
societa' italiana di Psicoterapia reichiana
Nicola Glielmi,
"TEATRO E PSICHIATRIA:
(Il disturbo psichico attraverso lo studio della tragedia e della commedia dei Greci)
Rivista "La Rota" n.3 - 4 - 5 - 6 / 1972
"In questo saggio monografico il dott. Nicola Glielmi, medico dell'O.P.P. di Napoli e psicanalista, tenta una ricerca che ci riporta ai bei tempi della psichiatria umanistica.
Il tema che egli affronta, infatti, e cioè "il disturbo psichico attraverso lo studio della tragedia e commedia dei Greci" (è il sottotitolo del lavoro), presuppone una cultura non soltanto psichiatrica ma anche teatrale. Noi conoscevamo, sullo specifico argomento, soltanto i contributi dello psichiatra ellenico Kouretas. Con competenza e con brio, Glielmi ci conduce - nella prima parte del suo lavoro - attraverso alcune affascinanti espressioni dell'antico teatro greco, mettendone in evidenza i molteplici significati psicopatologici, e ricavandone illuminanti accostamenti con alcuni casi clinici di sua osservazione.

Nascita di Dioniso dalla coscia di Zeus. Particolare di grande cratere apulo a volute (410 a.C.). Taranto,Museum
Nella seconda parte, l'Autore studia La tragedia e la commedia dei Greci in rapporto agli archetipi di Jung, e ne illustra la funzione politico-sociale. Poi, ponendosi da un punto di vista - per così dire - opposto, e senz'altro originale, osserva "la psichiatria da un punto di vista teatrale"; verifica, cioè, quanto di tragico avviene nel comportamento psicotico, quanto di comico nel comportamento nevrotico. E riporta, in quest'ottica, il dialogo di una paziente nevrotica (Annamaria) col suo medico, "che messo sulla scena diventerebbe un quadretto aristofanesco". Mentre i motivi più reconditi della tragedia greca Glielmi intravede nel "giornale radio" di uno psicotico, il signor X
Nella terza parte del suo ampio studio, l'Autore rifà brevemente la storia della teatroterapia, a partire da Coulmier e dal nostro Miraglia, soffermandosi in particolare sullo psicodramma di Moreno, di cui illustra alcune applicazioni personali.
Secondo Glielmi "negli ospedali psichiatrici il teatro non è utilizzato per uno scopo clinico-terapeutico (…) (ma) ha soltanto una funzione ricreativa". Questa affermazione, anche se limitata ai soli ospedali psichiatrici italiani, non è completamente vera (1); all'Estero poi, per esempio in Francia, si opera non poco in questo settore (2). Rettificata questa piccola inesattezza, dobbiamo però convenire con il collega napoletano sui limiti della teatroterapia non psicoanalitica; e rallegrarci con lui per questa stimolante e disinvolta scorreria attraverso campi tanto diversi, eppure così comunicanti tra loro (Neuropsichiatria, 191, 1972)."
(1) Cfr. ad esempio: G. Padovani - "Dibattito sulla teatroterapia". Neuropsichiatria, XXIV, n. 2, pp. 421-428, 1968. (2) Vedi, in proposito, un recente lavoro dell'équipe del dr. Carrère all'H.P. di Villejuif: A.M. Barlet, D. Fauvet, H. Seguier, A. Vaissermman et Yaneck - "Théàtre et psychiatrie". Ann. Méd.-Psychol.,129, t. 1, n. 3, pp. 341-358, 1971.
IL DISTURBO PSICHICO ATTRAVERSO LO STUDIO DELLA TRAGEDIA E DELLA COMMEDIA DEI GRECI
A parte l'indubbia suggestione che ha per un uomo nutrito di cultura classica, una rilettura in termini nuovi e personali dell'antica tragedia greca, applicando a ciascuno di noi i valori eterni rappresentati nei personaggi di Eschilo, Sofocle, Euripide, il lavoro di Glielmi ha di nuovo una sperimentazione intelligente, frutto di anni di lavoro, fatta in mezzo a persone per cui le tragedie greche non erano che un nome, e forse nemmeno quello, e pertanto, si proponevano come frutto di una esperienza individuale che il medico riesce a cogliere negli aspetti fisiologici e patologici.
Dioniso fra Sileni.
Anfora a figure nere (500 a.C.).
(Wurzburg, Wagner Museum)

In qualità di storico del Cristianesimo mi ha poi interessato il continuo esame, anche se fatto in sottofondo, del culto Dionisiaco ed Orfico che giustifica, dal punto di vista religioso, il mondo dei tragediografi greci per confrontarlo, senza mai peraltro dirlo esplicitamente, con l'esperienza cristiana della nostra società. In particolare si sente presente la teologia paolinica del rapporto tra il fisico e la psiche, esposta in vari passi del N.T., raggiungente l'espressione più chiara nel capitolo 7 dell'epistola ai Romani.
