informale
Reich

WILLIAM REICH


Dalla  GAZZETTA DEL SUD
di Martedì  13 maggio 1997:

"La vegetoterapia e le 'corazze' emozionali" di Nicola Glielmi

Pubblichiamo di seguito l'introduzione di Nicola Glielmi (capo del settore Salute mentale e tossicodipendenze della Usl n.5 di Messina) per un libro che sarà pubblicato per il centenario della nascita di Wilhelm Reich.
"Nell'ambito del movimento psicoanalitico, comune matrice ideologica da cui nacquero e successivamente si distaccarono le varie correnti di pensiero che fanno capo a C.G. Jung, M. Klein, A.Adler fino alla scuola di Francoforte (Horkheimer, Adorno, Marcuse) si colloca anche, ma con una posizione del tutto originale, W.Reich, nato a Dubrozcynica in Galizia il 24 marzo 1897 e laureatosi in medicina nel 1922, specializzatosi successivamente in neuropsichiatria con J.Von Wagner-Jauregg, si interessò fin dal 1919 di psicoanalisi, venendo accolto nella Società fondata da S. Freud, prima ancora di laurearsi.
Già Freud con le sue concezioni originali, che molte critiche e scetticismo avevano suscitato nell'ambito della medicina ufficiale, aveva creato un complesso di modelli concettuali da lui stesso definiti "metampsicologia" con i suoi tre punti di vista:dinamico, topico ed economico. Punto nodale di questa teoria era il concetto di pulsione, intendendo questo come un processo dinamico consistente in una spinta che originata da uno stato di tensione o di eccitamento che ne costituisce la fonte, ha per meta la soppressione di stato di tensione che l'ha generata.
Il substrato delle trasformazioni delle pulsioni sessuali è la libido, definita da Freud " la manifestazione dinamica della vita psichica della pulsione sessuale".
Se quindi in questa teoria astratta la pulsione sessuale si colloca al limite fra il somatico e lo psichico, la libido rappresenta l'aspetto psichico. Quando si crea a livello profondo e inconscio (Es) un conflitto la cui eziologia è per Freud di natura sessuale, incompatibile con le istanze della morale, (Super-io) che l'Io non è in grado di mediare (difese), la libido che non trova attualizzazione, diventa energia deviata e si trasforma in sintomo. Nasce così la nevrosi.

 Reich invece, rifacendosi alle ricerche dell'internista Franz Kraus sulla convertibilità dell'energia bioelettrica, sostiene che la libido è una vera propria energia, una energia biologica che trae origine da quella cosmica che designa col nome di energia orgonica.
L'esistenza di questa e la conseguente cosmologia orgonica (per esempio la formazione di bioni da energia orgonica liberata dalla sabbia mediante riscaldamento a 2000° o la formazione di galassia dall'incontro di circonvoluzioni ellittiche di flussi di energia cosmica) trovano sempre più conferme nella biologia molecolare, nella fisica moderna da Alfvèn a Prigogine e nell'astrofisica ("fisica del plasma").
Per Reich vi è nel corpo un flusso bio-energetico realmente operante che muove dal centro alla periferia e viceversa. Quanto alle "difese", queste non vanno considerate separate dalla personalità (gli psicoanalisti ortodossi lavoravano sulle singole difese), pervadendone ogni aspetto. Nel 1924 Reich introduce il concetto di "potenza orgastica" che rappresenta la capacità di abbandono completo allo spasmo involontario dell'organismo e la scarica completa dell'eccitazione all'acme dell'atto sessuale.In ultima analisi, le nevrosi non derivano dalla insoddisfazione sessuale per la impossibilità della libido di defluire attraverso i normali canali, bensì dalla incapacità di abbandono all'esperienza emozionale ed energetica dell'orgasmo sessuale. Nel suo libro "La funzione dell'orgasmo" Reich sposta l'attenzione sull'orgasmo anche in quei soggetti che, pur non affetti da impotentia coeundi, non riescono a pervenire alla completa soddisfazione orgastica. Basta dire che molte persone, nell'acme dell'orgasmo provano dolore, colpa, rabbia, pianto, distruttività, malcelati da sentimenti di autocompiacimento e soddisfazione dell'Ego.
Reich perviene alla formula vitale di tutta la materia vivente: tensione-carica-scarica- distensione con movimenti di espansione e contrazione cui nell'uomo presiede il sistema neurovegetativo, dando il nome di vegetoterapia carattero-analitica all'applicazione terapeutica della teoria.

In breve, Reich offre con la sua teoria il sostegno anatomofunzionale alla pscicoanalisi freudiana. Egli, infatti, individua nel corpo umano sette segmenti: oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico.
I blocchi o corazze che si creano a livello di questi segmenti sono determinati da una contrazione o immobilizzazione dei muscoli che controllano tali segmenti. Lavorando su un particolare segmento vengono rivissuti emozioni e fatti che trovano proprio in questo il loro riferimento anatomofunzionale. La vegetoterapia è dunque una tecnica analitica e terapeutica che adopra il corpo come principale strumento di lavoro.
Essa mira a riequilibrare funzionalmente il sistema neurovegetativo e a risolvere le corazze caratteriali e muscolari che impediscono il libero fluire dell'energia nel corpo. Va infine detto che la vegetoterapia penetra gli stadi incosci proverbiali dell'individuo che non possono essere portati a livello di coscienza con la tecnica freudiana della libera associazione dei pensieri o delle parole.
Per esempio un soggetto che ha sofferto di otite a tre mesi di vita con la psicoanalisi non potrà mai riferire tale episodio morboso per il semplice fatto che il bimbo a tre mesi non aveva l'uso della parola.Deve invece con la metodologia reichiana, rivivere col corpo l'episodio morboso e quindi riferirlo verbalmente.
Con il saggio "Il carattere masochista" apparso sulla Rivista Internazionale di Psicoanalisi nel quale contestava  con prove cliniche il cosiddetto masochismo primario e negava l'istinto di morte che secondo Freud era alla base del masochismo, Reich si inimicava il grande maestro che qualche decennio prima l'aveva giudicato come il migliore cervello della Società di Psicoanalisi.
Questo il vero motivo della rottura con Freud e la "Società"
. Il motivo ufficiale fu invece che Reich intendeva applicare la psicoanalisi alla sociologia e siccome questa veniva a sconfinare nella politica e nella morale, Freud e gli altri psicoanalisti temevano di entrare in contrasto col nazismo nascente: motivo questo tutt'altro che scientifico. Lo spunto per l'espulsione dalla Società Internazionale di Psicoanalisi venne offerto dalla pubblicazione di "Psicologia di massa del fascismo", libro invero che, attaccando sia il sadismo del dittatore che il masochismo della massa ricollegabili entrambi ad un disturbo della fondamentale legge vitale che è la formula orgastica, gli valse oltre che l'odio del nascente hitlerismo anche l'espulsione dal partito comunista tedesco con l'accusa di "conservatore reazionario".
Reich, osteggiato dalla psicoanalisi ufficiale, fu incarcerato per offesa alla Corte dalla democraticissima America ove si era trasferito per sfuggire alla polizia politica di Hitler."


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