
societa' italiana di Psicoterapia reichiana
Dal settimanale AVVENIMENTI del 7 maggio 1997:
Dalla GAZZETTA DEL SUD di Martedì 13 maggio 1997:
Dalla GAZZETTA DEL SUD
di Martedì 13 maggio 1997:
Il '97 segna il duplice anniversario, nascita e morte,
dello psicanalista (1897 - 1957)
WILHELM REICH, UN MARTIRE LAICO
di Fausto Cicciò
«Non c'è una prova. Né una qualsiasi autorità. Nessun presidente, accademia, tribunale, camera o senato su questa terra, ha la conoscenza o il potere per decidere quale sarà la scienza di domani. E' inutile tentare di provare ciò che è sconosciuto a qualcuno che non sa cos'è l'ignoto, o ha timore del suo potere minaccioso... Si tengano in disparte coloro che ignorano la strada del sapere, mentre chi ne è consapevole, tracci il cammino verso l'ignoto». Cosi lo psicanalista austriaco Wilhelm Reich sintetizzava il proprio percorso esistenziale, quella audace convinzione epistemologica che avrebbe causato il suo laico martirio.
Il 1997 segna un duplice anniversario per il controverso «teorico dell'orgasmo»: cento anni dalla nascita e quaranta dalla morte (1897-1957). Un'opportunità da non perdere, quindi, non solo per ricordare l'emblematica figura di Reich, ma anche per ridiscutere quello che nella storia è stato il più grande «peccato» contro la Scienza: la censura.
Dopo aver conseguito la laurea in medicina all'Università di Vienna e la specializzazione in neuropsichiatria, Wilhelm Reich fu uno dei più promettenti collaboratori di Sigmund Freud nella Società viennese di Psicanalisi (1920), dalla quale fu espulso nel '34 divenendo tra i «dissidenti» più accaniti per l'estensione della sua ricerca alla sfera biofisica e per il suo tentativo di connessione, dei temi della psicanalisi con il marxismo.
In un primo momento individuò nel comunismo l'unica formula politica capace di dar vita a una struttura sociale in cui l'autoritarismo repressivo e il moralismo, potessero essere sostituiti da un libero autocontrollo dell'individuo, da una «moralità naturale».
Ma una visita in Russia nel '28 lo fece ricredere sulla validità del socialismo sovietico, che aveva creato un sistema sociale eccessivamente dispotico e «paternalistico».
Nel '33, quindi, fu estromesso anche dal Partito comunista tedesco.
Per il saggio "Psicologia di massa del fascismo", il suo nome fu segnato nella «lista di morte» di Hitler: il regime nazista lo costrinse all'esilio, e i suoi libri vennero condannati al rogo sia in Germania che in Russia.
Già negli anni Venti, Reich aveva formulato le prime ipotesi sull'esistenza di rilevanti interconnessioni tra psiche e corpo, e sulla necessità di un approccio psicoterapeutico che prendesse in considerazione anche i fattori somatici. In altre parole, questa identità funzionale tra psiche e soma poneva le premesse alla più articolata teoria dell'«energia orgonica» di Reich: la «repressione sessuale», provocando la nevrosi, sarebbe la causa dei maggiori disturbi fisici e mentali. L'esasperato moralismo della nostra stessa civiltà sarebbe alla base di una deleteria «armatura caratteriale», una struttura difensiva dell'Io contro le pulsioni istintuali e le «pretese» del mondo esterno ("Analisi del carattere", 1933).
L'energia orgonica, definita senza massa e anteriore alla materia, avrebbe dato vita alle galassie e ai pianeti, così come agli organismi viventi. Secondo Reich, quindi, che a tale scopo costruì un «accumulatore orgonico», sarebbe possibile raccogliere tale «forza universale» e sfruttarla per la terapia anche delle più gravi malattie, come il cancro e la leucemia ("La funzione dell'orgasmo", 1927, e "La rivoluzione sessuale", 1936).
L'esilio di Reich, dopo alcuni anni trascorsi in Scandinavia, proseguì dal'39 negli Stati Uniti, ma anche qui egli fu «perseguitato». Accusato dalla stampa di pornografia, nel '54 fu denunciato dalla Federal Food and Drug Administration che ottenne un'ingiunzione contro la prosecuzione delle sue ricerche sulla natura bioelettrica dei fenomeni sessuali, e contro la distribuzione e la vendita di ogni libro che contenesse la parola «orgone». Reich, che non volle comparire in giudizio, fu condannato a due anni di reclusione nel penitenziario federale di Lewisberg, dove mori nel novembre del '57.
Il suo laboratorio di Rangeley, nel Main, fu messo a soqquadro dagli agenti della F.D.A. che distrussero tutte le apparecchiature; i libri e le riviste che affrontavano le sue teorie alimentarono gli inceneritori degli Stati Uniti dal '56 al '62.
Di là da ogni considerazione sulla validità delle scoperte di Reich, non possiamo che constatare l'assurdità della sua vicenda e del barbaro trattamento riservato alle sue opere. Tutto ciò non solo non ha scoraggiato i seguaci di Reich dal proseguire la strada da lui intrapresa, ma ha anche contribuito a creare una sorta di mitizzazione.
Se da un lato, infatti, sono fioriti in tutto il mondo,dagli stessi Stati Uniti e Germania, al Giappone, alla Grecia, alla Spagna, organizzazioni «orgonomiche», dall'altro lato il nome dello psicanalista austriaco è stato associato a pratiche esoteriche o strumentalizzato per elucubrazioni fantascientifiche.
A tal proposito, è sufficiente una breve passeggiata» sulla rete telematica di Intemet, dove, per intenderci, fanno bella mostra di sé alcune interviste medianiche con lo spirito di Wilhelm Reich.
Anche nel nostro paese operano con serietà specialisti di vegetoterapia reichiana argomento ben illustrato nell'articolo accanto dal dottor Nicola Glielmi che a Messina - unico in Italia - ha adottato tale disciplina in ambito istituzionale.
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