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pubblicazioni

Simposio, rivista

Nicola Glielmi, 
La terapia reichiana delle epilessie

Pubblicato sulla rivista "Simposio", n.14 anno 2001, MoPI, Via Carducci 3,  Firenze

Presentazione dell'autore   
  • "Ippocrate scriveva: l'epilettico non è un indemoniato... egli non ha commesso azioni empie o delitti... il corpo dell'uomo non può essere contaminato dagli Dei"." 
    ROCCATAGLIATA G., Storia della psichiatria antica, Hoepli Edit., 1973. 
  • Viaggiando sul litorale calabro alla volta di Napoli, nei pressi di Praia a Mare, dopo una curva, compare improvvisamente alla vista una montagna che cade a picco sul mare. Il tempo di dire "che bel"..... (lo!) e l'automobile si infila in un tunnel. Venti, trenta metri ed ecco di nuovo alla vista la splendido paesaggio. Come l'automobilista vede la montagna prima e dopo la galleria, così l'epilettico vede lo stesso luogo prima e dopo un'assenza. Solo che gli sembra di averlo visto in un tempo lontano e indeterminabile. 
  • Per madre perversa e sadica deve intendersi tutto ciò che di terribile, di malvagio, di lesivo proviene dall'altro da sé; il forcipe, per esempio, può essere vissuto dal bimbo, cui viene applicato, come "la madre perversa e sadica". 
  • Nell'epilessia schizofrenoide il blocco oculare si struttura da un mese a cinque mesi di età. Nella melanconoide dai cinque ai dodici mesi. Nella psiconevroide, dai dodici mesi ai due anni e in quella isteroide, dai due ai quattro anni.
  • Per il blocco oculare presente nella schizofrenia e nell'epilessia, le due malattie sono affini, seppure antitetiche l'una all'altra.
  • "Il contatto cosmico è quello supremo dell'organismo che si ricongiunge alle proprie origini e si sente partecipe di esse; cioè, il contatto con la natura, con l'universo. Víene ottenuto nel pieno contatto genitale." BAKER L., L'uomo nella trappola, Astrolabio, 91, Roma 1973. 

Zeus era epilettico. Afflitto da insopportabile cefalea, pregò Efesto di spaccargli la testa con l'accetta. Dal suo cranio balzò fuori Atena, "forte figlia di forte padre ". La cefalea insopportabile, l'idea geniale da partorire era Atena, la dea stessa della sapienza. 

Dora Alla prima seduta fu scossa terribilmente con tremiti che partivano dalla mandibola e si estendevano a tutto il corpo. 
Rosanna Al culmine di una drammatica seduta, scoppiò a piangere gridando: "Mamma, aiutami". 
Maria Rosaria In una sconvolgente seduta invocava la madre di "'aiutarla", cosa che non le era stato possibile fare prima, neppure mentalmente.
Carla "Sono refrattaria ad ogni forma di malattia. Posso camminare scalza nell'acqua, posso stare al freddo e alla pioggia, non mi ammalo. La mia malattia mi sembra una febbre psichica senza innalzamento della temperatura" 
Francesca. "Durante la terapia ho sofferto un malessere terribile tanto da desiderare la fine del mondo che mettesse fine alla mia sofferenza"
Antonio. Le crisi convulsive si diradarono, ma la cosa più importante fu che Antonio era cambiato nel carattere, era tollerante e per nulla reattivo.
Cristina Mentre roteava gli occhi, appoggiai sull'ombelico, messo a nudo, il manico freddo di un coltello esercitando una leggera pressione. La paziente emise un gemito e perse conoscenza. 
Teresa. Mentre roteava gli occhi, le soffiai aria nell'orecchio destro. Soffriva indicibilmente il solletico. Si dibatteva disordinatamente, gemeva, finché stralunò gli occhi in alto e stava per perdere conoscenza.
La leggenda del concepimento attraverso l'orecchio della Madonna, di Maya, di Kunti, di Ishtar, deve trovare una ragione nelle esperienze che gli uomini fanno con le donne nel proprio letto soffiando loro un alito caldo e bavoso nelle orecchie e giudicadole ipersensuali, lussuriose, indecenti, diaboliche ordinano loro di tenere strettamente fasciate le orecchie al riparo da ogni pericolo sessuale perché non siano ingravidate per aurem.

Rosa. Il giorno successivo alla terapia si recò puntuale al lavorò ed evitò la "solita tiratina di orecchi". Consegnò le chiavi dell'ufficio e si licenziò.
Virginia Dopo la terapia provò il bisogno di fare un fiume di urina. A cinque anni urinava il letto. Fu minacciata che avrebbe dovuto mangiare un topo morto messo sul comodino se non avesse smesso di bagnare il letto. Da allora smise di bere acqua e di assumere cibi liquidi e non bagnò più il letto ma divenne epilettica. 
Valeria. "Il Professore introduce il tanto odioso ferro, perché ogni volta avevo dolore, mentre adesso provo solo un lieve fastidio. Comincia a palpare. Non sento niente, anzi non mi sembra vero che palpandomi non ho dolore. Poi mi fa l'ecografia, vedo che la fa con particolare attenzione, comincia a prendere delle misure ed io nel frattempo pensavo "ma perché prende quelle misure, vuoi vedere che l'endometriosi c'è ed io a causa della vegetoterapia non ho dolori ? ma perché questa volta ci mette tanto tempo?"
Poi il professore si leva il guanto, mi guarda. " O Dio ", penso, "cosa dovrà dirmi?". Ad un tratto tra lo stupito ed il meravigliato mi dice: "Complimenti signorina, lei è guarita". Gira le spalle e se ne va. O Dio, ti ringrazio!"

N. Glielmi e coll. 
Sulle espressioni artistico-pittoriche di una psiconevrotica in corso di trattamento psicoterapeutico 
(Rassegna di Igene Mentale Vol.I N.2 - 1979)

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