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IL CASO CLINICO GIUDIZIARIO DI GIUSEPPE MIRABILE - CAP 16

Il tribunale di Messina vede due medici imputati di "sequestro di persona e abuso d'ufficio" per avere ricoverato il signor Mirabile Giuseppe con TSO al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, essendo affetto da "psicosi a margine", perché viveva da solo, e perché rifiutava la terapia farmacologica. Il Presidente Mario Samperi del Tribunale di Messina il 6 marzo 2002 assolve il dr. Pietro Mondì con la formula "Perché il fatto non sussiste". Il 26 aprile 2002 il Presidente Luigi Faranda del Tribunale di Messina assolve il dr. Nicola Glielmi con la formula "Perché il fatto non sussiste". Pubblichiamo una serie di articoli a firma del Prof. Glielmi inerenti l'accaduto.



IL LINGUAGGIO “PARTICOLARE” – CAP. 16

Il dr. Aldo Valenti, psicologo, residente con la famiglia  a Reggio Calabria, lavorava presso la ex USL di Barcellona Pozzo di Gotto portandosi tutte le mattine da Reggio a Barcellona: un automobile all’imbarcadero di Reggio Calabria, una seconda automobile a quello di Messina e più di 10 ore al giorno per l’orario di servizio, per raggiungere il posto di lavoro e per il ritorno a casa. Visti i carichi di lavoro a Barcellona e cioè 6 tossicodipendenti seguiti dal Ser.T., assistiti da due medici, da lui e da altro personale paramedico, il capo settore accoglieva la sua domanda di temporaneo trasferimento per 4 giorni la settimana presso il Centro di Salute Mentale di Messina in Via Tommaso Capra, e 2 giorni a Barcellona. Per il dr. Valenti l’accoglimento della domanda di trasferimento fu un vero dono del cielo anche perché il Centro di Salute Mentale di via Tommaso Capra si trovava a non più di 50 metri dall’imbarcadero dei traghetti per Reggio Calabria. Il dr. Glielmi, ha sempre ritenuto che il lavoratore angustiato giornalmente da fatti extralavorativi, svolgesse male il proprio lavoro se non addirittura con rancore e aggressività che potevano essere trasferiti sugli ammalati. Il dr. Aldo Valenti, l’ausiliario Alosi, padre di due figli minori non  autosufficienti, ed una infermiera che viveva da sola ed era madre nubile di una bimba di cinque anni che  lasciava in custodia alla bontà dei vicini di casa come negli anni disperati della storia dei lavoratori, ottennero il trasferimento richiesto, il primo come detto innanzi da Barcellona a Messina e gli altri due da Messina, rispettivamente, a Barcellona e a Milazzo. Così come un’infermiera dello staff del capo settore fu trasferita da Messina a Taormina. Il dott. Glielmi si privava della sua preziosa opera, perché anch’ella viaggiava tutti i giorni da Taormina a Messina.
Al contrario,  il signor  Francesco Catinello messinese della segreteria del capo settore, sarà trasferito su un’autoambulanza a Taormina, per punizione perché “fedele a Gielmi”, vale a dire persona educata, leale e responsabile.
Questi trasferimenti da una Asl all’altra rientravano nelle competenze del capo settore dopo che le nove Unità Sanitarie Locali a norma della legge del ministro della Sanità Rosi Bindi furono accorpate in unica Azienda Sanitaria diretta da un Direttore Generale, che poteva nominare, a sua libido, un Direttore Amministrativo e un Direttore Sanitario. Mentre i capi settore delle varie branche della medicina erano nominati a seguito di concorso interno tra i vari aspiranti e per la psichiatria tra i circa 12 primari.
Le nove Unità Sanitarie Locali erano: Messina Nord, quella del dr. Glielmi, nel cui comprensorio cadeva il Ser.T. (servizio tossicodipendenze), il vecchio ospedale psichiatrico “L. Mandatari” con circa 300 ammalati e tre quattro primari, molti assistenti ed aiuti medici. Comprendeva il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura all’ospedale R. Margherita, il Centro di Salute Mentale di Via T. Capra, un Centro di Riabilitazione Psicosociale, una Casa Famiglia a Via Napoli, ristrutturata a spese del capo settore e con la manodopera gratuita di alcuni infermieri nel loro tempo libero. Seguivano le USL di Messina Sud (adagiata con ME-Nord sul capo Peloro), di Milazzo, di Lipari e Isole, di Barcellona Pozzo di Gotto, di Patti, di San’Agata  Militello (sul  mare Tirreno), di Mistretta (tra le montagne dei Nebrodi), e di Taormina (sullo Ionio).
 I dottori Virginio Sozzi e Lucia Della Villa, come ultimi arrivati e secondo le graduatorie avrebbero dovuto essere mandati a lavorare presso l’Ospedale Psichiatrico “L. Mandalari”. Ma il dott. Glielmi, rientrando nelle sue  prerogative di Primario Coordinatore, l’organizzazione del lavoro nella USL di Me-Nord, aveva destinato il dr. Sozzi al Centro di Salute Mentale di Via T. Capra e la dr.ssa  Della Villa al Servizio di Diagnosi e Cura, affinché non si contagiassero di una mentalità manicomiale che dominava in tutto il personale medico e paramedico dell’ospedale psichiatrico. Nel 1977, infatti, soltanto i fautori delle legge 180 si erano prestati come volontari nei vari Servizi Psichiatrici della Provincia e tra questi il dr. Nicola Glielmi. Gli avversari della legge 180 restarono in Ospedale Psichiatrico e terranno vivo il manicomio  per venti anni, nonostante vari convegni sul tema, con uno spreco enorme di risorse umane ed economiche.
 Il dr. Aldo Valenti si mostrò tanto grato da svolgere oltre al suo lavoro di psicologo e di psicoterapeuta, quello di collaboratore dell’ufficio di segreteria per le sue ottime conoscenze d’informatica, facendo funzionare quei computer rimasti disusati per mesi, perché nessuno ci sapeva mettere le mani ed impartendo le prime nozioni del loro uso al restante personale della segreteria. Il lavoro amministrativo divenne più spedito.
Il dr. Aldo Valenti è rinviato a Barcellona dal Direttore Sanitario il 30 giugno 1997, dopo i fatti del 26 e 27 giugno nei quali era stato coinvolto come spettatore e, suppongo, a seguito della lettera del dr. Virginio Sozzi che lo accusava di svolgere “attività prettamente amministrativa”.
Rientrato a Barcellona  viene avvicinato dall’ausiliario Alosi (lo stesso trasferito dal dott. Glielmi dopo anni di lunga pena e inutili richieste di trasferimento ai suoi predecessori.), inviato dal signor Miano, allo scopo di corrompere il dott. Valenti nella testimonianza.
Dalla conversazione con il dott. Valenti:

