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L'ANTROPOFAGIA
E LO STRABISMO VERTICALE NEI MOSTRI

Del dr. Nicola Glielmi



Abstract
In Wilhelm Reich's orgonic psychoterapy, the "LATERAL EYES" acting causes an energetic wave from right side to left, and vice versa, of the body, and makes an ontogenetic rivisitation of the subject. It also discharges bioenergy from encephalon.The "SKY-NOSE" acting causes an energetic wave on the sagittal axis and makes an ontogenetic and philogenetic rivisitation. It charges encephalon with bioenergy. In epileptic subjects, L.E. acting reduces epileptic fits, while the S.N. acting increases them. Horizontal squint discharges bioenergy from encepahalon. Vertical squint, instead, charges this one and excites optic nerves, optic chiasm, contigous vegetative centres and the most ancient homicide instincts and anthropophagous instincts that reside in hypothalamus. The subject who is afflicted by vertical squint, even if minor, with concomitant psychic and sexual diseases, can become a serial killer and a cannibal, when external factors increase cerebral tension. Evilenko, the monster of Rostov, Aliyebi Hasani, murderer of Diana Olivetti and Tamara Gobbo, are afflicted by vertical squint. Perhaps Marc Dutroux too, the monster of Marcinelle.
Andrei Romanovic Cikatilo



E' denominato Andrej Romanovic Evilenko, con un nome di fantasia, da David Grieco, nel suo romanzo "Il comunista che mangiava i bambini". Evilenko-Cikatilo, nella fotografia apparsa sulla copertina del libro, presenta una lieve forma di strabismo verticale.
Il ritratto di Andrej Romanovic Evilenko, "un maestro russo che aveva violentato, ucciso e divorato più di 55 bambini, spargendone i resti in tutta l'Unione Sovietica, ribattezzato anche come il mostro di Rostov" (Grieco D.), dimostra che le pupille non sono poste sul medesimo piano e che, sia pure di poco, un occhio tende a guardare in alto mentre l'altro guarda in basso. Il lieve strabismo verticale, quasi impercettibile, più di "quelle due grandi pupille bianche che forse avevano il potere di piegare qualunque volontà" e più di quegli occhi "così chiari che quasi riflettevano l'immagine di chi li guardavano" (Grieco D.), doveva confondere la vittima che facilmente cadeva come in trance ipnotica e seguiva docilmente il suo carnefice.
Il comportamento criminale e sanguinario di mangiare parti delle vittime, come gli uomini primitivi, poteva, forse, trovare una spiegazione proprio nel fatto che un occhio aveva la tendenza a guardare in alto e un altro in basso: con un significato ontogenetico per un occhio che guardava il proprio Io, il Sé inserito in una realtà attuale, mentre l'altro occhio con un significato filogenetico di guardare il proprio Io e il Sé, inseriti in una realtà antichissima di oltre 15 mila anni, quando l'uomo era antropofago e mangiava addirittura i propri figli. Il mito di Crono deve pur significare una realtà evolutiva di questo genere. Forse il padre non mangiava il figlio più forte per timore di essere spodestato dal trono, come ci racconta il mito, ma quello più debole e malaticcio per una forma d'amore viscerale e primitivo che si può riscontrare in molti criminali seriali antropofagi.
Anche Aliyebi Hasani assassino di Diana Olivetti e di Tamara Gobbo, presenta uno strabismo verticale. Forse anche Marc Dutroux, il mostro di Marcinelle.



Ernesto Che Quevara

Sembra che Ernesto Che Guevara, nel suo ritratto più famoso, presenti un lieve strabismo verticale. Poteva essere questo il motivo del fascino esercitato sugli altri per lo sguardo trasognato, imprendibile ed inafferrabile. Ma poteva costituire la base biologica della sua attività di guerrigliero. Lo schema e le modalità dell'attacco, e soprattutto di nascondersi per sfuggire alla cattura sono simili a quelli di Evilenko.
Questa nota sul Che non intacca minimamente il valore "rivoluzionario, educativo ed umano, né il suo stile di lavoro e la sua volontà di ferro". Anzi, possiamo dire che la sua "capacità di analizzare dettagliatamente i fatti di ogni giorno, di rilevare gli errori, le critiche e le recriminazioni... per affrontare condizioni materiali assai avverse e un nemico infinitamente superiore di numero, quando la minima disattenzione o l'errore più insignificante possono riuscire fatali ... e utilizzare ogni fatto, ogni episodio, anche apparentemente insignificante" (Fidel Castro), può essere interpretata come una conseguenza dello strabismo verticale. Che Guevara, a causa dei globi oculari posizionati su due piani diversi, possiede, ai fini di una straordinaria strategia di guerriglia, la facoltà di attingere ad un sapere filogenetico antichissimo allorché l'uomo era impegnato notte e giorno nella lotta per la sopravvivenza.
Ma "il Che dimostrò sempre, senza eccezioni, rispetto per la vita di numerosi ufficiali e soldati dell'esercito boliviano che aveva fatto prigionieri" (Fidel Castro).
Ciò contrasta, con grande stridore, con i comportamenti sanguinari d'Evilenko. La differenza sta nel fatto che Evilenko, cresciuto in un brefotrofio, agisce sotto la pulsione istintiva per il soddisfacimento di un bisogno d'amore e insieme di distruzione, mentre Che Guevara filtra i suoi impulsi attraverso l'educazione ricevuta da genitori umanisti e li incanala in un'ideologia rivoluzionaria. A parte l'infanzia diversa, che ha determinato nell'uno e nell'altro un diversa formazione delle loro personalità, credo che ciò sia dovuto o al fatto che l'occhio deviante intersechi una diversa sezione dell'encefalo, ovviamente microscopica, o al fatto che a deviare fosse l'occhio destro piuttosto che l'occhio sinistro.
La vegetoterapia carattero analitica di Wilhelm Reich
L'argomento è così complicato da sembrare fantascienza per cui è necessario rimandare alla vegetoterapia carattero analitica di Wilhelm Reich e fare un breve cenno a due principali acting: "Occhi latero-laterali" detto anche "Occhi laterali", e a "Cielo-naso" detto anche "Punto-naso".

Per poter comprendere la tesi dello strabismo verticale come fattore determinante l'antropofagia, o cannibalismo nei delitti in serie sui bambini e sui fanciulli, sarà necessario, altresì, riportare alcune osservazioni cliniche che potranno essere verificate da ogni medico e psicoterapeuta.

Occhi laterali
Consiste nel fare muovere al paziente, disteso sul lettino terapeutico con le ginocchia flesse, gli occhi da destra a sinistra, e viceversa, lungo una traiettoria tracciata, con la punta di una penna, davanti agli occhi, alla distanza di 25-30 centimetri.
Durante l'acting di "occhi laterali", gli occhi di un paziente deviavano dalla traiettoria tracciata. Insistendo nel movimento e dirigendo, poco alla volta, la traiettoria proprio verso il punto in cui i suoi occhi deviavano, Giuseppe scoppia in un pianto straziante rivivendo un episodio drammatico della sua infanzia che aveva completamente rimosso.
Franco durante l'acting di "occhi laterali", eseguito guardando due punti opposti disegnati sul soffitto dello studio, uno alla sua destra e uno alla sinistra, visualizzò se stesso rannicchiato nel suo lettino ai piedi del grande letto, mentre i genitori avevano un amplesso. La scena rivissuta era stata, fino a quel momento, completamente rimossa. Franco fu invitato a mimare sul lettino la posizione in cui si era rivisto. Eseguì l'ordine, si rannicchiò sull'emilato destro e volse il capo e gli occhi a sinistra. Appariva chiaro che il movimento degli occhi, durante l'acting, aveva attraversato lo stesso punto di traiettoria nella quale da bambino aveva assistito all'amplesso dei genitori.
Solo in quella posizione degli occhi si risvegliava il ricordo dell'amplesso dei genitori e tale punto era accuratamente evitato. Essendo la visione una funzione della retina, la rimozione della scena edipica si era realizzata con una contrazione anatomofisiologica delle fibrille dei muscoli oculomotori. Appariva altrettanto chiaro che questa contrazione muscolare, detta "corazza", costituiva la base biologica della rimozione di freudiana memoria.
In uno studio su alcuni studenti, ho potuto osservare che, sebbene fossero forniti di grande intelligenza, erano molto negligenti e non riuscivano ad applicarsi nello studio, nonostante un imperioso impegno che diventava angosciante ed ossessivo. Questi presentavano difficoltà nei movimenti degli occhi che non scorrevano lisci lungo la traiettoria tracciata, o da loro stessi scelta, ma con un piccolo saltello passavano da un tratto all'altro. Questo difetto funzionale, dovuto a microcorazze muscolari degli oculomotori, fa saltare gli occhi in più tratti lungo la riga del testo da studiare, sicché l'apprendimento è molto difficoltoso, perché il soggetto legge la frase "Roma è la capitale d'Italia ove hanno sede il Parlamento ed il Senato della Repubblica Italiana", più o meno così: "Roma…Italia…Senato….Italiana" e non può comprendere il significato di una frase tanto semplice.
La caratteristica dell'acting "occhi laterali" per quanto riguarda il "Se", inteso come "Io psicofisico", è quella di fare una radiografia biologica, sensitiva ed emozionale dell'emilato sinistro e di quello destro, stabilendo tra i due lati una relazione funzionale che il soggetto percepisce come un'onda di bioenergia che si sposta da destra a sinistra, e viceversa. Il soggetto si sente cullato, o spinto da una parte e attribuisce, a volte e solo inizialmente, queste sensazioni ad un meccanismo posto nel lettino terapeutico. Questa sensazione, quando nel soggetto non compaiano tremori, è oggettivamente rivelata dalla vibrazione che il soggetto trasmette al lenzuolo del lettino, o ad un foglio di carta poggiato sulle sue ginocchia flesse.
Per quanto riguarda l'esterno dal "Sé", dal suo "Io psicofisico", il soggetto con l'acting "occhi laterali" impara a guardarsi intorno, a guardare il mondo con occhi "ripuliti" dalle proprie emozioni e quindi ad osservarlo con maggiore obbiettività stabilendo con la realtà esterna un migliore e più naturale rapporto.
Negli epilettici, l'acting di "occhi laterali" spezza e dissolve quella sottile cortina o velatura, che separa il "Sé" dal Creato di cui parla Dostoevskij nell'Idiota.
Il fenomeno straordinario, però, consiste nel fatto che il soggetto colloca a sinistra la madre e l'inizio della sua vita fin dalla prima ora della nascita, e a destra il padre ed il tempo più recente fino al momento della sperimentazione terapeutica. In mezzo tra i due punti sta tutta la sua vita. Nei mancini (anche in quelli corretti) la madre e il tempo iniziale si collocano a destra, mentre a sinistra si collocano il padre ed il tempo recente. Questa seconda osservazione convalida la precedente.
Per quanto riguarda l'organizzazione temporale, si può parlare di un vero e proprio orologio biologico, che non ha nulla a che vedere con la cronobiologia.
Credo che nel cervello umano, debba formarsi anche un "centro del tempo" giacché nella corteccia cerebrale sinistra esistono quello della parola e quello della scrittura. Il centro della parola entra in funzione all'incirca all'età di cinque mesi con i primi vocalizzi del bimbo. Quello della scrittura all'incirca all'età di due anni con i primi scarabocchi. In un tempo successivo, dopo i sei anni circa, il bimbo comincia ad acquisire la facoltà di misurare il tempo. La misurazione del tempo è scandita da altri bisogni, e da concomitanti fatti inerenti la sua vita come la scolarità, ma in realtà il bimbo fino a quell'età non ha coscienza del trascorrere del tempo, gli manca la capacità di misurarlo.
Da quanto fin qui detto si rileva un altro dato: l'acting degli "occhi laterali" lavora prevalentemente se non esclusivamente sull'ontogenesi del soggetto, sul suo sviluppo individuale.
Ma la cosa più importante da segnalare, per quanto riguarda il presente studio, è che l'acting di "occhi laterali" scarica l'encefalo di bioenergia.
La riprova clinica è data dal fatto che trattando un soggetto epilettico con "occhi laterali" diminuiscono le crisi comiziali fino a scomparire in alcuni casi.
Anche lo strabismo orizzontale scarica di bioenergia l'encefalo perché gli occhi si muovono lungo una traiettoria orizzontale.
L'acting "occhi laterali" stabilisce una migliore relazione funzionale anche tra i due emisferi, ma siccome scarica l'encefalo da un eccesso di bioenergia (avvertita dal soggetto come tensione e spesso come cefalea), l'encefalo non è eccitato e stimolato in quelle parti antichissime che contengono informazioni filogenetiche e che riguardano lo sviluppo della specie.
L'acting di "occhi laterali" può essere realizzato anche tracciando la traiettoria da seguire con un piccolo punto di luce.


Cielo naso
Nell'acting del "Cielo naso", detto anche "Punto naso" si fa sdraiare il soggetto sul lettino terapeutico con le ginocchia flesse. Alle sue spalle, sul muro, alla distanza di un metro ed anche più, si pone un punto di un centimetro circa, di colore nero, verde, o rosso, a seconda del soggetto da trattare. Nel depresso va meglio il colore rosso che è sconsigliabile per le persone impulsive e facilmente irritabili. S'invita il soggetto a guardare alternativamente, il punto posto alle sue spalle e la punta del naso. Si può guidare il movimento con un punto di luce.
L'acting "cielo naso" esegue una radiografia, in senso sagittale del corpo, che parte dal vertice del capo fino ai piedi, dalla parte più frontale dell'encefalo alla cauda equina del midollo spinale. Il soggetto è invaso da un'onda di bioenergia che si muove dall'alto al basso, secondo il movimento degli occhi dal punto al naso, per risalire dal basso all'alto, secondo il movimento degli occhi dal naso al punto.
Il soggetto acquista coscienza della sua identità psicofisica, come se facesse una radiografia del corpo e vedesse che tutti i suoi organi esistono e stanno ciascuno al loro posto.
Chi non è stato invaso da un vero piacere di gioia di vivere, quando a seguito di una esame radiografico il radiologo decreta: tutto è a posto, nessuna lesione di quelle sospettate?
Se gli "occhi laterali" esaminano l'ontogenesi, il "cielo naso" esamina soprattutto la filogenesi.
Non solo. Se l'acting "occhi laterali" scarica energia dall'encefalo, al contrario l'acting del "cielo naso" carica il cervello di bioenergia. Trattando, infatti, l'epilettico con l'acting "del cielo naso" le crisi comiziali aumentano di numero e d'intensità (Glielmi N.).


Ma non basta. Se lo strabismo orizzontale scarica l'encefalo di bioenergia, perché il soggetto per correggere il suo difetto ed avere una discreta visione è costretto a mobilizzare gli occhi in senso latero-laterale, al contrario il soggetto affetto da strabismo verticale carica l'encefalo di bioenergia perché è costretto ad un movimento degli occhi lungo l'asse sagittale per una migliore accomodazione.
Nello strabismo verticale un occhio esegue la radiografia del suo "Io psicofisico" inserito in una realtà presente ed attuale, ontogenetica per fatti che l'individuo ha sperimentato nella vita intrauterina ed extrauterina; mentre l'altro occhio esegue una radiografia del suo "Io psicofisico" inserito in una realtà filogenetica che riguarda lo sviluppo della specie perché lo strabismo verticale eccita i nervi ottici ed il chiasma, che necessariamente hanno a che fare, per contiguità, con gli istinti più primitivi di quando l'uomo era bestia e mangiava il suo simile.
I nervi ottici ed il chiasma ottico
Tanto lo strabismo orizzontale che il verticale impegnano i nervi ottici ed il chiasma ottico, collocati nel tronco dell'encefalo. Gli effetti diversi sul comportamento di un soggetto, sono dovuti, come detto innanzi, al fatto che lo strabismo orizzontale scarica l'encefalo di bioenergia, mentre quello verticale lo carica. Lo strabismo verticale mantiene il soggetto in un costante e continuo surplus energetico nell'encefalo. Pertanto soltanto lo strabismo verticale può eccitare le parti contigue ai nervi ottici e al chiasma ottico.
Questi sono collocati alla base dell'encefalo ove risiedono i centri vegetativi e gli istinti più primitivi dell'animale uomo, allorché non aveva ancora acquistato la neocorteccia che, per l'appunto, controlla gli istinti omicidi e antropofagi. Quando si dice che un delitto è così esecrando da far giudicare l'autore come una bestia, si intende dire proprio che la sua corteccia cerebrale non controlla gli istinti primitivi e che il soggetto ha fatto una regressione filogenetica alla condizione di bestia. Altrettanto per i cosiddetti raptus epilettici e per gli obnubilamenti della coscienza accompagnati da azioni distruttive.
Comune è il detto: "L'ira lo ha reso cieco". Se interpretiamo alla lettera quest'espressione ne dobbiamo dedurre che un surplus d'energia nell'encefalo, che definiamo ira, stimola i nervi ottici e il chiasma ottico per cui il soggetto diventa cieco e non vede più la realtà. Aiace Telamonio accecato dall'ira uccide bovini e ovini scambiandoli per Ulisse e per gli Atridi. Molti assassini confessano che l'ira, più che l'odio, li aveva accecati nel compimento di un delitto. Nessuno, però, che accecato dall'ira sia diventato una persona tranquilla, docile come un agnello. Necessariamente la stimolazione dei nervi ottici e del chiasma ottico producono una contemporanea stimolazione del tronco encefalico e dell'ipofisi.
Se ora si considerano le esperienze, innanzi ricordate, di Giuseppe e di Franco, si può concludere che, insieme agli istinti omicidi ed antropofagi più antichi, per effetto del surplus energetico, siano eccitate anche quelle fantasie più crudeli e più truci che il soggetto ha concepito da bambino davanti a un fatto tragico di cui è stato vittima, o davanti ad un fatto che lo ha particolarmente segnato. Tali fantasie sono completamene distaccate dall'episodio traumatico dallo stesso scatenate, mentre il fatto scatenante rimane in una persistente rimozione. Tutto ciò rende i serial killer uno diverso dall'altro, secondo le personali esperienze.
Solo cinematograficamente l'episodio rimosso può essere rappresentato con allucinazioni visive. Se il serial killer soffrisse di allucinazioni visive per fatti sperimentati nella sua infanzia, non sarebbe un serial killer, ma soltanto uno schizofrenico che ha paura della sua stessa ombra e che potrebbe anche reagire con violenza alle sue allucinazioni, ma non avrebbe la capacità di occultare la più piccola prova per sfuggire alla pena. L'Oreste di Eschilo, perseguitato dalle Erinni della madre Clitennestra da lui uccisa, è un illuminante capitolo della psicopatologia allucinatoria.
Nei soggetti affetti da strabismo verticale affinché siano stimolati ed attivati i centri primitivi sanguinari e le fantasie aggressive infantili, è necessario un improvviso aumento di bioenergia nell'encefalo.
L'aumento di bioenergia è scatenato da un fattore esterno.
Michele

Riferisco, ora, il caso di Michele, un soggetto nel quale lo strabismo verticale è associato a morbosità distruttività, con un desiderio irrazionale di uccidere per uccidere. Senza alcuna apparente ragione, per ben tre volte esprime una confusa volontà di uccidere una persona qualsiasi o di fare una strage, spinto da un oscuro bisogno. Alla domanda sul perché di tale desiderio, risponde: "Quando vedi che gli altri stanno bene e tu stai male". La spiegazione fornita non è sembrata sincera, ma piuttosto come giustificazione da dare al momento.
Alla visita Michele presenta le pupille poste su due piani diversi con tendenza dell'occhio sinistro a guardare in alto. E' stato invitato a leggere la pagina di un libro e a dirci se per caso i suoi occhi saltano lungo la traiettoria orizzontale da un punto all'altro, saltando le parole: "Può essere questo il disturbo per il quale il rendimento scolastico è scadente". Tale indicazione è suggerita dal fatto di non volere influenzare la riposta che in realtà si cerca. Il paziente comincia a leggere e dice testualmente: "…L'occhio destro segue la riga, l'occhio sinistro scorre sopra la riga".
Michele esegue, per 20 minuti, l'acting della "convergenza", che consiste nell' avvicinargli e allontanargli dagli occhi la punta di una matita. Alla fine dell'acting dichiara di essere tranquillo, più attento e che "non senti più alcun desiderio di uccidere le persone". Anche lo strabismo risulta corretto e i suoi occhi seguono insieme il rigo della pagina da leggere.
Ritengo che con l'esercizio della "convergenza", l'encefalo si sia scaricato di energia perché per eseguirlo i due occhi fanno un movimento latero-centrale e centro-laterale e che i due punti focali dei due occhi si siano riavvicinati fino a sovrapporsi superando lo iatus per il quale l'umanità ha impiegato 15-20mila anni per passare dal cannibalismo all'horror sanguinis.
Penso che Michele, se ne avesse avuto l'occasione e se le circostanze esterne lo avessero permesso, sarebbe potuto diventare un serial killer perché lo strabismo all'occhio sinistro ci segnala che la sua distruttività è rivolta contro la madre e che pertanto è antichissima e irrazionale, legata al rapporto con il seno materno.
Con la vegetoterapia si può aiutare questi soggetti per migliorare la loro vita emotiva, individuando per ciascuno, il tipo dell'intervento terapeutico, soprattutto quando si tratti di strabismo verticale consensuale o latente e non di vistoso strabismo verticale dovuto ad esiti stabili di malattie organiche. Ma anche in questi casi si può adottare una tecnica che si propone di scaricare l'encefalo da un surplus d'energia, per intervenire sulle emozioni del soggetto prescindendo dalla correzione dello strabismo che rimane di pertinenza oculistica.
Tuttavia non si può generalizzare ed è necessario distinguere un caso dall'altro, come abbiamo visto per Che Guevara.
Per concludere, lo strabismo verticale potrebbe essere un indizio decisivo qualora ci si trovi davanti ad un soggetto sospettato di delitti feroci come quello del cannibalismo, e potrebbe, quanto meno, fare escludere dalla lista dei sospettati killer, quegli che non presenti, ad una visita oggettiva strumentale, la più piccola forma di strabismo verticale.


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- L'assassinio di Cristo, SugarCo Edit. 1980
- Genitalità, SugarCo Edit. 1980
- Esperimenti bionici, SugarCo Edit. 1981
- La biopatia del cancro, SugarCo Edit. 1986
- La rivoluzione sessuale, Feltrinelli, Edit.1980
- Etere dio demonio, SugarCo Edit.
- Ascolta piccolo uomo, SugarCo Edit. 1979
- Superimposizione cosmica, SugarCo Edit.
-Sessualità e angoscia, SugarCo Edit.
-Individuo e stato, SugarCo Edit. 1978
-Scritti giovanili, SugarCo Edit.
-I bambini del futuro, SugarCo Edit.
-Il carattere pulsionale, Tascabili SugarCo.
-Il coito e i sessi, Tascabili SugarCo -----
- Passioni di gioventù - Un'autobiografia 1897-1922, SugarCo Edit., 1990.

VALLERI TOMMASO - Intervista al Prof. Nicola Glielmi, Vertici Network
ZARA E., DELLA PIETRA V., GLIELMI N., SEMPREVIVO A. - Esperienze filmiche e panel terapeutico in ambiente ospedaliero, L'Ospedale Psich., 1-2.1968.
ZARA E., DELLA PIETRA V., GLIELMI N. - Relazione sul tema dell'ordine del giorno Rass. Studi Psich. vol. LIX, fase. 4.,1970.
ZARA E., DELLA PIETRA V., GLIELMI N. - Il problema dell'occupazione della giornata del lungodegente, Rass. Studi Psich., vol. LX, fase. 2, 1970.


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