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N. GLIELMI e coll. Criptogrammi Incosci (Rivista sperimentale di Freniatria vol. CII - Fasc. I - 1978)

VEGETOTERAPIA

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Reich
parte da quest'osservazione: se applicando la teoria della psicoanalisi si ottiene la guarigione della nevrosi in un soggetto, evidentemente la teoria, dallo stesso Freud considerata metapsicologia, deve avere delle reali corrispondenze biologiche nel corpo del malato.

La libido non può esser un puro e mero concetto metafisico, ma deve avere una reale corrispondenza nella biologia del corpo umano.

La libido che in Freud è di natura psichica, per Reich è energia realmente esistente e viene ribattezzata bioenergia o energia vitale e più avanti energia orgonica. Il termine orgone deriva dalla fusione dei termini di organismo e orgasmo. Reich distingue nell'organismo un sistema vegetativo autonomo (sostanza plasmatica), un sistema neurovegetativo e un sistema muscolare.
Questo sistema di base è percorso ed attivato dall'energia vitale : sistema organico ed energia vitale diventano un tutt'uno nell'unità orgonica. Il percorso dell'energia sessuale (energia vitale) nell'orgasmo presenta una sequenza di quattro funzioni fisiche : tensione meccanica (gli organi genitali si riempiono di liquidi, energia), carica (eccitazione di natura elettrica), scarica (nell'orgasmo la contrazione muscolare scarica l'energia elettrica e quindi l'eccitazione sessuale), distensione meccanica (distensione dei genitali). Questa formula a quattro tempi che determina un alternarsi ritmico di espansione e contrazione, è la formula della vita ed è alla base di tutte le funzioni vegetative degli esseri viventi. Anche il cuore, l'intestino, la vescica funzionano secondo questo schema.

L'orgasmo è la funzione in cui si realizza, quindi, l'unità di pulsazione (alternarsi ritmico di espansione e contrazione) di tutto l'organismo. L'incapacità ad avere un orgasmo risulta da una ridotta capacità di pulsazione perché l'energia vitale è trattenuta in vari livelli e sistemi. Tra questi soprattutto, oltre al sistema neurovegetativo simpatico e vagale, il sistema muscolare che costituisce una corazzatura tra il sistema vegetativo autonomo o plasmatico ed il mondo esterno. L'ipertono muscolare cronico determinato dalla stasi libidica o bioenergia viene definito da Reich blocco, corazza o armatura muscolare.

Dopo aver costatato i limiti della psicoanalisi nell'affrontare le resistenze inconscie, che erano per l'appunto inscritte nella corazza muscolare, egli sviluppò una nuova tecnica psicoanalitica che prese il nome di vegetoterapia caratteroanalitica.
In questa il corpo del paziente diventa l'elemento principale di lavoro con input a partenza periferica e con un circuito periferico-centrale-periferico.

La corazzatura carattero-muscolare ha origine nell'educazione e quindi nella repressione sessuale e nella repressione degli altri bisogni. Lo scioglimento di questa corazzatura permette il libero fluire dell'energia vitale e quindi il ripristino di tutte le funzioni vegetative. Egli individua nel corpo sette segmenti : oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico. I blocchi o corazze che si creano a livello di questi segmenti, sono determinati da una contrazione o immobilizzazione dei muscoli che controllano tali segmenti.

Lavorando con esercizi fisici su un particolare segmento del corpo del malato, vengono rivissuti emozioni e fatti che trovano proprio in questo il loro riferimento anatomo-funzionale. Gli esercizi sono definiti actings perché scatenano reazioni di natura sensitiva, percettiva, emozionale e di pensiero. Gli actings della vegetoterapia carattero analitica devono essere somministrati secondo un ordine regolare e preciso poiché seguono e ripercorrono le tappe evolutive dello sviluppo dell'individuo.
Ciò permette al paziente di accedere alle dettagliate memorie organiche e funzionali delle proprie esperienze esistenziali e di rivivere e riconsiderare ogni fase del proprio sviluppo, riorganizzando i vissuti relativi ad ogni evento sul piano della funzionalità neuro-vegetativa e quindi somatico, emotivo e poi dell'elaborazione consapevole ed intellettuale.

Gli acting hanno la durata di 20 minuti, tempo questo, che sembra avere le caratteristiche di un bioritmo. Alla fine di un acting il paziente riferisce ciò che ha sperimentato nel corpo, sentito emotivamente o pensato e ricordato. Immagini e sensazioni emergono a volte insieme a nuove consapevolezze o a ricordi rimossi, emozioni antiche o attuali si collocano fluendo nel corpo appena un blocco difensivo, o una corazza muscolare, può sciogliersi e la relativa funzione, precedentemente inibita o disarmonica, essere recuperata nella direzione della guarigione. Le reazioni del corpo e la modalità d'esecuzione dell'acting, che l'operatore osserva attentamente, insieme alle sensazioni percepite e riferite dal paziente, orientano in modo preciso la scelta dell'esercizio da somministrare successivamente.

C'è poca interpretazione verbalizzata da parte del terapeuta perché il cambiamento viene dalla pratica dell'esercizio. Così nell'acting del "punto fisso e bocca aperta", il punto diventa spazio di relazione, principio di piacere e principio di realtà dove sono salvaguardati la libertà e i tempi di reazione del paziente : nella relazione col punto l'esperienza diventa cosciente là dove con altre tecniche spesso o si esagera nello stimolare il corpo forzandone le reazioni, o lo si esclude.

Il paziente dunque trova assolutamente rispettato il proprio tempo soggettivo di reazione biologico-funzionale e di elaborazione di quanto accade durante l'acting. Ciò rende la vegetoterapia strumento utile ed efficace nelle problematiche perinatali e postnatali e dà accesso alle risorse di quelle stesse fasi della vita, aiutando a risolvere quelle malattie che trovano la loro origine per l'appunto nelle fasi di sviluppo preverbali. Praticando su cento persone lo stesso acting terapeutico si avrà in tutti e cento sempre la medesima risposta, anche se con tonalità diverse secondo le personali esperienze: il tema da svolgere sarà uguale e sperimentalmente ripetibile per tutti.

A differenza delle altre psicoterapie, la vegetoterapia carattero analitica può a buon diritto definirsi scienza per i criteri galileani dell'obbiettività e della riproducibilità dei fenomeni osservati.


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