Per tutte queste ragioni non si può che auspicare la pubblicazione di questo stimolante lavoro, lasciandone poi il giudizio di merito agli specialisti delle malattie della psiche, senza, tuttavia, abdicare al nostro diritto di lettori profani di medicina, ma attenti custodi degli eterni valori della cultura umana.
Il lavoro è originale, ma non è nuovo. Esso si ricollega fedelmente alla tradizione psicoanalitica, ancora nuova in Italia, specie nell'Italia meridionale.
Le idee dell'A. non sono di tipo ortodosso e vent'anni fa sarebbero state respinte sdegnosamente dai seguaci della tradizione freudiana. Ma oggi, nel clima revisionista, anzi rivoluzionario che investe tutte le scienze e che non ha risparmiato neppure la più granitica struttura della psicoanalisi, il lavoro del Dott. Glielmi può occupare un buon posto.
Freud ed i suoi immediati epigoni non possono più essere accettati come furono in un'epoca di determiniamo e di positivismo. Correnti poderose, condotte da audaci che si chiamano K. Horney, H.S. Sullivan, E. Fromm, fino alla teoretica eterodossa e contestataria di un Marcuse hanno introdotto nuova linfa a quella che una volta venne riconosciuta come la « scienza esatta dell'irrazionale » senza peraltro demolirne i pilastri.
Il lettore troverà delle difficoltà nell'interpretare certe tesi nuove, come quella del rovesciamento del contenuto edipico sotto l'azione delle pulsioni di morte e come quella della posizione dell'antica tragedia greca di fronte alla psicosi, ma non può trascurare i Casi Clinici riportati da Glielmi, che vanno studiati attentamente.
La viva cultura umanistica e greca aggiunge un tocco letterario che, senza disgiungersi dalla scienza, accresce l'interesse del lettore, anche di quelli non specializzati nell'argomento.
"L'Autore propone, sotto il profilo psicodinamico, lo studio delle cause di opposizione e prevenzione della società verso il mondo psichiatrico.
Esamina i rapporti medico-paziente e società-ospedale psichiatrico.
Riscopre in alcuni capolavori della civiltà greca particolari atteggiamenti di ossequio, di resistenza e di opposizione verso profeti e vati e li confronta ad analoghi atteggiamenti verso il moderno psichiatra."
Prof. G. Lavitola
Nicola Glielmi
"TEATRO E PSICHIATRIA : Il mito di Tiresia e le istanze vocazionali dello psichiatra"
La Rota N. 2 del 1974
Tiresia seduto su un tronetto, appoggiato ad un bastone e quasi nascosto dai veli del manto ascolta Ulisse in atteggiamento di rispetto e di soggezione.
La tecnica reichiana che richiede al paziente di stare nudo davanti al medico dell'anima (psichiatra) è veramente tanto nuova?
Non sembra piuttosto che sia la più antica osservando Ulisse nudo davanti a Tiresia?
Le vesti ripiegate sulla coscia dell'eroe dimostrano che Ulisse non è giunto nudo, ma si è denudato in presenza del vate come per un rito.
Non soltanto metaforicamente, ma anche fisicamente il paziente deve spogliarsi se veramente vuole conoscere se stesso. Nicola Glielmi
Nicola Glielmi
"SITUAZIONI E CONDIZIONI DEL MALATO MENTALE ATTRAVERSO UN ESPERIMENTO DI PSICOSOCIOTERAPIA TEATRALE - Rivista Sperimentale di FRENIATRIA E MEDICINA LEGALE, vol.XCVII, Fasc.1., 1973.
Nicola Glielmi
"TEATRO E PSICHIATRIA : L'Orestea di Eschilo da un punto di vista psichiatrico"
La Rota N. 4-5 , 1974
Nicola Glielmi"
ORESTE E PILADE" in "Caratteri passioni mafia".
La Grafica Edit., pagg.159 - 166, Messina, 1990
Nicola Glielmi
"TEATRO E PSICHIATRIA : Situazioni e condizioni del malato mentale attraverso un esperimento di psicosocioterapia teatrale"
La Rota N. 5 - 6, 1975
Nicola Glielmi
"AIACE TELAMONIO E UN CASO CLINICO ATTUALE" in "Energia - Carattere & Società -
Funzionalismo del collo - N. 7 - 1984 e in "Caratteri Passioni Mafia", La Grafica Editoriale, pagg. 303 - 324, Messina 1990
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