GLIELMI ...Senti, ma voleva COLOSIMO, come si chiama quello..?
VALENTI COLOSIMO?
GLIELMI Il portantino, lì?
VALENTI ALOSI?
GLIELMI ALOSI
VALENTI "Voleva" di che cosa?
GLIELMI Eh! Che ti diceva ALOSI?
VALENTI No, che lui aveva parlato con MIANO...
GLIELMI Eh!
VALENTI ...siccome è amico, diciamo, tra virgolette di MIANO gli ha confidato tutto.., tutta la
 manovra, no?
GLIELMI Cioè?
VALENTI No, questa, che dice che a me mi hanno buttato fuori di là perché io mi ero permesso di
 alzare le mani a SOZZI
GLIELMI Alzare le mani a SOZZI?
VALENTI Eh!
GLIELMI E quando mai?
VALENTI Eh, lo so. Dice che loro appunto mi hanno attaccato per questo fatto,  e poi perché ero il tuo  
fedelissimo collaboratore
GLIELMI Eh! Ma facevi il tuo dovere.
VALENTI  Quindi, dice...
GLIELMI ...fedelissimo
VALENTI Però se io faccio una telefonata, chiedendo scusa per quello che ho fatto, loro mi avrebbero
 diciamo perdonato
GLIELMI ..Perdonato ?
VALENTI
GLIELMI E niente di meno, tu dovresti telefonare a MIANO?
VALENTI Sì, sì
GLIELMI Eh!
VALENTI Sì, sì, sì. Perché ALOSI mi ha detto.., siccome io gli ho detto a ALOSI, gli ho detto: "va bè,
ALOSI, io comunque non ne faccio di queste cose; io quando sarà il caso, ci sarà l'occasione, chiarirò tutte
le calunnie, le diffamazioni che mi sono state fatte". Allora ALOSI mi ha detto: "ma lei che fa, invece di
risolvere i problemi - dice - li vuole inasprire? – Dice: Qua basta una telefonata - dice - e sistemiamo tutto",
ci dissi: "io telefonate  non ne faccio".

Dal carteggio e da tutte le testimonianze risulta che non vi è stato alcun litigio, neppure verbale tra il dr. Sozzi e il dr. Valenti. Non c’è che da inventare un immaginario litigio con percosse tra il dr. Valenti e il dr. Sozzi. Inventato il litigio, Alosi si fa ambasciatore del signor Miano e  invita il dr. Aldo Valenti per il suo esclusivo interesse a chiedere scusa a Miano: “basta una telefonata”. Perché chiedere scusa al signor Miano? Forse Miano è il padre putativo di un ragazzetto imbecille che se fa a botte per strada e le prende va a reclamare dal padre?
Chi è il signor Miano?
Il signor Miano è il capo del sindacato SNAOS al quale sono iscritti il dr. Giuseppe Mobilia (come segretario regionale), il dr. Virginio Sozzi e l’ausiliario Alosi che ne vanta l’amicizia.
Alosi propone di “chiedere scusa a Miano”, (che va in barca con il Direttore Generale!), che “è molto amico di TOSCANO segretario del Direttore Generale. Da questo è ricevuto insieme al Sozzi e alla Mangano [quest’ultima, anch’essa dello SNAOS, nella sua relazione scritta dei fatti del 27 giugno accusa falsamente il dott. Valenti di averlo sentito gridare e visto strattonare il dott. Sozzi tirandolo per un braccio. Al capo settore risulta, per averlo visto, che il Valenti, preoccupato per il comportamento del Sozzi lo invitasse gentilmente a lasciare l’ufficio del capo settore, suggerendogli nell’orecchio che forse si metteva nei guai a tenere un comportamento tanto irrispettoso ed aggressivo. Così come gli risulta che la Mangano non sia stata presente all’atto di pacificazione tentata dal Valenti).
Il consiglio di Alosi è una profferta di aiuto al dr. Aldo Valenti, ma allo stesso tempo è una grave minaccia. Questo è un tipico messaggio di una particolare mentalità che ha penetrato la pubblica amministrazione. Per comprenderne il significato necessita un delitto Fortugno?
L’Alosi non chiede al dr. Valenti di testimoniare contro Glielmi. Non fa neppure il nome di Glielmi. Ma invita il Valenti, nel suo interesse, a “chiedere scusa a Miano per essere perdonato e sistemare le cose”.
“Telefonare a Miano e chiedere scusa” significa dare la propria disponibilità a testimoniare contro Glielmi.
“Sistemare le cose” (ma quali cose?), nel “particolare” linguaggio significa correggere la testimonianza scritta sui fatti del 26 e 27  giugno.
 Non è necessario essere psicoanalista o raffinato investigatore di giustizia, per comprendere che la proposta di Alosi per il modo e per le parole usate rientra in una “particolare” mentalità, che si propone, come suo leit motiv il  compito di “sistemare le cose” a proprio vantaggio, contro la legge e a questa sostituendosi, nei casi estremi, con l’omicidio. 
L’ambasciata e il consiglio di badare al proprio interesse sono di una semplicità tanto elementare da fare scuola e di una tale chiarezza da essere comprensibili per tutti.
Il dr. Aldo Valenti, nonostante le dichiarazioni d’essere persona integra (egli dice: “comunque non ne faccio di queste cose”  e “io telefonate non ne faccio”),  si lascia corrompere e finirà per accogliere il consiglio del signor Alosi. Infatti all’interrogatorio dell’ispettore di Polizia Salvatore Prestipino confermerà quanto riferito nella sua relazione parola per parola, ma aggiungerà questa frasetta che viene sottolineata dall’estensore del rapporto, commissario della Polizia di Stato dr. Mario Caggeggi : “secondo me il malato non meritava di essere ricoverato”, nonostante non avesse assistito alla visita del malato fatta da Glielmi, come da sua dichiarazione scritta e verbale. E nonostante fosse psicologo, cioè non abilitato ad emettere un giudizio diagnostico.
 Con tale frase egli sposa pienamente la tesi di Sozzi che aveva fatto una denuncia contro il dr. Glielmi perché il “malato non andava ricoverato” (v. esposto del dott. Virginio Sozzi).
 Per il compenso della subornazione di testimonianza sarà trasferito prima a Messina e poi a Reggio Calabria. In realtà il traccheggio per piegare il dr. Valenti alla falsa testimonianza, è più tortuoso. Avendo, infatti, l’Alosi riferito il suo diniego di scusarsi con il signor Miano, secondo una collaudata tecnica di mobing viene prima richiamato a Messina, e poi dopo 15-20 giorni rispedito a Barcellona, perché assapori prima la carota e poi la bastone. Tornerà, poi, a Messina ed in premio sarà trasferito a Reggio Calabria, perché le persone d’onore  mantengono la parola data e sono tanto crudeli nella punizione, quanto generosi nel premio, perché sono senza anima e senza cuore.
L’ambasciata è vera, il  traccheggio dei trasferimenti é vero (e sarebbe dovuto essere controllato!), la modifica della testimonianza è vera al punto tale che diventa falsa nella forma e nella sostanza (non avendo assistito alla visita e non essendo psichiatra), anche se espressa come opinione personale, epperò presa per buona come “diagnosi”  tanto da essere sottolineata nella relazione sintetica firmata dal commissario della Polizia di Stato.

  Povero dr. Valenti! Probabilmente sarà stato minacciato che se non aggiungerà quella frase all’interrogatorio dell’ispettore Salvatore Prestipino, sarebbe stato trasferito a Mistretta, tra le montagne dei Nebrodi, molto più lontano di Barcellona Pozzo di Gotto.
I P. M. dottori Niccolò Crascì e Peltro Mondaini  non hanno compreso un bel nulla dalla conversazione telefonica del dr. Aldo Valenti.

Noi crediamo che dalla conversazione di Aldo Valenti, si evincano tutti quegli indizi e quelle prove che confermano le dichiarazioni del dr. Rao sull’innocenza di Glielmi e Mondì per il primo procedimento penale contro di loro; e confermino, altresì, la fondatezza della denuncia di Glielmi e Mondì contro Poli, Della Villa e Rao.

La seguente telefonata come potrà arguirsi dalla domanda “Ma Colosimo che voleva.. quello li come si chiama” era stata preceduta da un’altra da parte del dott. Aldo Valenti, nella quale esplicitava molto chiaramente il tentativo di indurlo  a riappacificarsi con il dott. Sozzi e testimoniare contro Glielmi. Il dott. Glielmi era impreparato  a registrane le conversazione, ma date le importanti  rivelazioni, si era fornito del materiale necessario per la registrazione della conversazione. Chiama, dopo qualche giorno, il dott. Valenti per farsi ripetere quanto aveva detto nella telefonata precedente. Il dott. Valenti, colto a sua volta di sorpresa, per un argomento che aveva ampiamente già discusso, appare reticente. Tuttavia il dott. Glielmi riesce a farsi rilasciare importanti dichiarazioni sulle quali i giudici invece di chiudere gli occhi, avrebbero potuto fare un poco di luce, perché non è tanto necessario arrestare gli assassini di Fortugno, quanto piuttosto capire, come diceva il giudice Giovanni Falcone, la “particolare” mentalità, che prepara un delitto, per poterla combattere.

DALLA TRASCRIZIONE DELLA CONVERSAZIONE TELEFONICA TRA GLIELMI E VALENTI, REGISTRATA SU UNA AUDIO CASSETTA TIPO STANDARD MARCA SONY 60 SUPER.

GLIELMI Eh! Che novità ci sono?
VALENTI Mah, niente, là al lavoro niente
GLIELMI Eh!
VALENTI Io non ne ho, almeno. Sto andando a Barcellona...
GLIELMI Eh!
VALENTI ...la solita vita
GLIELMI ...Senti, ma voleva COLOSIMO, come si chiama quello..?
VALENTI COLOSIMO?
GLIELMI Il portantino, lì?
VALENTI ALOSI?
GLIELMI ALOSI
VALENTI "Voleva" di che cosa?
GLIELMI Eh! Che ti diceva ALOSI?
VALENTI No, che lui aveva parlato con MIANO...
GLIELMI Eh!
VALENTI ...siccome è amico, diciamo, tra virgolette di MIANO gli ha confidato tutto.., tutta la
 manovra, no?
GLIELMI Cioè?
VALENTI No, questa, che dice che a me mi hanno buttato fuori di là perché io mi ero permesso di
 alzare le mani a SOZZI
GLIELMI Alzare le mani a SOZZI?
VALENTI Eh!
GLIELMI E quando mai?
VALENTI Eh, lo so. Dice che loro appunto mi hanno attaccato, per questo fatto,  e poi perché ero il tuo
 fedelissimo collaboratore
GLIELMI Eh! Ma facevi il tuo dovere.
VALENTI Quindi, dice...
GLIELMI ...fedelissimo
VALENTI Però se io faccio una telefonata, chiedendo scusa per quello che ho fatto, loro mi avrebbero
 diciamo perdonato
GLIELMI ..Perdonato
VALENTI
GLIELMI E niente di meno, tu dovresti telefonare a MIANO?
VALENTI Sì, sì
GLIELMI Ma, scusami, che potere tiene questo..?
VALENTI Ma io penso zero, potere..
GLIELMI Eh!
VALENTI Cioè, ha il suo giro di dipendenti, penso questo qua; poi non lo so se dietro hanno altre
 persone. Siccome lui in qualità di sindacalista avrà penso una forza di dipendenti, evidentemente..
GLIELMI No, io so una cosa: che lui è stato ricevuto con SOZZI e con la MANGANO dal direttore
 generale
VALENTI E' stato ricevuto!
GLIELMI
VALENTI Sì, questo lo sapevo io
GLIELMI Eh!
VALENTI ..Che lui era andato ed è stato ricevuto da..
GLIELMI Eh! E si vantava che era molto amico del..
VALENTI Come?
GLIELMI Si vantava che era molto amico del segretario del direttore generale
VALENTI Sì, di TOSCANO
GLIELMI Di TOSCANO
VALENTI Eh, TOSCANO, amico del direttore generale
GLIELMI Eh!
VALENTI Lei si ricorda che allora avevano cominciato a chiedere di me?
GLIELMI Eh!
VALENTI Era perché lui praticamente stava aizzando
GLIELMI Eh!
VALENTI ..L'attacco era contro di lei diretto, e poi di conseguenza mi hanno detto: siccome io ero là..
GLIELMI Sì, ma io il discorso lo vedo un poco diversamente, cioè nel senso che l'attacco è stato rivolto
 contro di te...
VALENTI Eh!
GLIELMI ...perché SOZZI che cosa scrive nella sua..?
VALENTI Scrive che io là facevo..
GLIELMI  ..che tu lì svolgevi compiti amministrativi
VALENTI Eh, <<prettamente amministrativi>>
GLIELMI Prettamente amministrativi, laddove tu facevi tutt'altro, facevi altro che compiti
 amministrativi!
VALENTI Eh, ma facevo tante altre cose
GLIELMI Eh! E quindi io credo che l'attacco sia rivolto.., cioè si è concretizzato in questa forma qui:
 un attacco contro MONDI', perché MONDI' era...
VALENTI

GLIELMI ...malvisto da SOZZI...
VALENTI Eh!
GLIELMI ...e un attacco contro di te perché praticamente tu occupavi il  posto di MANGANO...
VALENTI
GLIELMI ...perché la MANGANO adesso fa.., svolge lei tutte le funzioni
VALENTI Mh!
GLIELMI Ho parlato con CATINELLO stasera, il quale mi ha detto che a CATINELLO non gli fanno
 fare niente, manco le fotocopie
VALENTI Sì, là è chiaro che era un attacco specifico, perché poi non per CATINELLO, gli altri, cioè
 tutti gli altri sono rimasti là, capisci?
GLIELMI Eh!
VALENTI Eh, questa è un'altra cosa che mi sorprende, sempre rispetto a quella famosa disposizione del
 direttore sanitario
GLIELMI Eh!
VALENTI ..Il dottore PRACANICA: "tutti gli operatori, etc., etc., rientrino nelle sedi"...
GLIELMI Eh!
VALENTI ...e come mai non si è applicato...
GLIELMI ..per gli altri
VALENTI ...per gli altri?
GLIELMI Eh!
VALENTI E allora questo è un grosso interrogativo, che mi auguro al più presto dovranno rispondere
GLIELMI Eh! Senti un poco, Aldo, io debbo comunicarti che...
VALENTI Mi scusi un attimo dottore GLIELMI...
GLIELMI Prego
VALENTI ...non la sento, se può parlare un pochino più forte?
GLIELMI Sì. Io ho cambiato avvocato
VALENTI Eh?
GLIELMI Eh! E quindi viene un avvocato da Napoli
VALENTI Eh!
GLIELMI Mò tu che fai?.. Tu vieni a testimoniare, posso dare il tuo numero di..?
VALENTI Sì, sì, non ci sono problemi
GLIELMI Eh! E allora qual è il..?
VALENTI Si figuri, io non è che mi sono addormentato su questa storia
GLIELMI Eh! Cioè..?
VALENTI Io sto aspettando il momento opportuno per attaccare, no?.. Si figuri
GLIELMI Eh!
VALENTI Ora vediamo. Dice che mi avrebbero chiamato, non lo so
GLIELMI Senti, ma non pensi piuttosto che MIANO abbia mandato avanti l'ALOSI
per far...
VALENTI No, no
GLIELMI ...per farti la comunicazione?.. E scusa, chella è 'na comunica...[quella è una comunicazione]
VALENTI Sì, l'hanno utilizzato pure in questo senso qua
GLIELMI Eh, difatti la comunicazione che se tu telefoni...
VALENTI Sì, sì
GLIELMI ...e chiedi scusa...
VALENTI Sì, sì, sì. Perché ALOSI mi ha detto.., siccome io gli ho detto a ALOSI, gli ho
detto: "va bè, ALOSI, io comunque non ne faccio di queste cose; io quando sarà il caso, ci
sarà l'occasione, chiarirò tutte le calunnie, le diffamazioni che mi sono state fatte", allora
ALOSI mi ha detto: "ma lei che fa, invece di risolvere i problemi - dice - li vuole inasprire? –
Dice - Qua basta una telefonata - dice - e sistemiamo tutto", ci dissi: "io telefonate  non ne
faccio" ci dissi
GLIELMI "Sistemiamo tutto" in che modo?
VALENTI In che modo?.. Che avrebbero ritirato le accuse contro di me
GLIELMI Ah!
VALENTI Eh! Questo è quello che mi ha detto ALOSI
GLIELMI Eh, ma noi da.. Diciamo, uno dalla parte dell'accusatore diventa accusato?
VALENTI Esatto. Io sono stato calunniato, questa è la mia..
GLIELMI Tu sei stato calunniato..?
VALENTI ..Sono stato calunniato e diffamato da queste persone
GLIELMI Da queste persone, soprattutto dalla MANGANO, la quale ha detto che tu..
VALENTI Esatto, eh, "che io gridavo". SOZZI gli ha detto tutte quelle cose là...
GLIELMI Eh!
VALENTI ...che io poi l'ho tirato per il braccio, non mi dovevo permettere: ma quando mai
queste cose! Io spero, guardi, che ci sia.., ci sarà l'occasione e vedremo poi
GLIELMI Io, Aldo, sono deciso ad andare avanti
VALENTI No. E perché, le sembra che io mi sto fermo?

GLIELMI Ho cambiato l'avvocato...
VALENTI Eh!
GLIELMI ... Io sono stato interrogato, tutto a posto, tutto normale...
VALENTI Certo
GLIELMI ...e poi non mi reintegrano nel mio ruolo?
VALENTI Hanno accomodato alla meglio le cose, secondo una loro logica
GLIELMI Eh, le hanno accomodate alla meglio e l'avvocato si è prestato a questo
VALENTI Sì, ormai è chiaro il gioco
              
    
TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLA REGISTRAZIONE AMBIENTALE, CONTENUTA NEL LATO “B” D’UNA AUDIO-CASSETTA STANDARD MARCA TDK D46, CONTRASSEGNATA CON LA SCRITTA: “Incontro del dr. Mobilia avv. Mondì”

Le precedenti trascrizioni sono state riportate con degli omissis e con delle note. Questa con il dott. Mobilia è riportata integralmente perché anche i silenzi sono significativi. Le note tra parentesi rotonda sono del traduttore dell’audiocassetta. Quelle in parentesi quadra del capo settore.

AVV.MONDI'  Dunque, io sono l'avvocato MONDI' e sono venuto..
MOBILIA MONDI'.. lei è il fratello del MONDI'..
MONDI'  Sì, sono il fratello, diciamo, il collega del professore GLIELMI
MOBILIA Che in atto è (...)
MONDI' Mah, in atto è a casa sua
MOBILIA Diciamo che in atto non è (...) (ridendo)
MONDI' No, in atto non è (...)
MOBILIA  Io sono (...) sindacato, al sindacato si va al problema
MONDI' Sì, io lo conosco bene e, infatti, sono venuto qua anche su indirizzo del professore GLIELMI per avere anche un consiglio sulla..; io sono il nuovo avvocato  e quindi mi..

MONDI' No, poi c'è un altro fatto che poi le ho già detto..
MOBILIA No, quale fatto? E poi lei può tornare quando vuole
MONDI' Mh! (....)
MOBILIA  Millenovecentonovantacinque circa...
MONDI’ Mh!
MOBILIA  ...- posso sbagliare, più o meno (...) -, era stato deciso che doveva venire a Messina un certo GENNARO..
MONDI' Nel '95 era stato deciso
MOBILIA Sì, nel '95. Un certo GENNARO (...), da allora in poi hanno cercato tutte le scuse possibili per fare fuori GLIELMI, amministrativamente
MONDI'  Posso farle una domanda? Perché - io non capisco - perché questo GENNARO doveva venire a Messina?
MOBILIA (....)...
MONDI' O perché c'è un discorso, diciamo..
MOBILIA ...lei fa l'avvocato e sa..
MONDI'  Cioè il discorso che GLIELMI.. Secondo me, anche per il fatto che GLIELMI è una persona onesta e ininfluenzabile e magari..
MOBILIA (....)
MONDI' Però già conosce questo fatto
MOBILIA Conosco però che esiste la politica, perché da quando sono (...) negli ospedali (....) c’è la politica, c'è la mafia, c'è la massoneria.. 
MONDI' Mio fratello pure, è deciso, diciamo, a cambiare sindacato, perché ha visto che il suo sindacato non tanto lo aiuta..
MOBILIA    (....)
MONDI' Perché sta cercando di entrare (...) e quindi ha bisogno di   (...), secondo quanto interpretiamo noi
MOBILIA Mh!
MONDI' ...degli appalti che aveva una ditta di Messina e gliel'ha dato a una ditta di Catania, che non so quanto sia trasparente, (....).. [Riferimento al Direttore Generale che avrebbe tolto un appalto a un messinese per assegnarlo a una ditata di Catania]
MOBILIA (...) è stato in carcere POLI
MONDI' E' stato in carcere POLI?
GLIELMI POLI è stato in carcere?
MOBILIA  Noi dei sindacati sappiamo  (...)
MONDI'   Va bè, queste possono essere  illazioni, cioè se è stato in carcere.  No, dico, so che però conosce dei personaggi un pò  esposti mafiosi di Catania
MOBILIA  Non sono tutti in carcere?!
MONDI' Sì. Per esempio io so che lui fa capo a  FERRARELLO,  che è un  personaggio un pò discusso
MOBILIA   FERRARELLO  (....)
MONDI' Sì, eh! Il FERRARELLO, inteso FERRARELLO
MOBILIA (...)
MONDI' Sì.  Non so, lei mi può soccorrere meglio perché è nell'ambiente, (...) STACCO  precisamente..
MOBILIA C'è Totò RIINA alle spalle
MONDI' Totò RIINA. E' un nome un pò grosso
GLIELMI Totò RIINA alle spalle?
MOBILIA    (A FERRARELLO)
GLIELMI Ah, FERRARELLO. No (...)
MONDI' Ora è successo.., io questo volevo chiarire: mi sono convinto a venire qua  perché è successo un piccolo incidente al dottore GLIELMI, cioè ieri gli hanno.., lo hanno stretto  con una macchina targata Catania
GLIELMI Prima con un camion
MONDI' E poi con una macchina
MOBILIA  Dove l’hanno stretto, in quale zona?
MONDI' Vicino a dove sta lui
MOBILIA  Qua, all’Annunziata?
MONDI'  Sì, siccome sappiamo che lei aveva fatto un discorso
MOBILIA No, io non ho fatto nessun discorso, io ci ho detto (...): “Dopo, (...),  non ti lamentare (....)”
MONDI' Siccome mi ha detto questo, ho detto: "Chissà se ci può aiutare il dottore MOBILIA" perché qua la cosa sta prendendo una piega diversa...
MOBILIA  (...)? 
MONDI' ...se ci può dare qualche dritta per uscire da una situazione che sta diventando pesante
MOBILIA  ...dottor MONDI’,  STANGANELLI  è l’attuale capo di Catania
MONDI' ..Mi deve ascoltare. Lui mi ha riferito (...) dice: "A me me l'aveva detto MOBILIA che mi volevano fare fuori", cioè, c'erano delle minacce  
MOBILIA Fare fuori amministrativamente, no “fare fuori” perché l’ammazzavano; fare fuori amministrativamente. Infatti lei ha detto (...) 
MONDI' Lui mi ha detto: (....)
MOBILIA (....)
GLIELMI (....)
MONDI' Siccome lui quando l’ha riferito, lei (...) nella frase che gli ha detto,  lei ha detto: “Che (...) fare fuori come quando uccisero a (...)”
MOBILIA Ma questi sono discorsi così, diciamo, campati in aria;  (...) le prove di quello che..  
MONDI'  (...) l'aveva sentito (...)
MOBILIA No, no, no, l'unica verità che è stata detta (...), perché io sono onesto con me stesso e con gli altri, ho detto: "Vedi che ti  devono fare fuori", ma fare fuori amministrativamente (...)
MONDI'  Dunque, il discorso che lei aveva  riferito..
MOBILIA  No, era metaforico, ho detto solo: "Non spingerti oltre nelle denunce penali, perché tu hai la tua età, ti stressi col cuore, (...), ti stressi con la psiche, ti crei inimicizie che ti potrebbero cagionare dei danni gravi, danni gravi che potrebbero essere, un licenziamento, un arresto..”...
UOMO Vado in ortopedia io un attimo
MOBILIA Sì. ..."un licenziamento, un arresto, o un incidente", ma l'incidente...
MONDI' Ma l'incidente..
MOBILIA  Ma “l’incidente” (...) l'ho detto, l’ho detto in buona fede senz'altro, non in mala fede. Siccome ho detto (...) che hanno investito  il primario che gestisce..
GLIELMI Chi?
MOBILIA (...) OTERI, il dottor OTERI
GLIELMI  Ah!
MOBILIA  Il dottor OTERI è sulla sedia a rotelle
MONDI’  E questo, secondo lei, è stato fatto apposta?
MOBILIA  Non lo sto dicendo io, lei lo sta dicendo
MONDI' (...)
MOBILIA  ...(...)
MONDI' (...)
MOBILIA  Ora lei dichiara di aver attaccato la Corona
MONDI' (....)
MOBILIA (...) ora non sanno più chi è (...), ci fannu l'incidente di macchina
MONDI' Ho capito. Va bene  (...)
MOBILIA Ci dissi: "Stai attentu quannu cammini ommi quacchi  machina.. (...)", ma l'ho detto affettuosamente e scherzosamente, non è che io quando (....) ho detto: "Avemu ammazzari a GLIELMI" (...)
MONDI' (....) un amico
MOBILIA (....)
MONDI' (....)
GLIELMI Forse è meglio che lo dici
MOBILIA  Guarda, io sono l’unico capo del sindacato di Messina, (....), che si è beccato 33 processi  per aver portato i Carabinieri  nell’amministrazione. Gli ho fatto sequestrare atti, registri, (...)...
MONDI' Io (....) a mio  fratello l'ho consigliato pure io di fare (...)..
MOBILIA ...e ho fatto bloccare 145 concorsi politico-mafiosi. E  io  con questo coraggio mi beccai 33 processi penali. Perciò comu pozzu  (...) chi mafiusi; (....) 33 processi penali, mi volevano radiare dall'albo
GLIELMI  E, infatti, tu il primario non lo farai, hai voglia..
MONDI' Dottore MOBILIA mi perdoni  (....)
MOBILIA   Perché qua l'attrito con (...) c'è
MONDI' Io vorrei far venire mio fratello perché..
MOBILIA  Perché io ho fatto una denuncia (....), quando io ho denunciato (....) alla Corte dei Conti  con 5 miliardi di uscite e (200) milioni di guadagno...
MONDI'  La potenza del (....)  
MOBILIA ...con 2 ricoveri al giorno di media, ora siamo a 33 parti in 15, (22) giorni, prima erumu a 11, quindi la mia presenza qua ha portato  33 parti, la mia assenza 11
MONDI' Quindi lei fa aumentare la popolazione
MOBILIA  l'assenza di  (...) è stata positiva, la sua presenza negativa, quindi. Le denunce che ho fatto io erano giuste (...) [Riferimento al dott. Oteri primario ginecologo, di cui Mobilia è aiuto medico]
MONDI' Va bene dottore MOBILIA, lei dove cel'ha la sede del suo sindacato? Mi  può lasciare il numero di telefono?.. Mi lascia il suo numero di telefono così io faccio (...)
MOBILIA (....) del mio sindacato;  io sono il segretario regionale (....)
MONDI' Ecco, io ho capito una cosa, (....),  che MIANO fosse un pochino.. era  un pò armato di (animosità) nei confronti di mio fratello, senza motivo perché mio fratello lo stima a MIANO. Allora, voleva avere la possibilità, mio fratello, di chiarire, di chiarire e di scusarsi (...); vediamo quello che ne pensa lei: di chiarire (....) con MIANO  in modo da chiudere questa cosa qua,  perché abbiamo capito che un pochino è stata manifestata da incomprensioni, io glielo dico (...)
MOBILIA Non è una (manovra) sbagliata
MONDI' Ecco, potrebbe, ecco, farsi portavoce (....). Magari ci vediamo al suo sindacato  e vediamo se possiamo (...)
MOBILIA E allora il mio numero è 46115  studio
MONDI' Eh!
MOBILIA ...358072 casa, 395410 sindacato
MONDI' La ringrazio dottore, mi scusi per il tempo che le abbiamo fatto perdere
MOBILIA    (....)  
MONDI'  (...) al sindacato, io a casa non la disturbo
MOBILIA Per me è un piacere essere..
MONDI'  Arrivederci e piacere veramente 
MOBILIA ( rivolto a Glielmi . Il corsivo è mio) Secondo me tu devi fare una sola cosa: vivere calmo e tranquillo questi due...
MONDI' ..Mesi che mancano alla pensione
MOBILIA ...questi 60 giorni che ti mancano alla   pensione; non attaccare nessuno, non denunciare nessuno, non fare incazzare a nessuno e pigliarti la buona uscita e andartene
GLIELMI Sì, ma..
MOBILIA  Questo è il mio consiglio (...). Quannu tu fai (...), puoi rischiare un infarto, puoi rischiare l’angina pectoris, puoi rischiare un ictus, puoi rischiare  (...)
MONDI' Arrivederci, mi scusi del disturbo
MOBILIA Perché devi (....)?
GLIELMI (....)
MOBILIA Secondo me rischi (...), (...) l’avvocato (...)
MONDI'  Io penso che è meglio andare con la pace,  vediamo se con la pace...
MOBILIA  Perché tanto perché cosa può (...)
MONDI' Niente, perché uno se ne deve andare..
MOBILIA   Dalla guerra cosa può venire?
MONDI' Niente. E allora tanto vale, come dice lei, di farlo investire dalla macchina
GLIELMI Era questo il modo...
MOBILIA Io 33 denunce mi sono beccato
GLIELMI Sì, ma era questo il modo (...) io sono andato da PRACANICA a dire
MOBILIA  Loro volevamo portare a  GENNARO qua, eppure...   e GENNARO (....) 
GLIELMI E bè, e  io ero disponibile ad andarmene
MONDI' Dottore MOBILIA, la ringrazio ancora,  ci vediamo.. Io sono per un'altra linea, meno discorso perché non cerco  pubblicità
MOBILIA (rivolto a Glielmi. Il corsivo è mio) Cerca di (...)
MONDI' Ai discorsi accettiamo fatti
MOBILIA (rivolto a Gielmi. Il corsivo è mio) Cerca di (...)
MONDI' Arrivederci, senz'altro. Grazie. -

Per quello che interessa i due procedimenti penali (di cui sono P.M. rispettivamente il dott. Niccolò Crascì e dott. Pietro Mondaini), dalla conversazione risulta senza ombra di dubbio che dal 1995 hanno tentato in tutti i modi di eliminare amministartivamente il dott. Glielmi per fare spazio al dott. Gennaro. La conclusione non può essere altra che le accuse di “sequestro di persona e abuso d’ufficio” fossero state strumentali e pretestuose e che la denuncia di Glielmi e Mondì contro Poli, Della Villa e Sozzi fosse fondata su basi reali e veritiere.
Come mai i due P.M. non hanno inteso una verità che viene loro servita in tutte le salse?
A un buon investigatore sarebbe bastato quel “ridendo” in grassetto del traduttore della cassetta
per comprendere la “manovra” denunciata dal dott. Valenti nella conversazione telefonica. Manovra nella quale il dott. Mobilia ed il sindacato SNAOS non erano estranei.
Ma non si può pretendere che un giudice faccia lo psicoanalista.

Mafia! La parola che non si osava profferire è stata pronunciata dal dott. Mobilia. Questa sola parola e l’intera conversazione avrebbe dovuto aprire un’inchiesta sull’infiltrazione mafiosa nell’ASL N.5 di Messina.
Le minacce ci sono state  e in pieno stile di una mentalità mafiosa.
Il ricorso alla registrazione in questo caso, ha voluto significare per il capo settore quello di evitare che dalle minacce si passasse ai fatti. E’ anche probabile che il dr. Mobilia, come l’Alosi con il dr. Valenti, fosse in tutto e per tutto in buona fede. Però le minacce ci sono state così come la subornazione della testimonianza del dott. Valenti. Del resto, perché il dr. Mobilia con sua moglie sarebbe dovuto andare a cena a casa del capo settore nella stessa domenica in cui era stato pubblicato all’albo dell’ospedale Margherita la delibera che lo trasferiva all’ospedale psichiatrico? Le minacce durante la cena sono state esplicite: il capo settore doveva starsene buono, altrimenti gli sarebbe accaduto qualcosa di peggio di quanto accaduto al dr. Oteri, un grave incidente automobilistico. Il dott. Mobilia non illustrò la dinamica dell’incidente, ma lo minacciò come una vendetta mafiosa.
 I P. M. hanno letteralmente chiuso gli occhi davanti a queste due conversazioni. Avrebbero, per esempio, potuto chiedere perché mai s’era stabilito fin dal 1995  che il dott. Gennaro  avrebbe dovuto sostituire il dr. Gielmi. E perché lui e non Camillo Martelli o Armellini che, invece, saranno  mandati a casa, a detta del dott. Giuseppe Rao, con minacce e ricatti?  
Perché lui e non Francesco De Natale, Paolo Maio, Giuseppe Formica, Maria Teresa Pigneri che lo precedevano in graduatoria?
Ma questo richiedeva lo studio approfondito non solo della legge 180 ma anche della legge del ministro della Sanità Rosi Bindi che istitutiva le Aziende Sanitarie,  per accertare la regolarità o meno della nomina a capo settore del dott. Gennaro e quali potevano essere gli interessi, suppongo illeciti, del manager accennati dal dott. Rao.
Aprire un’indagine sulla gestione dell’ASL poteva significare contrastare, o capire quella mentalità mafiosa alla quale faceva riferimento il giudice Giovanni Falcone.


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