la quarta
(lui) il risultato o l'energia nascosta. Ogni fenomeno ed ogni oggetto è formato
da questi quattro principi ed ogni oggetto e fenomeno è dato
dal NOME DIVINO. Lo studio di questo nome è la scoperta di
esso in ogni cosa.
Reich scopre che l'attività sessuale presenta una sequenza
di 4 funzioni fisiche: tensione, carica, scarica, distensione. Questa
formula a 4 tempi determina un alternarsi ritmico di espansione e
contrazione che sta alla base di tutte le funzioni degli esseri viventi.
E', secondo Reich, la formula della vita.
Mi pare che con Reich si vada dalle intuizioni fantascientifiche
alla scienza di Galileo e alla concretezza del microscopio.
Lei vuol dire che le quattro fasi della funzione dell'orgasmo corrispondono
ai quattro principi del nome YODHEVAHE ?
Si proprio così, ma non solo. Reich sostiene che la libido
freudiana è una energia reale e non metafisica, una energia
biologica che trae origine da quella cosmica, che egli studia, misura
e definisce energia vitale, bioenergia, energia cosmica primordiale
o energia orgonica, parola derivata dalla fusione dei termini orgasmo
e organismo. Di questa energia ha studiato le leggi fondando una nuova
scienza, l'orgonomia. L'unità di misura dell'energia orgonica è l'orgone.
Non ha né massa né peso. Si muove pulsando con movimenti
a vite che configurano una contrazione ed espansione nel movimento
spaziale. Attraversa tutti i corpi solidi, liquidi e gassosi di qualsiasi
spessore e non è fermata da lastre di piombo come i raggi
X. - L'energia orgonica è la fonte della vita e forma le galassie
(Reich W. Superimposizione cosmica).
Se l'energia orgonica scoperta da Reich non è YODHEVAHE, non
saprei rappresentarmi Dio diversamente. Si giunge alle stesse conclusioni
del tetragrammaton: noi siamo Dio.
E possibile sradicare il sentimento religioso nell'uomo?
No! L'uomo si è sempre chiesto da dove viene e dove va. Purtroppo
sperimenta il suo bisogno religioso nel chiuso del teatro di un tempio
e non all'aperto sotto le stelle a mirare il cosmo, in contatto con
l'energia cosmica primordiale e da essa prendere forza. Nel chiuso
di un tempio il sentimento religioso, molto spesso se non sempre,
si trasforma in odio per chi è fuori del tempio. Una volta,
nel corso dello sviluppo delle civiltà, ciò era anche
indispensabile per la sopravvivenza. Ma oggi è necessario comprendere
quei dinamismi psicologici ed energetici che regolano la nostra vita.
E' necessario svelare gli inganni del F.D.A.I.
Credo, anche, che non convenga, perché, come abbiamo visto,
il sentimento religioso è un bisogno e sradicarlo, senza far
prendere coscienza della sua origine, significherebbe far cadere nella
disperazione milioni e milioni di uomini e donne e spingere molti
nella mistica del fascismo e del nazifascismo.
Bibliografia
GLIELMI Nicola: